The extraordinary Italian style esaltato dalla Chaine Bailliage Francigena Toscana a Villa Artimino

berg gioielli 2The extraordinary Italian style  esaltato dalla Chaine Bailliage Francigena Toscana  a Villa Artimino

Una emozionata ma orgogliosa Presidente della neonata Bailliage Francigena Toscana, l’Avvocato  Giovanna Elettra Livreri,  ha aperto la serata inaugurale Chaine des Rotisseurs nella splendida Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio dell’Unesco, ospitata da Annabella Pascale,  AD della Artimino spa, per spiegare il tema della serata che si riassume in un nuovo Umanesimo delle arti, della cultura della convivialità e della tavola, dunque dell’amicizia.

Giovanna  Elettra Livreri, avvocato e direttore generale della prestigiosa camera estera CC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), presidente della neonata Chaine Francigena Toscana, ha voluto presentare il neonato villa artiminoBalliage della storica internazionale Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs in questo mondo fatato, interpretando in maniera moderna la filosofia della Chaine per ricomporre un nuovo Rinascimento, mixando come un giocoliere il mondo del food con quello del fashion, proposto da Cristina Vittoria Egger, l’arte degli artisti Fabrizio Savi e dello scultore Madelin Cuca al cioccolato artigianale di Pura Delizia, lo spettacolo della Compagnia Teatrale dell’Accademia Creativa alle calzature Fabi ed infine la “rinascita” di un glorioso brand di orologi, LONVILLE 1873 Orologi, una proposta della scoperta della Toscana, lo straordinario style Italiano, la natura calzature Fabiunica e ancora incontaminata dei luoghi, lontana dai ritmi della città, dove il primo attore è il Castello di Artimino e la sua storia, armonioso, imponente, testimone di un nuovo turismo, la strada per conservare un patrimonio storico di grandissimo valore mantenendo l’equilibrio tra la tutela del posto e la necessità di renderlo vivo e fruibile al turista, evidenziandone le peculiarità.

Ed ecco poesia e sinergia di immagini e gusto con una cena placee creata da Michela Bottasso la professionista che vive in armonia il suo essere chef  in simbiosi con la natura la circonda usando la sua cucina come strumento di arte, due mondi e modi del vivere quotidiano. Michela Bottasso è la chef del “Biagio Pignatta” il Ristorante del complesso di Artimino dove la natura stessa contraddistingue le immagini, e, seguendo la filosofia avaro figlio, Virage byLonville Berg gioielli Fabi calzaturegreen, usa e cucina le verdure in un terreno attiguo di 5mila mq, creando una cucina semplice ma non banale. Per lei la cucina interroga il territorio, la natura e il paesaggio, e nelle sue mani la sua cucina diventa anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come l’arte.
E poi il fashion…….attraversano le sale piene di storia i romantici accenni di una sfilata femminilissima per la quale Dario Biglino creativo della maison Avaro Figlio ha immaginato un giardino di donne-petalo, dagli abiti senza orlo, che sbocciano in un risveglio di sensualità che si evince nei dettagli, nelle mani sapienti che accompagnano i gesti durante la sfilata, un sincronismo armonioso del movimento, come un fiore che sboccia,  assecondato dalla linee e dal tessuto. Hanno sfilato le calzature di Fabi, eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di Swarovski, lacci, seta, pietre, metalli…..infine la presentazione di Virage, il primo orologio del brand Lonville che rinasce dopo 50 anni di silenzio. E con  la presentazione del libro “In viaggio con Leonardo” della Contessa Melzi d’Eril  sullo sfondo opere del pittore Fabrizio Savi e dello scultore Mădălin Ciucă cala il sipario su Artimino e la neonata Chaine Bailliage Francigena Toscana, un romanzo incantato sullo sfondo di un castello di fiaba.

NOTA: Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel 1950,  una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.

Partners e Sponsor dell’Evento
CHAINE ROUGE 2017 DEL 9 DICEMBRE 2017 della Chaine Bailliage Toscana Francigena
CHAINE DES ROTISSEURS D’ITALIE
AMITES SANS FRONTIERES MONACO – FIRENZE
PURA DELIZIA CICCOLATO ARTIGIANALE
TENUTA DI ARTIMINO
AVARO FIGLIO STILISTA
COMUNICAZIONE E STAMPA “LE SALON DE LA MODE” – Gabriella Chiarappa
LONVILLE 1873 OROLOGI
FABI SHOES
BERG TU DIVA GIOELLI
EDOARDO TRANCHESE – I TRANCHESE FOTOGRAFI

VILLA ARTIMINO RESORT
Viale Papa Giovanni XXIII,1
59015 Artimino Prato (PO)
www.artimino.it

Balossa The white shirt SS 2018

Balossa PETALI AndriyGoncharenko_17Balossa The white shirt SS 2018
Un sogno che nasce da …una camiia bianca

Valorizzazione del lavoro e professionalità, attenzione ai dettagli, personalizzazione per il Brand Balossa. E il trasferimento in ogni singola creazione della cultura della stilista di Balossa, la lituana Indra Kaffemanaite, formata dalla tradizione e dalla cultura del bello e che, per questo, si spinge verso sperimentazione e innovazione. Fantasia, style, studio, passione……regola, per Indra Kaffemanaite, per definire quello che è il tema portante di Balossa, il suo Brand, dove le regole sono dettate tra fantasia e realtà, creature che si presentano in un linguaggio apparentemente incomprensibile, trascinando lo spettatore in una magia, un mondo popolato da donne, che partono dal soggetto che più maschile non esiste, la camicia bianca, in una storia – ogni collezione è una storia Balossa_WAITING FOR YOU _AndriyGoncharenko_05affascinante – raccontata mixando fantasia e realtà, un totale cortocircuito di un linguaggio apparentemente incomprensibile ma la stilista, per la collezione SS 2018 di Balossa,  lo rende comprensibile, il tema di lettura che parte dalla semplice camicia bianca creando eleganza e raffinatezza, formulando suggerimenti affascinanti, rompendo le regole, dissacrandole.
Caratteristiche di una teoria affascinante e di successo nel mercato nazionale e internazionale che costruiscono il prodotto Balossa, un processo svolto sulla semplice camicia da uomo, una evoluzione progettuale dell’Azienda fondata nel 2014, che ha portato al risultato di una silhuette asciutta, comoda, confortevole, dagli accenni sensuali e glamour, con la trasformazione di un processo che ha visto dissacrare la camicia maschile, evoluzione di adattamento  dello stile del Brand che spinge a dare all’espressione Made in Italy non solo il contenuto di materiali ma soprattutto il valore dell’originalità, dell’esclusivo, del non ripetitivo, dell’asimmetrico perfetto, dove maschile e femminile si incontrano e si Balossa_SENZADUBBI_AndriyGoncharenko_06scontrano, per lunghezze e contrasti, forme e proporzioni, armonizzando l’imprevisto con eleganza.
Balossa inaugura ufficialmente il sito con la sfilata a Lugano 16 agosto 2014, debuttando nella Fashion Trade Show il febbraio del 2015. Durante l’edizione del White di settembre 2015 al Brand Balossa è stato consegnato il prestigioso premio Inside White Award, miglior brand emergente, a consegnare il premio la designer Izumi Ogino (maison Anteprima) ad Indra Kaffemanaite, creativa e fondatrice del Brand,  condividendo i suoi apprezzamenti per i tagli e i volumi della collezione, oltre al mix tra mood italiano e giapponese.
Dopo tre anni l’Azienda conta circa duecento clienti in tutto il mondo: Paesi Europei:  Italia, Spagna, Germania, Uk,  Francia,  Svizzera, Grecia, e poi USA, Russia, Cina, Giappone, Australia, Paesi Arabi: Kuwait, Egitto, Arabia Saudita, Libano, Emirati.

Balossa_ ATTIMI_AndriyGoncharenko_02Biografia di Indra Kaffemanaite

Indra Kaffemanaite è nata e cresciuta in Lituania negli anni dell’Unione Sovietica. Quando il regime comunista si distingueva per  la scarsa offerta nel settore dell’abbigliamento, soprattutto di quello alla moda, questa diciassettenne lituana sapeva già quello che voleva, imparare l’arte sartoriale e realizzare vestiti.
Indra aspettava con ansia il ritorno di suo padre che le portava l’ultimo numero di “Burda” dalla “moderna” Germania Ovest, così poteva trasformare un nuovo cartamodello in un vestito alla moda. Accrescendo le sue capacità con l’esperienza e principalmente guidata dal talento naturale, ha iniziato a confezionare abiti per clienti russi e già a soli vent’anni aveva avviato una sua redditizia attività artigianale.
Balossa_I AM HERE_AndriyGoncharenko_20Con un’idea chiara nella mente, quella di dare una svolta alla sua vita, Indra si trasferisce in Italia. Nel 2005 ha frequentato una delle scuole più prestigiose, quella di Carlo Secoli, a Milano, il più noto istituto per modellisti. Poi frequenta per un anno il Fashion Service, sviluppando campionari per i grandi nomi della moda, come Iceberg, Maurizio Pecoraro, Giambattista Valli e molti altri.
Nel 2014, Indra Kaffemanaite lancia il suo progetto,  BALOSSA THE WHITE SHIRT, un progetto che prende ispirazione dal capo classico del guardaroba maschile, la camicia bianca, il tema di lettura che sconvolge la sottile architettura della camicia da uomo per creare con fantasia e poesia un capo per una donna unica, elegante e raffinata.

Balossa LTD – press@balossashirt.com – www.balossashirt.com
Crediti:
Photography : Andriy Goncharenko
Model: Natali Hruzina
Stylist: Olena Boldareva
Shoes : Lesia Semi
Clouthing : Balossa
tel.: +41796404941
office@balossashirt.com
www.balossa.com
www.facebook.com/balossashirt
www.instagram.com/balossaws

Indra Kaffemanaite

Balossa PETALI AndriyGoncharenko_17 Indra Kaffemanaite

Indra Kaffemanaite è nata e cresciuta in Lituania negli anni dell’Unione Sovietica. Quando il regime comunista si distingueva per  la scarsa offerta nel settore dell’abbigliamento, soprattutto di quello alla moda, questa diciassettenne lituana sapeva già quello che voleva, imparare l’arte sartoriale e realizzare vestiti.
Indra aspettava con ansia il ritorno di suo padre che le portava l’ultimo numero di “Burda” dalla “moderna” Germania Ovest, così poteva trasformare un nuovo cartamodello in un vestito alla moda. Accrescendo le sue capacità con l’esperienza e principalmente guidata dal talento naturale, ha iniziato a confezionare abiti per clienti russi e già a soli vent’anni aveva avviato una sua redditizia attività artigianale.
Con un’idea chiara nella mente, quella di dare una svolta alla sua vita, Indra si trasferisce in Italia. Nel 2005 ha frequentato una delle scuole più prestigiose, quella di Carlo Secoli, a Milano, il più noto istituto per modellisti. Poi frequenta per un anno il Fashion Service, sviluppando campionari per i grandi nomi della moda, come Iceberg, Maurizio Pecoraro, Giambattista Valli e molti altri.
Nel 2014, Indra Kaffemanaite lancia il suo progetto,  BALOSSA THE WHITE SHIRT, un progetto che prende ispirazione dal capo classico del guardaroba maschile, la camicia bianca, il tema di lettura che sconvolge la sottile architettura della camicia da uomo per creare con fantasia e poesia un capo per una donna unica, elegante e raffinata.

Balossa LTBalossa_I AM HERE_AndriyGoncharenko_20D – press@balossashirt.com – www.balossashirt.com
Crediti:
Photography : Andriy Goncharenko
Model: Natali Hruzina
Stylist: Olena Boldareva
Shoes : Lesia Semi
Clouthing : Balossa
tel.: +41796404941
office@balossashirt.com
www.balossa.com
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Artimino e “La Chaîne Toscana Francigena”

LONVILLEArtimino e  “La Chaîne Toscana Francigena”
una location da sogno che celebra  il connubio
tra food, fashion e arte
the extraordinary Italian style

Presentato da un affascinante Beppe Convertini va in scena ad Artimino   “La Chaîne Toscana Francigena”, un evento  che abbina la cucina italiana, la moda, l’arte e lo spettacolo, organizzato dal neonato Bailliage “Chaîne Toscana Francigena”, per  coniugare e unire “the extraordinary Italian style”.

47b934_15c8d511339f48b9ba783a999ea250e1Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel 1950,  una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.

Alla presenza del Presidente Nazionale Chaine des Rotisseurs d’Italia, Dr Roberto Zanghi, l’organizzazione dell’evento della Presidente Giovanna  Elettra Livreri, di Cristina Vittoria Egger e della  Madrina del neonato Bailliage Anna Accalai, vede l’abilità di abbinare la cultura del buon cibo ad un insieme di brand – Avaro Figlio, le luxury shoes Fabi, i gioielli Berg, l’orologio Virage il VIRAGE MOD.primo modello di Lonville dopo 50 anni – con il sottofondo musicale di Alessandro Martire, una performance tra sogno e realtà con  giocolieri, mangiafuoco e trampolieri della Compagnia Teatrale dell’Accademia Creativa.
Attraversano le sale piene di storia i romantici accenni di una sfilata femminilissima per la quale Avaro Figlio ha immaginato un giardino di donne-petalo, dagli abiti senza orlo, che sbocciano in un risveglio di sensualità che si evince nei dettagli, nelle mani sapienti che accompagnano i gesti durante la sfilata, un sincronismo armonioso del movimento, come Fabi shoesun fiore che sboccia,  assecondato dalla linee e dal tessuto. Sfilano le calzature di Fabi, eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli…..Fabi crea scarpe gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di un castello fiabesco…..una realtà importante la presentazione del modello di orologio Virage  “exceptional watches in limited series for watch enthusiast”, il 47b934_6ee47cd84d834141bf169a98ffc67833_mv2_d_4912_6144_s_4_2nome  del primo orologio del brand Lonville che rinasce dopo 50 anni di silenzio. E con  la presentazione del libro “In viaggio con Leonardo” della Contessa Melzi d’Eril  sullo sfondo opere del pittore Fabrizio Savi e dello scultore Mădălin Ciucă.
Crediti
Press e comunicazione Le Salon de la Mode
PH: Edoardo Tranchese – I Tranchese Fotografi
Make up: HM di Luciano Carino

Enoarte tra le colline del Chianti

23659330_1871455062882762_1835606550984412436_nEnoarte tra le colline del Chianti

Il Castello del Nero a Tavarnelle Val di Pesa

Elisabetta Rogai e la sua EnoArte, un magico incontro fra una artista, un vino e il Castello del Nero per un viaggio ininterrotto alla ricerca del bello.
Il suo immaginario è l’espressione del suo subconscio e rispecchiano il fascino che l’artista subisce dal mondo naturale, prende vita attraverso figure di donne, cavalli, aquile, elementi reali che assumono forme di creature surreali morbide e allungate, sospese nel tempo oppure  alla ricerca della terra, cariche di colori cangianti dalle infinite sfumature, come quelle del vino, che richiamano i fenomeni naturali.  Un abbinamento perfetto, 484537_400637499964533_1017960737_narmonioso, quello delle opere della Rogai, fatte con la tecnica EnoArte, il vino al posto del colore a olio, che ben si sposano allo splendido albergo immerso nel verde del Chianti, incastonato nella quiete musicale del paesaggio. Le opere  sono esposte su cavalletti nella imponente hall dell’Albergo e nelle suite a piano terra, appese sulle pareti a facciavista delle sale e la performance live effettuata con il vino prodotto dal Castello del Nero nella cantina in pietra che fa parte della struttura originaria del XII secolo dove spiccano centinaia di etichette, per una carta dei vini riconosciuta da Wine Spectator come una fra le più importanti al mondo.
Se la passione ridefinisce i sogni, quella dei proprietari del Castello del Nero ha saputo ridare anima, fascinazione, eleganza e incredibile bellezza a questo straordinario luogo, un antico maniero a Tavarnelle Val di Pesa circondato da trecento ettari di terreni coltivati a ulivi e vigneti, un percorso iniziato con un attento restauro e lentamente, con molto impegno, gusto, con la sensibilità emotiva per carpire il mistero che suggella lo spirito del luogo e del paesaggio, la proprietà ha saputo coniugare lo stile della Toscana con la gioia dell’estetica, come creatura viva e pulsante, il piacere del bien vivre e il savoir faire e dell’accoglienza aggiungendo anche una modernissima e attrezzata Spa ai servizi offerti, un mondo di coccole esclusive.
L’artista Elisabetta Rogai, con questa esposizione  in una insolita e affascinante galleria d’arte, riafferma così la sua presenza nel Chianti dove risiede e dove ha sempre vissuto la sua famiglia, con questa sua personale che ha il vino come soggetto, il vino toscano che l’artista considera come il risultato di come la terra incontra la poesia, che è diventata una sua abituale espressione d’arte, lei domina il prodotto, lo usa, nel pieno rispetto della sua storia, per raccontare la terra, creare immagini ed emozioni, per far parlare i cavalli, il falco, l’aquila, i bambini, le sue donne, ebbre di vino, piene di fascino e sensualità, ruba i colori del suo immaginario fantastico adoperando il vino per farli vivere, sensibilizzando ed emozionando chi osserva, rendendo la  location che l’ospita uno scrigno prezioso, fantastico, che sa di fiaba.
www.elisabettarogai.it
CASTELLO DEL NERO S.p.A.
www.castellodelnero.com
Strada Spicciano n. 7
50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI) – ITALIA

Artimino e “La Chaîne Toscana Francigena” una location da sogno che celebra il connubio tra food, fashion e arte the extraordinary Italian style

23794880_1834951933214143_6695554807307116106_nArtimino e  “La Chaîne Toscana Francigena” una location da sogno che celebra  il connubio  tra food, fashion e arte the extraordinary Italian style

Va in scena ad Artimino   “La Chaîne Toscana Francigena”, un evento  che abbina la cucina italiana  e il fashion ricordandoci che food e fashion sono due pilastri della cultura e dell’economia del Bel Paese, un evento organizzato dal neonato Bailliage “Chaîne Toscana Francigena”, vuole essere un appuntamento per introdurre la missione del Bailliage al Presidente Nazionale Chaine des Rotisseurs d’Italia, Dr Roberto Zanghi, per  coniugare e unire il buono e il bello delle eccellenze del made in Italy e tutto quello che il mondo ci invidia: the extraordinary Italian style, due industrie culturali, il cibo e la moda, due mondi e modi del vivere quotidiano.

Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel 1950,  una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore Anatra-all'arancia-ristorante-Biagio-Pignattadell’amicizia.
Il nuovo Club della “Chaine des Roitisseurs ”  vede in prima linea il Presidente Giovanna  Elettra Livreri, avvocato e direttore generale della prestigiosa camera estera CC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), come organizzazione e direzione artistica Cristina Vittoria Egger  Charge des Missions e  “Gran Dama della Real Casa Savoia” e la madrina del neonato Bailliage  Anna Accalai, designer e Charge des Missions D’Italie, tutto per garantire un incontro esclusivo dove gastronomia, moda, arte e cultura sono mixati alla perfezione. E in questo evento vengono abbinati elementi come vivere, mangiare e vestirsi per abitare il mondo, si codificano i linguaggi e i comportamenti, si costruisce l’identità, non solo personale ma anche collettiva, dunque la maniera di mangiare e di vestire contraddistingue le immagini e identità di popoli e nazioni ma anche le industrie, l’economia e il lavoro.
E Artimino si propone come poesia e sinergia di immagini e gusto con una cena placee creata da Michela Bottasso la professionista che vive in armonia il suo essere chef  in simbiosi con la natura la circonda usando la sua cucina come strumento di arte, due mondi e modi del vivere quotidiano. Michela Bottasso è la chef del “Biagio Pignatta” il Ristorante del complesso di Artimino dove la natura stessa contraddistingue le immagini, e, seguendo la filosofia green, usa e cucina le verdure in un terreno attiguo di 5mila mq, creando una cucina semplice ma non banale. Per lei la cucina interroga il territorio, la natura e il paesaggio, e nelle sue mani la sua cucina diventa anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come l’arte.

ARTIMINO
9 dicembre 2017 ore 20,00
Viale Papa Giovanni XXIII,1
59015 Artimino Prato (PO)
www.artimino.it

“Love in the skin ” arte moda e dialoghi dal mondo

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Mostra/Convegno Curata da Helene Blignaut & Marina Corazziari

“Parole che superano la percezione superficiale e vanno in fondo all’anima. La parola “pelle” è coinvolgente, sensoriale. E credo che il gioiello e l’abito siano infatti un momento d’amore che ha bisogno del calore della pelle”
Helene Blignaut
Come sempre, e per l’ennesima volta, Marina Corazziari sorprende, suscita stupore, incanta con l’apertura ufficiale del suo show room a Bari raccontando una storia fantastica attraverso una mostra evento itinerante di arte e moda, un seminario di spessore internazionale, che parte dalla sua Bari, e che resterà aperta dal 30 ottobre al 7 novembre nel Salone degli Affreschi per poi partire alla volta di Lecce, Roma, Milano, Bolzano, Parigi e Durban.
Marina Corazziari, che è sempre stata pioniere del suo tempo e coerente con il suo passato, si fa “direttore d’orchestra” di una sinfonia, ponte continuo fra i gioielli vissuti e 21192895_790792917758748_8353274713126594963_nquelli futuri da disegnare, arte pura, un trait d’union con gli abiti sognanti di haute couture dello stilista Jamal Taslaq di origine palestinese, gli abiti dello stilista Massimo Crivelli e le creazioni della stilista Maria Laura Joamatana, originaria del Madagascar, con i suoi fantastici abiti ispirati al Mediterraneo arrivati direttamente da Parigi.
Coerentemente, seguendo le parole di Helene Blignaut, abbina il gioiello all’abito, e non solo come estetica di un outfit, ma come concetto per dare una sensazione di piacere alla pelle, una sorta di sensuale sirena che partendo dal mare ritorna al mare…..è come se volesse perdersi tra le onde, dove il suo mare della Puglia bacia il cielo, tra gli stridi rauchi dei gabbiani, il lento dondolio delle onde del mare, inesorabile ed eterno, cercando materia e sogni, trovando colori e alghe, incontrando sirene e fantasia, Marina Corazziari usa la sua creatività per vivere in un sogno dove il 20638216_780687682102605_8132212702394550977_nmare è il suo elemento, da cui prende ispirazioni fino a vivere il suo romanzo d’amore con la natura, l’elemento che diventa la sua ispirazione, che diventa arte superando il concetto di opera fatta manualmente, lo scenario ideale per opere che dalla natura, e in questo caso dal mare, traggono ispirazione e al mare ritornano, per evocazione e suggestioni, gioielli contemporanei fatti di luce e materia, come le stelle marine dalle sfumature dal blu cobalto al verde acquamarina, e su tutto il suo nome ripetuto nel vento, Marina, ma anche il suo mare, il Mediterraneo, crocevia di culture e lingue diverse.
Abbinati all’eleganza di Jamal Taslaq, di Crivelli e di Laura Joamatana i suoi gioielli sono sculture design, per adornare una moderna principessa, usa pietre scaramazze, arte pura come lo spirito di quest’artista, corallo e topazi, turchesi, avori e madreperla, per affascinanti regine di antichi regni adornate da gioielli interpretati da tecniche moderne.
“Un evento, ma anche e soprattutto un progetto”. Così il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Uricchio, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento che si è tenuto in mattinata a Bari, ha definito la mostra-convegno “Love on the skin“ ‘Nuove connessioni tra stili e culture dal mondo’ curata da Helena Blignaut (antropologa, scrittrice e docente esperta di moda che lavora per il governo del Sud Africa e per l’Assessorato allo Sviluppo e Impresa di Durban) e dall’artista barese Marina Corazziari. La mostra che si terrà nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo barese dal 30 ottobre al 7 novembre, ha come obiettivo il confronto e la simbiosi di culture diverse attraverso l’arte, i gioielli, l’alta moda, il glamour, la letteratura, i viaggi e il paesaggio. In mostra le preziose creazioni di Marina Corazziari, scenografa e designer di gioielli scultura conosciuta a livello internazionale che faranno da trait d’union con gli abiti sognanti di haute couture dello stilista Jamal Taslaq di origine palestinese, definito il sarto delle Principesse, che veste tra le altre anche la regina Rania di Giordania. Gli abiti dello stilista Massimo Crivelli, tra i più apprezzati creatori di moda contemporanei italiani. E da Parigi arrivano le creazioni della stilista Maria Laura Joamatana, di origini del Madagascar, con i suoi fantastici abiti ispirati al Mediterraneo. Ci saranno anche le ‘Fotografie dal mondo’ di Oronzo Scelzi e i dipinti ‘Religions for Beginners’ di Guido Corazziari. Un seminario di spessore internazionale, una mostra di arte, di moda e non solo, che dopo Bari, toccherà Lecce, Roma Milano, Bolzano, Parigi e Durban. “Un evento – ha detto Uricchio – di valorizzazione di un’esperienza che nasce dal nostro territorio, che si coniuga a tantissime professionalità presenti anche di altre aree del Paese, ma anche con degli obiettivi che vogliamo perseguire. La Puglia – ha continuato – credo che possa dire molto anche sul terreno della creatività, della moda e della moda che si coniuga alla cultura. Un evento significativo – ha ribadito – che possa generare una serie di attività, sia di carattere formativo sia nel campo della ricerca, ovviamente mettendo in campo le competenze che l’Università di Bari è in grado di offrire”.
L’evento ha il patrocinio di Uniba- Universtià degli Studi di Bari, Comune di Bari- Municipio I, Fidapa nazionale BPW Italy, Commissione Pari Opportunità Regione Puglia, Confindustria Bari- Bat-, Stati Generali delle Donne, Casa delle Donne del Mediterraneo, Lilt for Women, Onps (Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza).

SALONE DEGLI AFFRESCHI – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI
LUNEDI’ 30 OTTOBRE 2017 ORE 11.00-13.00
la Mostra proseguirà sino al 7 novembre 2017 h. 10.00-18.00

Staff operativo “ OA2 “ Ass. Culturale
Anna Caradonna Assistente di Direzione ( info tel. 3349569698 )
Arch. Guido Corazziari Progetto grafico
Marina Corazziari Presidente OA2 Ass. Culturale Design Styling & Image
Info tel. 347.844.6967
Via Sparano 32/b Bari 70100
www.marinacorazziari.com
mcorazziari@libero.it

La perfezione dell’asimmetria di Balossa

balossa3La perfezione dell’asimmetria di Balossa
The collection SS18 Balossa to the “White Milano”

The brand

Maschile e femminile, niente è dato per scontato, contrasto di lunghezze diverse, armonia o disarmonia voluta di forme e proporzioni per la collezione Balossa SS 2018 di Indra Kaffemanaite che rompe brillantemente le regole per declinare un imprevisto che segna un imprinting all’eleganza.
E’ un cortocircuito quello di Balossa, un gioco fra fantasia e realtà, la stilista tratteggia la femminilità della camicia di Balossa, il leit motiv del suo Brand, coniugando l’azzardo di linee insolite al romanticismo, l’imprevisto di una sorpresa per definire il bello, l’asimmetria come regola, il cambiamento per tutto quello che è ordine che diventa disordine….. in armonia.
balossa4Una rielaborazione del concetto che Indra vuole esprimere, poeticamente, dove evidenzia le taglie over con proporzioni e scambi di forme per arrivare a sottili geometrie,  la declinazione della asimmetria della camicia monospalla, l’architettura seducente della camicia che diventa giacca dalle spalle importanti, corpini bustier e lunghezze sbilanciate, sottili geometrie asimmetriche come fourreau su pantaloni diritti – il nero che si sposa al bianco in un gioco armonioso –  il dis-equilibrio di una camicia, aperta sui fianchi, che diventa tunica con il contrariè delle spalle, come un gioiello lo scambio del sinistro con il destro, gli “effetto scamiciato”, tagli e rouches, mantelle, doppi strati, drappeggi, l’esile camicia arricchita da una schiena trionfante, il gioco di Indra rompe le regole per l’armonia di una asimmetria perfetta.
Palette e materiali……l’ossessione per il bianco che si sposa – in armonia – al nero, il beige, il  rosa antico, il rosa e il giallo,  formulando proposte romantiche e molto soft, su tessuti di puro cotone, organza, georgette, lino e popeline elasticizzato riproponendo il 1magico Ramie, un tessuto di origine completamente naturale simile al lino, ricavato dalla corteccia della pianta Boehmeria della famiglia delle Urticacee, coltivata soprattutto in Cina, Brasile, Indonesia e Filippine, che, miscelata al cotone ne aumenta la forza e la capacità di assorbimento….Balossa, la perfezione dell’asimmetria!
Balossa LTD
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Balossa Ltd.
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Quasi una magia……La Bottega Bedeschi

acqua-micellare-setarè-300x300Quasi una magia……La Bottega Bedeschi
Le “Botteghe”, si sono sempre chiamate così, fino dal Rinascimento, rappresentavano una vera e propria ‘impresa’ dove l’artista, il maestro artigiano passava agli allievi i segreti del suo sapere. Proprio nella culla del Rinascimento, a Firenze, possiamo ritrovare la magia delle botteghe; raffinati negozi che conservano quell’intelligenza del fare, quell’attitudine alla realizzazione del nuovo che ancora oggi caratterizza i creativi contemporanei nelle loro attività.
Oggi quella stessa passione è stata riletta in chiave contemporanea da Lorenzo Bedeschi che ha creato la sua Bottega Bedeschi. Cresciuto  tra i profumi dell’azienda di famiglia, Le saponerie Mario Fissi, dopo anni di lavoro ha coltivato una vera e propria passione verso i prodotti che lui stesso lavorava. E’ nata così in lui l’idea di creare un negozio dove poter far 22154337_286365265188835_2025486353585297399_nconoscere e apprezzare direttamente al pubblico le loro creazioni.
Camminando nel cuore del centro storico, dopo aver attraversato la maestosa via Tornabuoni entriamo in Via delle Belle Donne, una piccola strada intima e riservata. Tante persone che camminano e si soffermano alle vetrine dei negozi, quasi rapite da quell’atmosfera che profuma di passato. La troviamo lì, incorniciata in un’antica porta di legno, la piccola Bottega Bedeschi.
Curata in ogni minimo dettaglio, il bianco dei mobili decapati, fa risaltare tutti i colori delle confezioni in cui sono incastonati i preziosi saponi. C’è armonia, equilibrio e voglia di perdersi nella composizione dei prodotti, dalle creme corpo, agli shampoo e balsamo biologici, alle preziose confezioni dei saponi antichi. Lorenzo si avvale anche della bravura di diversi artigiani, cerca e trova altre motivazioni, altre mani esperte, che collimano con le sue creando oggetti unici.. il ferro per lumi particolarissimi che caratterizzano e illuminano il locale, i tessuti e la pelle con cui confeziona i beauty case, i porta saponi su misura, ogni 21761704_281002102391818_1620586473589108630_npezzo è unico.

Le saponette sono racchiuse in carte pregiate, che sprigionano fragranze di Violetta, Ires di Firenze, Muschio rosa, origano e tante altre ..le immagini sulle scatole dei saponi raccontano un mondo delicato, fatto di poesia, bocci  di rose, ricordi delle copertine dei quaderni che i ragazzi di oggi non conoscono, un moderno e attuale concerto “l’esprit du temps”, interpretato ed elaborato “artisticamente”, vere opere d’arte, che vengono dalla memoria.
Non è infatti solo l’olfatto ad essere catturato dalla piccola bottega; anche l’occhio, lo sguardo viene attratto.. dalla meraviglia delle Scatole Antiche di saponi di Alighiero Campostrini, dalla collezione unica delle fragranze per ambiente al dolce Melograno e rosa Neroli, o per chi preferisce note più fresche Acqua di sale e Biancospino. Impossibile poi non rimanere affascinati dai ceselli in argento, gioielli unici perché fatti a mano da Brandimarte, vero maestro d’arte fiorentino.
E si ferma il turista che passa in cerca delle grandi firme italiane, si ferma il gentiluomo per i beauty raffinatissimi, il dandy francese entra nella bottega rapito dall’ unicità dei saponi 22331003_1129060113895396_333212740_nfinissimi, le signore che colgono nei prodotti la qualità vera del Biologico. Non sarà difficile trovare regali unici da fare ai propri cari.
Bottega Bedeschi piena di colori e profumi, parla davvero dell’artigianato di una volta, tutto in perfetto ordine, armonioso, una “bottega” insolita e preziosa nel pieno centro della città, come un gioiello raro incastonato tra le grandi firme. Vi sembrerà di entrare in un piccolo mondo antico, in cui il giovane Lorenzo è riuscito a valorizzare un artigianato che sa fondersi con l’arte del passato, arricchendolo di passione e innovazione per offrire prodotti  pregiatissimi non solo da un punto di vista estetico ma anche di qualità. Un locale pieno di luce e di allegria che racconta la storia e la passione di Lorenzo Bedeschi.
La Bottega Bedeschi, un insieme di maestri artigiani riuniti da Lorenzo Bedeschi in un unico progetto: Setarè, linea Eco Bio Cosmetica prodotta artigianalmente in Toscana ispirata agli antichi testi persiani. Beauty case di CONSANI PELLETTERIE DI GIANNINI ROBERTO, per le pochette in pelle di bacchetta. VA.PA.CE. i portasaponi di Filippo Bernacchioni. La Florentina e Alighiero Campostrini i due marchi delle Saponerie Mario Fissi. Asciugamani, lavette, accappatoi di Annamaria Biancheria. Gli origami in carta Eco di Peggy in Florence di Stefania Farnesi. I saponi, le candele e i profumatori d’ambiente di Splendor of Florence. I ceselli dei portachiavi/pendenti degli argenti diBrandimarte.
Bottega Bedeschi
Via delle Belle Donne 11/12 R
www.bottegabedeschi.com
Press: Cristina Vannuzzi

“Nun te preoccupà mo je faccio er cucchiaio”da Francesco Totti calciatore a Martino Dini fotografo

Palazzo Vecchio“Nun te preoccupà mo je faccio er cucchiaio”da Francesco Totti calciatore a Martino Dini fotografo

Un giorno tutto il mondo parlò del cucchiaio di Francesco Totti………Il campione giallorosso s’inventa un gol pazzesco nella semifinale con gli orange dicendo a Di Biagio – “mo je faccio er cucchiaio” – seguito dalla camminata sfrontata verso l’area di rigore…..ma questa è un’altra storia.
Invece Martino Dini, di professione fotografo, il cucchiaio lo usa e non solo per gustare un variopinto gelato o una morbida crema ma lo fotografa su raffinate mise en place e poi lo usa, in maniera complice, ne fa il suo sfondo, si diverte a giocare con le nostre sensazioni, cambiando le carte in tavola e spingendoci a guardare la realtà da un altro punto di vista, magari attraverso una lente di ingrandimento. Tutto quello che parla di cibo è un tema tanto amato, quanto inflazionato e fotografare chef e cibo è diventato un network spoon selfieonnipresente su web, social e carta stampata, un trend in costante crescita che ha indotto molti, grazie all’ Ipad, a improvvisarsi fotografi di food e promuoversi nel settore senza, tuttavia, averne le necessarie competenze.
Fotografare il cibo non è facile, al contrario, come ci spiega Martino Dini, giovane e talentuoso fotografo del food, ci mostra quanto fotografare il cibo è più complesso di quanto si pensi, un’operazione che esige molta professionalità perché implica un’ottima padronanza della luce e del set, il tempo a disposizione è brevissimo e va ben sfruttato per beneficiare al massimo dell’aspetto estetico di una pietanza. E’ fondamentale quindi riuscire a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, persino i valori veicolati da piatti e ingredienti, anche attraverso l’immagine, unico mezzo la vista.
Noi siamo quello che mangiamo, e, nel mio caso, quello che riesco a fotografare e come lo fotografo, mi dice Martino Dini, e un giorno, sempre alla ricerca di cose nuove che stimolano la mia fantasia, ho “scoperto” il cucchiaio, facendoci sopra delle riflessioni, è nato “SPOON PHOTOGRAPHY” infatti per me il cucchiaio mi sa di casa, duomoprofuma di terra, l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte ogni volta che torno a casa, sapori che fanno parte della mia vita, che mi accompagnano in ogni evento cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima, mi accompagnano fra la gente.
Fotografando io rubo l’attimo, devo trasmettere la passione e la qualità che ci sono dietro le mani dello chef, in un attimo devo fermare e mostrare la sua abilità, la sua storia, esalto il primo attore che sono le sue mani, le faccio parlare, fisso il candore della tovaglia, le pieghe, la luce, i chiaroscuri della materia cucinata, i colori, la sua fantasia, l’estro, mille pensieri condensati nell’attimo, prove su prove, accostamenti di sapori, io devo tramettere la cultura visiva del cibo, ma ad ampio respiro, far riflettere chi osserva, farlo immedesimare in una condivisione creativa, ribaltare la forma di nutrimento in un riflesso per gli occhi.
Far diventare invitante un piatto, gustoso, far venire l’acquolina in bocca….come si dice, io racconto e la mia è una bella storia e il cucchiaio è il mio complice, tondo, liscio, freddo, lunare, affascinante, sensuale nella sua rotondità, lo porti alla bocca e nel cucchiaio ti immergi, ti tuffi per gustare un cibo morbido, materno, quasi un libido, ed invece il mio cucchiaio vuole essere come una tela di canvas per l’artista, riflette il cibo, lo esalta, racconta uno sfondo, ferma un habitat e fa da contorno ad un piatto, composto di materia e luce, colori e voluttà, volumi e fantasia.
Ed io faccio parlare i miei cucchiai fantastici, che raccontano incredibilmente parole e pensieri, viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, visioni diverse, talenti e storie di uomini, di professione cuochi, immagini non banali di monumenti e chiese, piazze, la vita in un cucchiaio, per parlare di una cultura del cibo di ampio respiro, sperimentazione e contaminazione fra linguaggi ed esperienze diverse.
Crediti ph: Martino Dini
www.martinodini.com
www.instagram.com/spoon.photography
Testo di Cristina Vannuzzi

L’arte, il vino e gli orci di terracotta per un passato lungo 8 mila anni.

MITALMital Impruneta Azienda Agricola La Querce e EnoArte di Elisabetta Rogai
L’arte, il vino e gli orci di terracotta
per un passato lungo 8 mila anni.
Nell’occasione della V Edizione di Food&book, Mital e l’Azienda Agricola La Querce hanno voluto raccontare una storia che ha un passato lungo 8 mila anni……. terracotta e vino, presentando il vino toscano dell’Azienda Agricola La Querce fermentato e conservato in un orcio di terracotta di Mital dell’Impruneta, il paese della terracotta, il “paese dal colore rosso”, dove la storia legata agli orci e a Brunelleschi affonda le sue radici nel periodo Medievale, la “civiltà del cotto“ nata nel XI secolo, che racconta di questo affascinante mondo color rosso brunito, dove vivono ancora grazie alle poche fornaci rimaste, le attività delle famiglie patriarcali di una volta. Terracotta e Vino, la terra toscana, una terra eccellente e di altissima qualità, il Galestro Imprunetino. Quella del vino rogai cogliandro mariani ferrettifermentato nella terracotta è un mercato di nicchia, ma si riscontra un grande interesse da parte di nomi importanti dell’enologia italiana e mondiale che porta a pensare ad un trend generale in ascesa
La terracotta dell’Impruneta ha caratteristiche ideali per la vinificazione e la maturazione del vino, fornisce inoltre un ottimo isolamento termico e quindi ha la capacità preservare il vino da pericolosi sbalzi di temperatura, mentre la sua porosità consente allo stesso di conservare una giusta ossigenazione e tutto ciò, poiché la terracotta è un materiale inerte, avviene senza trasmettere alcun tipo di sapore, cosa che invece non accade quando il vino è conservato nel legno. Altra caratteristica della terracotta è quella di conservare l’integrità dell’uva, il vino si presenta con un colore rosso porpora intenso, deciso e profondo, il profumo dona sensazioni di confettura di frutti rossi in primo piano accompagnate da note leggermente tostate, speziate e di pepe oltreché un sentore minerale dovuto alla terracotta. In bocca una certa morbidezza è resa vitale da una buona vena di freschezza e tannicità.
filippo cogliandro (2)E la storia affascinante si è presentata durante la Cena della Legalità, format oramai consolidato dallo Chef calabrese Filippo Cogliandro che della propria arte culinaria ha creato un pretesto per parlare della “sua” terra connessa alla legalità, presso il Grand Hotel Croce di Malta, a Montecatini. L’occasione propizia per “ gustare un territorio” e conoscerlo attraverso i prodotti, i sapori, i profumi ed i colori: nel rispetto delle sue origini e della passione di quello che oramai per Cogliandro è diventato un “rito” tout court. Come è noto, nei piatti di Filippo Cogliandro si ritrova tutto il gusto del territorio, che inizia dalle filierie “pulite” dell’agroalimentare, selezionando aziende virtuose a km O, i presidi Slow Food, le aziende che fanno capo a Goel Bio, cooperativa sociale agricola che raccoglie i produttori calabresi che si oppongono alla ‘ndrangheta. E anche per questa occasione sono state scelte materie prime e “legali” che continuano a supportare l’idealistico (e oramai concreto) progetto di Cogliandro, il quale ha già ottenuto significativi riconoscimenti tra cui il premio Paolo Borsellino 2016, contrastando – con la sua azione civile e sociale rivolta prevalentemente agli studenti – la ‘ndrangheta, dopo le numerose minacce subite.
Bottiglia La Querce okCome preludio alla Cena della Legalità ha avuto luogo una eccezionale performance live dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai, che con la sua esclusiva tecnica di EnoArte, già da anni brevettata su materiali quali tela, jeans e marmo, ha dipinto con il Sangiovese dell’Azienda Agricola La Querce, interagendo con gli ospiti, una nuova creatura artistica ispirata alla Terra, dal titolo “Oltre le tenebre”. Il vino-pittura utilizzato è stato un toscano fermentato e conservato in un gigantesco orcio di terracotta di Mital dell’Impruneta, il paese della terracotta, che è stato appositamente collocato in sala per il processo di creazione dell’opera. Un particolare omaggio al “paese dal colore rosso”, dove la storia legata a orci e Brunelleschi affonda le sue radici nel periodo Medievale, ma è stato anche un momento unico e raro per vedere in azione le inesplorate interpolazioni tra arte e vino realizzate dall’originale artista che vive, tramite la sua fervida e virtuosa attività, una perfetta simbiosi con la natura.

www.elisabettarogai.it
www.laquerce.com
www.terrecottemital.it

www.laccademia.it

press: Cristina Vannuzzi

Giulia Bechi, il Salviatino, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Salviatino ridottaGiulia Bechi, il Salviatino, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Una serata fiorentina, una notte di stelle, lo scintillare dell’argento di Brandimarte, la meraviglia di un brand di una stilista giovanissima, Giulia Bechi, lo stile  che diventa glamour vero, nuovo……
Giulia Bechi, la giovanissima stilista con la passione per la moda intesa come classe, seduzione e femminilità, veste le Bea Bernalmodelle per l’ evento Brandimarte, e, come una artista dipinge sulla tela, presentando se stessa e il suo stile.
La stilista del brand che porta il suo nome, laureata al Polimoda, ha un’idea chiara nella mente, creare moda e concepire un proprio brand, creato a soli 23 anni, un nuovo concetto di stile, quasi un quadro su una donna con cui la stilista crea immediatamente una sorta di gioco di trasfigurazione ispirato dalla fantasia, capi non banali dove domina il tessuto, la materia si fa leggerissima, esalta la linea, le pieghe, gli orli asimmetrici, i tagli. La sua donna trova una nuova sensualità, mostrando particolari, braccia, collo, spalle, un ricciolo ribelle, attraverso tagli e pieghe, e dal gioco di chiaroscuro creato dalla luce del pizzo emerge finalmente il volto di una nuova creatura, moderna, contemporanea, esaltante.
E’ come un cortocircuito quello di Giulia Brandi, un gioco fra fantasia e realtà, la stilista Brandimarte Salviatino ridotta 2(1)tratteggia la femminilità della “sua” donna, il leit motiv del suo Brand, coniugando l’azzardo di linee insolite al romanticismo, l’imprevisto di una sorpresa per definire il bello, l’asimmetria come regola, il cambiamento per tutto quello che è ordine che diventa disordine….. in armonia.
Una rielaborazione del concetto che la stilista vuole esprimere, poeticamente, dove dominano proporzioni e scambi di forme per arrivare a sottili geometrie,  la declinazione della asimmetria, le sottili geometrie asimmetriche, il dis-equilibrio, la ricchezza dei pizzi usati come fiori, maliziosi, tagli, doppi strati, drappeggi, l’esile linea di un fourreau arricchita da una schiena trionfante, il gioco di Giulia rompe le regole per l’armonia di una asimmetria perfetta, crea un romanzo d’amore per una donna che vuole sognare e far sognare.
Giulia Bechi, l’argento Brandimarte, il Salviatino, Firenze sullo sfondo…..un romanzo perfetto!

https://www.giuliabechi.com
https://www.brandimarte.com
press: Cristina Vannuzzi

Marta Jane Alesiani Arte e Fashion Mitologia greca nella collezione S/S 2018

untitled5 (2)Marta Jane Alesiani  Arte e Fashion Mitologia greca nella collezione S/S 2018

Nuovi talenti che si affacciano al mondo del fashion e, tra tanti, un osservatorio speciale per il nuovo e vero talento Marta Jane Alesiani  che, alla Milano Fashion Week 2017, ha incantato con accenni e contaminazioni assorbite dalla mitologia greca. Marta Jane Alesiani dal curriculum di prestigio per aver collaborato con molti grandi tra cui la storica maison Versace.
Un continuo affermarsi per lei che presenta in questa  occasione una  collection S/S 2018 ispirata alle letture mitologiche dell’Antica Grecia unite al  bicromatismo del bianco e nero, dettagli che fanno una firma stilistica, dietro alla quale si nasconde la creatività artigiana, rigorosamente made in Italy, con una chiara mission, l’unicità, il suo timeless, creazioni uniche dunque, per donne uniche, non banali, creature che raggiungono spunto e forza dal mondo dei colori della natura, della storia e dei ricordi, le sue forme, come origami, aspetti elegantiche si completano leggeri nei gesti, sottolineati dai bagliori dei materiali preziosi. Le sue collezioni  sono capolavori delicatissimi, trame incantate, dove si ritrovano  tutti i suoi sogni, creatività e fantasia fissate nelle sue creazioni ispirate a letture fantastiche, mitologiche, l’Antica Grecia sullo sfondo, dove la natura e le stagioni sono evoluzioni fantastiche, opere mostrate negli angoli più reconditi della mente, sono fissate da leggerezza e trasparenza, immagini, ma anche ricordi, racconti, un lavoro artigiano che crea delle forme che ti avvolgono, ti seducono, lasciandoti sorpreso da tanta leggerezza, questo è il mondo di Marta Jane Alesiani.Marta Jane Alesiani SS18 - foto Sfilata
Le sue creazioni bisbigliano formule magiche, sussurrando e seducendo, dilatando il concetto del bello, partendo da bozzetti visionari realizzati con tempera acrilica, il  gioco di trasparenze degli abiti ricordano i fulmini di Zeus e le morbidezze, quelle delle vesti di Afrodite. Evidente l’unione tra il gioco iconografico della sacralità femminile, omaggiata in tutte le sue sfumature, dall’eleganza all’essenziale, dalla sensualità all’ironia. La designer ripropone un ritmo moderno che si proclama sempre più veloce e che evidenzia una figura femminile decisamente energica ed eclettica, anche qui ogni singolo abito trasferisce un messaggio, grande dedizione per il proprio lavoro fatto con passione e grande positività che prende vita ogni qual volta venga indossato. Grande magia per l’apertura di sfilata, una performance impeccabile con il ballerino Giorgio Colpani, che si esibisce con movimenti fluidi di danza che sinergicamente si incontrano con il mood della collezione.
4I tessuti si presentano con seta lucida, seta stampata, chiffon di seta, pizzi ricamati, rasi di seta , rete oro intrecciata a mano , piume ricamate tramate con fili dorati e blue. I colori scelti sono: il bianco /oro per l’eleganza, il nero/bianco per la modernità  mentre il royal blue per la spiritualità.
La stampa di collezione è stata ricavata da un quadro della stessa Marta che prende il nome dal monte più alto della mitologia greca, l’Olimpo, all’interno di essa, oltre alle geometrie optical, sono state stilizzate le più rilevanti divinità greche, da Zeus a Nettuno, da Atena a Bacco, in un intreccio fantastico di fauni ed esseri mitologici, sirene e ninfee.
I tubini destrutturati  presentano la metà dell’ abito costituita da una giacca da uomo e  l’altra metà fatta di la trasparenze esaltanti il corpo di una donna  sinuosa,  mentre i mini abiti  presentano inserti di pizzo alternati a morbidi  volant,  paillettes ricamate ornano gli abiti da sirena, alcuni capi hanno cinture gioiello e  cappellini fascinator segno riconoscibile del brand, realizzati dalla stessa designer. Le giacche da donna evidenziano uno scollo foulard e pantaloni palazzo con passamanerie realizzate a telaio e per l’uomo giacche con rever diversi e giacche/bomber stampate che danno un tocco di eleganza allo stile sportivo. La linea accessorio, per rendere tutto armonico e perfetto, sempre disegnati dalla stilista, sono orecchini intrecciati di perle e pietre preziose, bracciali imponenti con torciglioni di rete dorata, collane con conchiglie e malachite, il tutto realizzato da Nabel jewels.
www.martajanealesiani.com
Crediti ph: Gabriele Vinciguerra
Le Salon de la Mode-management
lesalondelamode@gmail.com

Vigan Mustafà, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Brandimarte Salviatino-12 ridotta(2)Vigan Mustafà, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Settembre, una notte di stelle, lo scintillare dell’argento di Brandimarte, un insolito ospite, Vigan Mustafà, nel mese di gennaio 2018 lo sfidante ufficiale al titolo italiano categoria mediomassimi, un boxeur con la testa piena di sogni, il cuore rimasto al suo paese, un atleta arrivato da un mondo difficile, ricordi di un mondo così lontano nel contrasto di un luogo fantastico come il Salviatino……..la mia casa, i miei cavalli così lontani, ricordi della mia terra, l’aria gelida e 21686471_10214466895734959_5684390095914548325_nquasi ferma, miliardi di stelle e una gigantesca luna in un mondo magico dove le slitte sono trainate dai cavalli, un altopiano selvaggio al centro della Serbia più profonda, un mare di neve per un salto nel passato, l’enorme distanza tra noi e la natura, sentirsi circondati, assediati, dall’immensità dei boschi di abeti, larici, lecci e betulle che coprono le decine di colline del territorio del Parco Nazionale del Monte Golija dove ancora il lupo regna incontrastato.
E oggi la boxe, la mia vita…….Tre minuti, un minuto, prima di tutto il tempo,  la cosa più bella che ti insegnano quando entri in una palestra di pugilato per la prima volta è avere rispetto del tempo, al mio paese il tempo è l’entità che ti permette di rimanere vivo. Il ring: Vigan Mustafà e Bea bernaltre minuti di lavoro e un minuto di riposo e poi determinazione, grinta e coraggio, questo sport è capace di tirarti fuori tutte queste qualità insieme.
E’ come un cortocircuito quello di Bianca Guscelli Brandimarte, un gioco fra fantasia e realtà, il suo argento, così femminile,  in contrasto alla forza maschia del pugilato di Vigan,  tratteggia la femminilità della “sua” donna, la vita e il tempo, per Vigan è l’entità per rimanere vivo, per Brandimarte è il leit motiv del suo Brand, coniugando il rigore dell’argento dalle linee minimali  al romanticismo, l’imprevisto di una sorpresa per accentuare il bello, il cambiamento per tutto quello che è ordine che diventa disordine….. in armonia.  un atleta, Vigan Mustafà, l’argento Brandimarte, Firenze sullo sfondo…..un romanzo perfetto!
https://www.brandimarte.com
press: Cristina Vannuzzi

Show Your Silver L’argento di Brandimarte al Salviatino

bianca guscelli stefano marchettiShow Your Silver L’argento di Brandimarte al Salviatino

Venerdì 22 settembre l’evento “Show Your Silver” al Salviatino organizzato da Marco Milocco, Managing Director dell’Hotel Salviatino, “esperienza al servizio del lusso” come lo definisce Genius People Magazine, che ha creato per gli ospiti, in un processo di “osmosi con la natura”, un evento dove l’arte e l’artigianato di Brandimarte incontrano la grande bellezza del luogo.
E Show Your Silver è stato l’evento di Bianca Guscelli Brandimarte, dove l’argento ha fatto da primo attore, la musica  ha avvolto gli spettatori trascinandoli, senza distoglierli, quasi una magia, in un mondo popolato da giovani donne bellissime, protagoniste di storie indossate e narrate da loro stesse, gli argenti Brandimarte, un totale cortocircuito con la realtà attuale, quella di Bianca Guscelli, la nipote, bella e coraggiosa, diventata imprenditrice per amore, nostalgia, tenerezza……..Un linguaggio, donne che mostrano al collo e ai polsi i bagliori freddi La Donna Silver dipinto con l'aceto di vino da Elisabetta Rogaidell’argento, che sembra apparentemente solo effetto ma mostra in realtà segni e codici di un Rinascimento dell’artigianato e del “fatto a mano” che ha fatto sognare Firenze, e che la nipote ripropone, con puntiglioso orgoglio, la libertà di espressione e l’invito a rompere con le regole del pezzo d’argento, prezioso, per dissacrarle ma non annullarle, solo riscrivendole, l’argento di Bianca Guscelli Brandimarte, di oggi, attuale, che sa di tradizione e radici, rimandi e allusioni.
Come un giocoliere Bianca Guscelli Brandimarte centra anche la comunicazione e il messaggio di questo evento, colpisce nel centro con una immaginaria freccia, scoccata Bea Bernalper riproporre sempre, di nuovo, continuamente, il concetto aziendale e la filosofia del nonno Brandimarte e lo fa con garbo, senza sperimentare ma studiando effettivamente la materia, l’argento, nella sua anima, lo scompone e lo seziona, tirando fuori una nuova modernità, pulita, lineare, sobria, gioca con i suoi gioielli fantastici, bagliori freddi e sensuali che sembrano nascondersi fra la natura affascinante del Salviatino, abbandonandosi alle mille declinazioni del verde, crea una gara con una giuria, facendo sfilare 8 modelle vestite dalla giovane stilista Giulia Bechi per trovare la testimonial  de “Il volto Brandimarte”, per la stagione autunno inverno 2017/2018, gara vinta dalla spagnola Bea Bernal.
E Bianca Brandimarte ha voluto presentare inoltre un maestro artigiano che si è esibito con tecniche di cesello e sbalzo, dimostrando la tradizione e l’innovazione di oggi,  con i decanter e i bicchieri della “Linea Vino” di Brandimarte abbinata all’immagine della “Donna Silver” di Elisabetta Rogai, un volto femminile dipinto usando per la prima volta l’aceto di vino, ottenendo dunque l’immagine di Vigan Mustafà e Bea bernaldonne nuove per una evoluzione progettuale che spinge a costruire un legame tra tradizione e innovazione proprio per dare all’espressione Made in Italy non solo i contenuti ma soprattutto i valori dell’esclusivo, della personalizzazione e dell’originalità.
Grazie alla stylist Giulia Bechi FashionDesigner e al trucco d’argento realizzato dall’artista Serenella Chimienti. La vincitrice del “Volto Brandimarte” 2017/2018 è stata selezionata da una giuria composta dall’attore Gaetano Umberto Gennai, il presentatore Alessio Nonfanti Kagliostro, la regista Cinzia TH Torrini, l’artista Elisabetta Rogai, la giornalista Loredana Ficicchia e Bruno Ambra della Manzoni.
www.brandimarte.com
press: Cristina Vannuzzi