Artigianato Italiano

19260685_1056342244500517_7673356687545609496_nArtigianato Italiano

Candidatura per il riconoscimento Unesco

Nell’ambito di Pitti Immagine ’92, che ha visto la presenza di oltre 30 mila visitatori, si è tenuta anche una tavola rotonda sull’artigianato italiano, “un patrimonio per l’umanità”, sostenendo la candidatura dell’artigianato italiano a patrimonio Unesco, fortemente voluta dalla sottosegretaria al Turismo Dorina Bianchi. L’intervento del sottosegretario è stato al centro della tavola rotonda organizzata nell’ambito di Pitti Immagine alla Fortezza da Basso.
Obiettivo comune è quello di sostenere l’eccellenza dell’artigianato italiano al fine di 19264341_1355973897771374_1929873993658934819_o (1)inserirlo in una proposta di candidatura all’Unesco.
Ed è un progetto, a buon diritto, che parte da Firenze, patria di artigiani famosi nel mondo, come Gucci e Ferragamo, le botteghe storiche fiorentine, il motore del turismo e dell’economia, vetrine come punto di riferimento ai turisti. Ed infine, una attenzione particolare ad un brand storico, che ha avuto per la prima volta l’inserimento nel calendario di Pitti Immagine, il marchio Brandimarte, portato avanti con occhio all’innovazione, dalla nipote Bianca Guscelli Brandimarte.
Un cocktail d’argento alla Loggia del Piazzale Michelangelo, il cocktail Renassaince, Rinascimento, servito per tutta la stagione estiva de La Loggia in calici creati per Brandimarte dalla Moleria Locchi, e sullo sfondo, verso una Firenze incantata, la musica del famoso dj Gian Nobilee. Come un direttore d’orchestra Bianca Guscelli Brandimarte ha compleannocreato il connubio fra l’innovazione di una deliziosa ballerina/atleta volteggiante davanti al panorama di Firenze abbinata al lavoro al bischetto di un cesellatore della bottega storica del nonno, gli sbalzi e volute, i riccioli d’argento celliniani dei piatti e coppe come tema ripetuti sulla sbarra dalla ragazza, il ripetersi senza tempo di innovazione e tradizione
E’ la prima volta nella storia della kermesse fiorentina che un marchio di argento è il tema di un evento in calendario di Pitti Immagine Uomo, ma oggi Brandimarte è anche questo: l’artigianato di eccellenza, dove Firenze ha fatto scuola nel mondo, che si propone per uscire dai canoni tradizionali dell’argento e diventare innovazione.
E con un arrivederci alla prossima edizione 2018, Pitti Immagine si conferma sempre più una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali del fashion, infatti la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le strade fiorentine, in questo evento cult mondiale, che si conferma come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion e l’artigianato di alto livello siano strumenti alla portata di tutti, trasformandoli in messaggio culturale.
www.brandimarte.com

Cocktail al CIT per l’A.T.T.

ponyCocktail al CIT per l’A.T.T.
Giovedì 22 Giugno 2017 dalle ore 20.00 il Centro Ippico Toscano (Via de’ Vespucci,5 – Firenze) apre le porte alla Solidarietà con un Cocktail a favore dell’Associazione Tumori Toscana A.T.T.
A fronte di un’offerta minima di 25 Euro sarà possibile trascorrere una bellissima serata all’aperto nell’ampio spazio verde del Centro, alla scoperta di un’oasi di natura nel cuore della città.
Il ricavato sarà utilizzato dall’A.T.T. per ampliare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite offerto ai malati di Firenze, Prato, Pistoia e provincie.
Info e prenotazione obbligatoria: Anna 3358224422

Ufficio stampa A.T.T.
Paola Neri
18835705_10213253423838053_4799392819143241793_nAssociazione Tumori Toscana A.T.T.
Tel 055.24.66.666 Cell. 3356586211
paola.neri@associazionetumoritoscana.it

L’ASSOCIAZIONE TUMORI TOSCANA A.T.T.
Fondata dal Dott. Giuseppe Spinelli nel 1999, l’A.T.T. è una ONLUS iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana che cura gratuitamente e a domicilio i malati oncologici. Dal 2006 è federata alla F.A.V.O., Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.
Nel corso del tempo l’Associazione è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento importante per i malati e anche per gli operatori sanitari; negli anni, infatti, si è verificato un aumento costante delle richieste di assistenza che nel 2016 hanno raggiunto quota 1170.
Attualmente l’A.T.T. opera a Firenze, Prato, Pistoia e rispettive province, assistendo quotidianamente circa 300 pazienti grazie un’équipe polispecialistica composta da medici, in garapsicologi, infermieri professionali ed operatori socio sanitari. Tutti i professionisti che collaborano con l’A.T.T. sono retribuiti dall’Associazione stessa, che si avvale unicamente di donazioni di privati e dei fondi raccolti durante le campagne promozionali.

I NOSTRI VALORI
Il rispetto e la dignità del malato sono fra i valori fondanti della nostra Associazione; anche coloro che versano nelle condizioni più estreme, non devono essere abbandonati, ma presi per mano e aiutati senza chiedere niente in cambio. Perché siamo profondamente convinti che la solidarietà, le capacità umane, le competenze mediche restituiscono qualità e dignità alla vita, creando quella serenità che è il miglior antidoto alla sofferenza.

SERVIZIO DI CURE DOMICILIARI ONCOLOGICHE GRATUITE
Il nostro obiettivo primario è migliorare la qualità di vita dei pazienti attraverso la loro ospedalizzazione domiciliare gratuita.
Il paziente viene curato presso la sua abitazione, gratuitamente, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, festivi inclusi, grazie ad un’équipe polispecialistica composta da medici, psicologi, infermieri professionali ed operatori socio sanitari.
Nei casi di malattia avanza interveniamo con cure palliative specialistiche rivolte a pazienti che passeranno gli ultimi giorni di vita al proprio domicilio.
Il servizio dell’A.T.T. si rivolge non solo ai pazienti in fase avanzata ma anche a quelli che sono in fase attiva, nel senso che stanno ancora ricevendo la chemioterapia e/o radioterapia.
In questo caso l’A.T.T. quindi fornisce servizio di terapie di supporto, garantendo con percorsi personalizzati il controllo dei sintomi e degli effetti provocati dalla malattia e dai trattamenti.
Collaboriamo con tutti i medici di medicina generale e con medici specialisti in oncologia e radioterapia oncologica.
L’A.T.T. garantisce per tutta la durata assistenziale la cura del paziente e della sua famiglia, individuando di volta in volta le criticità e le problematiche da affrontare in questa delicata fase della vita, garantendo presenza continuativa e una qualità di vita che ogni persona dovrebbe avere di diritto.
L’A.T.T. porta gratuitamente a casa dei propri pazienti tutti i presidi sanitari necessari (letti, materassi, sedie a rotelle, aste per flebo, ecc.) oltre che farmaci e terapie specifiche in emergenza.
Dalla prima visita il personale dell’Associazione garantisce continuità assistenziale offrendo cure palliative specialistiche e terapie di supporto a tutti i pazienti oncologici che dall’ospedale si trasferiscono al proprio domicilio e diventando, insieme al medico di famiglia, il punto di riferimento per tutta la durata del percorso.

LE NOSTRE INIZIATIVE
Le spese mensili per portare avanti il servizio offerto dall’A.T.T. sono molto onerose, circa 100.000 euro al mese e per sostenerle l’A.T.T. si avvale unicamente delle donazioni di privati e dei fondi raccolti durante manifestazioni e campagne promozionali.
Ricordiamo tra i principali eventi organizzati ogni anno, la Serata di Gala istituzionale, il Mercatino di Natale, il Concerto Gospel, la Festa d’Estate, il Concerto di Primavera.
Per tutte le attività l’A.T.T. si avvale dell’aiuto di oltre 200 volontari e del sostegno di importanti testimonial schierati al fianco dell’Associazione.
Dal 2015, sono i nuovi testimonial dell’A.T.T. che si aggiungono ai tanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che hanno donato il loro tempo e la loro immagine in favore dell’A.T.T.
Fra questi ricordiamo Giuseppe Rossi (calciatore), Vincenzo Nibali (ciclista) Cesare Prandelli (ex CT della Nazionale Italiana di Calcio), Simone Pianigiani (allenatore della Nazionale Italiana di Basket), Irene Grandi (cantante), Yuri Chechi (ginnasta campione olimpico), Alessandro Benvenuti (attore), Vittoria Puccini (attrice).

Musica e fashion, Eles Italia per Simonetta Spiri per il suo nuovo singolo “Il Tempo di Reagire”

DigitalCD_cover_simonetta_spiriMusica e fashion, Eles Italia  per Simonetta Spiri per il suo nuovo singolo
“Il Tempo di Reagire”

Una scelta vincente per la cantante italiana Simonetta Spiri che ha indossato i sorprendenti looks firmati Eles Italia per la Cover ed il videoclip del suo nuovo singolo “Il Tempo di Reagire”.
La cantante ha presentato la sua nuova canzone ed il video nel quale sfoggia alcuni capi, ricamati a mano con cristalli e gemme, della Gipsy Capsule Collection di Eles Italia: l’accattivante maxi t-shirt bianca con scintillanti stelle e cuori, l’ironica canotta impreziosita da due romantici e colorati pappagalli, il luminoso bracciale color argento, i preziosi shorts e la cintura piena di luci e cristalli sono solo particolari di un outfit per la cantante inseriti in un ampio progetto, infatti il brand Eles Italia, con la ricerca nel design, la sperimentazione del tessile, i preziosi ricami in Swarovsky, i _MG_7658_simonetta_spiricolori, l’uso dei materiali diversi e la cura delle rifiniture, è una azienda giovane ma che ha la meritata attenzione nel campo di contesti culturali.
“E’ stato un grande piacere collaborare con Simonetta Spiri,  ci lega anche la comune origine, la Sardegna, che amiamo e che ci ispira. Infatti oggi  la moda è tornata ad uno stile naturalistico, etnico, green, si possono utilizzare tanti tessuti diversi, naturali, ricami di  cuori e pappagalli, farfalle e fiori, mettendone svariati insieme quasi a creare una composizione, e Simonetta Spiri è un’incredibile artista che ammiriamo molto per il suo approccio alla vita, la sua ironia e il suo stile innato, è vincente la sua inconfondibile voce. Ci siamo incontrate e abbiamo avuto un tema comune, la Sardegna, il nostro Giardino dell’Eden.” – hanno commentato le fashion designers Silvia e Stefania Loriga.

Press Office: LA REVE PR & ADV – Ph. +39 347.4339021, e-mail: infolareve@libero.it

Silver cocktail Bradimante

19030228_1051102461691162_318851393217658315_n (1)Silver cocktail Bradimante
Alla Loggia di Piazzale Michelangelo
92esima edizione di Pitti Immagine Uomo
dal 13 al 16 giugno 2017 presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Pitti Immagine Uomo è un punto di riferimento internazionale per la moda e quest’anno il tema guida sarà PITTI BLOOMS che trae ispirazione dalla naturale bellezza dei fiori e dai loro colori che sbocciano come le nuove idee dando luogo alla creatività. Saranno presenti installazioni sotto forma di macro aiuole gonfiabili, sculture abnormi, bouquet volanti e ventagli a forma di fiore.
L’allestimento prevede un full immersion di pattern originali e contrasti cromatici su facciate, spazi e oggetti.
E’ un “nuovo” ritorno al passato quello che propone Brandimarte, brand storico fiorentino, a buon diritto inserito nella storia della città, un cittadino che ha fatto grande Firenze, l’argentiere Guscelli Brandimarte, il cui marchio viene ora riproposto in modo innovativo dalla sua bella nipote, Bianca Guscelli.
E le giornate del Pitti edizione ’92 saranno bagnate dal SILVER COCKTAIL BRANDIMARTE, un cocktail personalizzato per l’evento inserito nel calendario ufficiale di Pitti Immagine, presentato il 15 Giugno in una sede emblematica, la Loggia del Piazzale Michelangelo, una magnifica vista dall’alto su una Firenze che si inchina davanti ad un maestro d’arte del cesello, che darà il via alla presentazioni di nuovi 18556376_1037818173019591_7004963902863059659_n (1)prodotti silver ad un pubblico di vip, autorità, media, clienti, buyers e amici.
Un cocktail d’argento alla Loggia del Piazzale Michelangelo, il cocktail Renassaince, Rinascimento, servito per tutta la stagione estiva de La Loggia in calici creati per Brandimarte dalla Moleria Locchi, e sullo sfondo, verso una Firenze incantata, la musica del famoso dj Gian Nobilee.
E’ la prima volta nella storia della kermesse fiorentina che un marchio di argento è il tema di un evento in calendario di Pitti Immagine Uomo, ma oggi Brandimarte e’ anche questo: uscire dai canoni tradizionali dell’argento per diventare innovazione.
E mentre Pitti Immagine si conferma sempre di più una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali del fashion la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le strade fiorentine, in questo evento cult mondiale, che si conferma come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion e l’artigianato di alto livello siano strumenti alla portata di tutti, trasformandoli in messaggio culturale.
www.brandimarte.com
press: cristina vannuzzi

A Pitti Immagine edizione ’92

images2 (1)A Pitti Immagine edizione ’92
Firenze, 13/16 giugno 2017
Un nuovo Rinascimento per l’artigianato di alta gamma
Duccio Venturi Bottier

92esima edizione di Pitti Immagine Uomo- dal 13 al 16 giugno 2017 presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Pitti Immagine Uomo è un punto di riferimento internazionale per la moda maschile e quest’anno il tema guida sarà PITTI BLOOMS che trae ispirazione dalla naturale bellezza 2stampadei fiori e del loro colore che sbocciano come le nuove idee dando luogo alla creatività. Saranno presenti installazioni sotto forma di macro aiuole gonfiabili, sculture abnormi, bouquet volanti e ventagli a forma di fiore.
L’allestimento prevede un full immersion di pattern originali e contrasti cromatici su facciate, spazi e oggetti.
PITTI IMMAGINE UOMO EDIZIONE 92 si conferma sempre di più  una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali della moda e la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le  strade fiorentine, evento cult, seguito dai media nazionali e non che si conferma, 2 volte l’anno, come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion sia uno strumento alla portata di tutti, trasformandolo in messaggio culturale.
La parte più glamour della kermesse è sicuramente rappresentata dagli accessori che diventano sempre più importanti, sia per dare un tocco determinante all’outfit della donna e uomo sia per l’importante trend delle vendite sui mercati esteri: borse, scarpe e stivali, fatti con pellami impensabili, preziosi e materiali moderni e tecnologici, tacchi vertiginosi e 222calzari flat, stravaganti, dai colori più pazzi per mixare colore su colore, “interpretare un outfit, giocare con l’accessorio, uscire dall’anonimato, camminare per le strade dando messaggi di gioia.
Bellissime, va in scena la seduzione delle calzature di Duccio Venturi Bottier, presente al Pitti Immagine ‘92, presentando una passerella di passioni, culture artigianali e manufatturiere, usate come rapidi vettori per ridisegnare le forme della moda, in un mondo dove si registra che gli artigiani d’alta gamma sono in via di estinzione, quelli del made to measure , del “fatto su misura” alla maniera di tanto tempo fa. Le maison straniere del 1453549_691006550933215_923080127_nsuperlusso, attirate dal nostro know how,  sono pronte a venire nel nostro Paese, investendo in aziende produttive pur di aver garantito il nostro artigianato d’alta gamma. Anche grazie a questi sforzi i maestri d’arte, come è Duccio Venturi, artisti in definitiva, quelli che lavorano dietro le quinte, dove nascono i sogni a cinque stelle, restano il presidio più solido dell’industria del lusso.
La moda più bella, fantasiosa, innovativa é fatta da artisti e che, come diceva Picasso, l’artista é un bambino e quel bambino diventa magicamente uno stilista capace di giocare con l’ispirazione rubata alla natura e con le sperimentazioni più contemporanee grazie alla poesia,  che genera disegni per prodotti del futuro.
E Duccio Venturi Bottier crea eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di piume, Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli…..crea scarpe gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di una natura viva nei colori, densa di significati, piena di ricordi.
Le scarpe di Duccio Venturi sono fatte da artigiani italiani, “maestri” nella costruzione delle scarpe, tacchi, tomaie, pellame, tutto di altissima qualità per una donna che segue l’evoluzione della moda,  in una continua ricerca del nuovo e del bello, sottolineando dettagli che fanno subito moda e rendono il marchio icona per ogni fashion victim: una passerella di scarpe dai colori inaspettatamente vibranti e bon ton, per la prossima collezione 2018, la bellezza e la femminilità esasperata per immaginare un romanzo d’amore che sottolinea la seduzione con pennellate di verde elettrico, il rosso fuoco, il rosa caramella, l’arancio, passi sottintesi e seducenti, con gli accenti  ammiccanti di una moda che è, ormai, diventata……. un must…“Duccio Venturi Bottier” !!!!

Duccio Venturi Bottier per Pitti Immagine edizione ‘92
www.duccioventuri.com
Press: Cristina Vannuzzi

N’ella – Ideattiva e il suo mondo di colori

N’ella Me with the clothes

N’ella

N’ella – Ideattiva e il suo mondo di colori

N’ella

N’ella

N’ella un brand giovane che si rivela in una stilista dalle idee molto chiare, Daniela Vitale si propone di ricreare in chiave attuale uno stile unico e originale, mescolando le linee pulite del gusto italiano con le varietà dei colori molto determinanti per la sua filosofia di brand. Il suo stile ricercato e decisamente rivolto ad una clientela dalle idee innovative, ama sperimentare e giocare con i tessuti e i colori, nulla è un caso per rendere semplicemente unica chi indossa una sua creazione.
La passione per questo lavoro si puo’ dire che gli appartiene da sempre ,
ha diversi stili che determinano per lei delle linee guida : dalla classicità romantica ed intramontabile di Valentino, all’esplosione dei colori e delle stampe di Missoni, fino alle forme geniali degli stilisti olandesi Viktor & Rolf per arrivare alla ricchezza degli abiti dello stilista libanese Elie Saab.
Il suo amore per i luoghi lontani e il girovagare per il mondo, rappresentano da sempre la grande fonte d’ispirazione per le sue creazioni come: l’India del nord, con l’Holi Festival conosciuto anche come “La festa dei colori”, il Messico con un festival della regione dell’Oxaca, di nome “Guelaguetza” che significa “scambio reciproco di doni” e l’Africa, con una popolazione pittoresca che vive tra il Kenia e la Tanzania.
Un mondo pieno di colori per Daniela che anche nella sua nuova collezione FW 16/17 si evidenzia ispirandosi alla popolazione africana dei Masai, un vera si

N’ella

N’ella

nergia di ricerca tra tradizione ed innovazione.

N’ella veste una donna indipendente, curiosa e dinamica, alla quale piace indossare abiti ricercati e di tendenza, e che sicuramente apprezza i capi che si distinguono per lo stile e per la vera artigianalità.

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1000 anni di terracotta dell’Impruneta

61000 anni di terracotta dell’Impruneta
L’Azienda Mital ci racconta la civiltà del cotto dal colore rosso brunito
File di stranieri con il naso all’insù, si intravede un ombrellino indicativo, precauzione della guida turistica in caso di smarrimenti in una città bellissima, piena di zone fatte di arte, storia e fascino ma anche di angoli segreti, stradine che svelano cancelli che si aprono su giardini pieni di fiori, piazze quasi sorprese dalla magnificenza dei monumenti, statue, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo, orgoglioso e massiccio, dal 1419 si staglia con la sua incredibile cupola rossa fatta di terracotta diventando il simbolo della città.
Orci e Brunelleschi, la terracotta dell’Impruneta affonda le sue radici nel periodo Medievale, la “civiltà del cotto“ nata nel XI secolo, questo affascinante mondo color rosso 5brunito, vive ancora grazie alle poche fornaci rimaste, attività delle famiglie patriarcali di una volta tra cui la Mital, 100 anni di vita dell’Azienda della famiglia Mariani.
Impruneta, un paese confinante con Firenze, dove tutto è rosso, il rosso del cotto imprunetino, colore che più di ogni altro evoca la magia dei paesaggi, della campagna e delle tradizioni toscane, dovunque polvere rossa dalle sfumature che vanno dal rosa dei tramonti sull’Arno qui vicino al rosso porpora più carico, un paese dove si conoscono tutti, e si ritrovano, nella grande piazza del Comune, fatta a conchiglia, morbida, quasi una culla, i vecchi, gli uomini e le donne, i bambini, la gente si guarda nel viso, diretta, un oasi sospesa nel tempo, il lavoro li rende unici, in questo borgo millenario, storie di famiglie forgiate sul fuoco delle fornaci, generazioni di uomini che hanno creduto nella terra, l’acqua, il fuoco, la creta, il galestro…..elementi che risalgono addirittura ai lavori del Brunelleschi quando il cotto si produceva all’Impruneta fin dal 1098 e il Brunelleschi scelse gli artigiani dell’Impruneta nel 1419 per le tegole e i mattoni della cupola del Duomo di Firenze.
Oggi l’Azienda Mital sembra un borgo incantato dove arrivi e la sede della fabbrica è piena di fiori sulle finestre, muri a facciavista, e ti incuriosisci per sapere la storia……una bella storia quella della fornace della Famiglia Mariani, il padre Angiolo, un bel signore accanto ai suoi tre figli, Luigi, Franco ed Enrico ed il nipote Marco, una fabbrica che sembra sospesa nel tempo, ottocentesca, ingentilita dal verde squillante dei prati intorno, dai cipressi toscani imponenti e altezzosi e le viti dai grappoli ancora verdi, una Azienda ha visto ben 2 guerre e perché oggi il lavoro è difficile ma rimane sempre una avventura affascinante, nata agli inizi del ‘900, più di cento anni fa, una storia vissuta con gli operai, perché alla Mital si lavora tutti insieme.
Galestro e ossido di ferro, ci spiega Enrico, uno dei 3 figli Mariani, sono gli elementi fondamentali della terracotta dell’Impruneta: il galestro, un particolare è un tipo di tipo di argilla che rende il prodotto incredibilmente resistente al freddo, e l’ossido di ferro, la componente chimica che gli conferisce quella fantastica sfumatura di rosso, non a caso nota come “rosso terracotta”.  Il galestro è anche chiamato in gergo “terracotta antigelo“, garantita per temperature fino ai -30°.
Noi siamo gli ultimi artigiani, l’artigiano dell’Impruneta è quello che si dice un artigiano creativo, qui si nasce e si cresce e la passione ci forgia, la nostra generazione non ha avuto scuole, si impara direttamente in fabbrica i diversi tipi di lavorazione, tra cui a modello, a lavoro tondo e a lavoro di fondo. I primi due prevedono l’utilizzo di stampi di vario genere, mentre l’ultimo solo ed esclusivamente a mano libera.
Ovviamente il lavoro di fondo si rivela il più affascinante in assoluto: osservare un mastro vasaio che lavora senza l’aiuto delle forme è come seguire lo sviluppo di una vita nella sua gestazione materna, lenta, precisa, in cerca della perfezione assoluta diventando uno spettacolo della natura.

MITAL Via di Cappello, 31, 50023 Impruneta FI
Tel/Fax +39.055 2011414
info@terrecottemital.it

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Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali”

ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Asino con tempio_ tecn. mista su carta, 100x150 cm,Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali”
sabato 20 maggio 2017, ore 19

La Mostra
la Scimmia con la Spiga
il Coccodrillo
l’Ariete con la Civetta
e l’Artista.
Non c’è gerarchia.
L’immagine con cui l’Artista raffigura se stesso è solo in apparenza ironica e paradossale, quanto possono esserlo i ritratti e gli autoritratti in uno scambio con la natura e che della natura stessa raccontano a chi li osserva.
Animali protagonisti in dialogo, col sacro, il mito, simboli da sempre presenti nella narrazione di Ciulla.
ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Ariete con Civetta_ tecn. mista su carta, 100x150 cm ,In occasione della mostra sarà edito il catalogo numero 24 della collezione “opere preziose”.

Girolamo Ciulla
Nato a Caltanissetta nel 1953, Girolamo Ciulla inizia a scolpire giovanissimo, ed espone per la prima volta le sue opere, in pietra lavica siciliana, già nel 1970.
A metà degli anni ’80 si trasferisce a Pietrasanta, dove vive tutt’ora, e dove sceglie di lavorare il travertino: un marmo “duro”, faticoso da manipolare, ma che Ciulla, caso raro tra gli scultori contemporanei, scolpisce l’opera dall’inizio alla fine, senza ricorrere all’aiuto degli artigiani.
Nella città versiliese vive dal 1986: qui crea, in prima persona, le sue sculture e i suoi disegni.
Siciliano con forti radici nella sua terra, Ciulla è anche, da 40 anni, uno degli artisti che animano la scena culturale di Pietrasanta e non solo.
Negli anni è stato protagonista di oltre 40 mostre personali, in spazi pubblici come in gallerie private, in Italia e all’estero, oltre ad aver partecipato alle più importanti rassegne e fiere d’arte. Ricordiamo, fra le molte, la partecipazione ad EXPO2015.

Susanna Orlando
dopo Forte dei Marmi ha ora la sua Galleria a Pietrasanta, ma soprattutto uno spirito narrativo che usa l’immagine in un concetto che va oltre l’Opera d’Arte, stabilendo per lei e con lei uno schema armonico fatto di tempo, storia, luce, simboli, spazi.
Da 40 anni vive nell’arte usando un linguaggio tutto personale: mostre, eventi, set up, interni, accompagnata da artisti che lei stessa inserisce in un racconto che si rinnova e non si esaurisce nel suo spazio Galleria di via Stagi.

Girolamo Ciulla
“L’artista e altri animali”
Testo di: Beppe Sebaste
Inaugurazione: sabato 20 maggio 2017, alle ore 19
Periodo espositivo: dal 20 maggio al 5 luglio 2017
Orari Galleria: dal lunedì alla domenica 11-14 / 17-24
con il patrocinio di
Galleria Susanna Orlando
Via Stagio Stagi, 12 Pietrasanta (LU)
T +39 0584 70214
info@galleriasusannaorlando.it
www.galleriasusannaorlando.it

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Seno con grande volume, rischio di tumore mammario aumentato!!!

Young Nude Woman Covering Her Breasts with Her ArmsSeno con grande volume, rischio di tumore mammario aumentato!!!
E’ stato reso noto proprio in questi giorni lo studio di emeriti ricercatori Canadesi, pubblicato sulla rivista più prestigiosa di chirurgia plastica nel numero di dicembre, che ha finalmente trovato una correlazione fra dimensioni del seno e maggior incidenza di tumore mammario.
Fino ad oggi molti fattori di rischio di cancro al seno sono stati identificati, ma ancora nella lista non compariva “le dimensioni del seno”. Lo scopo di questo studio è stato quello di rianalizzare la letteratura sulla dimensione del seno come fattore di rischio per il carcinoma mammario.
Una revisione sistematica della letteratura è stata eseguita dal 1950 al mese di febbraio 2014.
Intervistiamo il Prof. Mario Dini Prof. studi a Firenze e Milano, Chirurgo Plastico Estetico, che commenta la notizia diffusa e ci spiega le relazioni di come influisca l’aumento del seno con la malattia del tumore.
Professore ci spieghi le relazioni sulla malattia al seno che tanto preoccupa le donne
Nella letteratura si è cercato di valutare la relazione con il cancro al seno nelle varie patologie e tecniche chirurgiche:
Woman Measuring Her Bust1) Gigantomastie; 2) Nella mastoplastica riduttiva; 3) Nella mastoplastica additiva; e 4) Nella mastectomia sottocutanea profilattica.
Professor Dini è’ sotto esame la mastoplastica addittiva?
Assolutamente no, innanzi tutto emerge, come già evidenziato in altri lavori scientifici precedenti, che la mastoplastica additiva (aumento del seno) con protesi NON aumenta l’incidenza del tumore del seno! Anzi sembra, da una attenta analisi di questi dati, che chi ha messo le protesi ha una piccola MINORE incidenza di tumore mammario.
Allora il pericolo è soprattutto nel seno grande naturale, quello di donne che hanno una grande ghiandola mammaria?
E’ ben evidente da questi studi che con l’aumentare delle dimensioni del seno, e quindi della ghiandola mammaria, aumenti proporzionalmente l’ incidenza del tumore mammario!
Per cui, Professor Dini, come medici estetici siete in prima linea per osservare questo problema?
Ci sono prove dirette e indirette che le dimensioni del seno siano un fattore importante nel rischio di sviluppare il cancro al seno.
Infatti, i chirurghi plastici sono in una posizione unica per osservare questo fenomeno, e la mastoplastica riduttiva, intervento che permette di ridurre le dimensioni del seno, oltre ad avere molti effetti benefici sulla paziente, puo’ avere anche quindi uno scopo terapeutico profilattico del tumore al seno.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – via La Marmora, 29 Firenze, FI 50121
Tel: 055 570797
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 02 21118715

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Chi mi ama mi segua

14985202_jesus-jeans-finalmente-il-grande-ritorno-0 (1)Chi mi ama mi segua
Il jeans dagli anni ’70 ad oggi

Fu il primo piano del lato B della top model Donna Jordan, stretto in un paio di striminziti jeans, in una celebre foto di Oliviero Toscani a firmare la campagna pubblicitaria della Jesus Jeans, un colpo di genio della campagna pubblicitaria di Pirella Goettsche, una foto di una campagna pubblicitaria che diventò uno degli eventi più importanti della storia italiana della pubblicità.
L’accostamento alla Bibbia, una dei primi lavori dell’irriverente Toscani, commentato persino da Pasolini sul Corriere della Sera dicendo “tra l’«Jesus» del Vaticano e l’«Jesus» jeans (3)dei blue-jeans, c’è stata una lotta, il Gesù del Vaticano ha perso” e dall’Osservatore Romano, fu modificato per ragioni di comunicazione, in realtà la citazione è “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (dal Vangelo secondo Matteo). Linguaggio, blasfemia, connotazioni psicologiche, inquadrature, comunicazione dell’azienda, una girandola mediatica da cui nacque un polverone che portò al successo l’azienda.
Oggi, a distanza di quarant’anni, Oliviero Toscani torna, polemicamente, sul Lato B della modella di tanti anni fa, infatti, casualmente, ha scoperto, ad una Fiera di Idea Sposa al Lingotto, che una signora qualunque, pur bella, si è arrogata il merito delle strepitose natiche nel denim su cui campeggiava lo slogan «chi mi ama mi segua», praticamente una questione di appropriazione indebita di Lato B. E’ arrabbiato e minaccia denuncia il fotografo ma la buona fede della signora, allora Miss Savona, che spiega l’equivoco, 18280880_120332000531867225_899203401_n (1)abbassa i toni, la cosa, serissima, rientra e Toscani si placa ritornando unico creativo di un sedere perfetto che all’epoca suscitò grandi fantasie, malgrado i diritti d’autore che negli anni ’70 non esistevano.
Oggi, anno 2017, il Lato B della bella Donna Jordan non susciterebbe più scandali, infatti quasi tutte le maison d’alta moda hanno adottato il jeans, facendolo diventare persino un capo di alta moda, nelle sue infinite declinazioni, dallo short alla salopette, passando completi giacca-pantalone, jumpsuit, bluse, maxi gonne, crop top e pantaloni over. Vera tendenza della prossima stagione, dalle passerelle abbiamo individuato la tendenza di un giovane brand – Denim Couture – riassunta in uno shooting girato in Sardegna, la Regione dove è nato il marchio Eles Italia.
Eles Italia interpreta il denim, capo intramontabile, cambiando stile, facendolo diviene couture, infatti lo impreziosisce con raffinati ricami fatti a mano, facendolo diventare ideale sia per il giorno che per la sera.
Gli outfits, sofisticati e chic, perfetti per la stagione estiva, in un ensemble di eleganza, sobrietà e creatività per uno stile unico e fashion. Le creatrici del Brand, le sorelle Silvia e Stefania Loriga, interpretano la vera anima del denim couture decorando i capi con applicazioni e dettagli importanti, creando total look originali, inaspettati e decisamente trendy. La salopette con taschino ricamato è proposta con un top, le felpe hanno lo scollo decorato da cristalli e pietre dure o lo scintillante logo ELES. Casual ma con un guizzo creativo squisitamente contemporaneo, la donna di Eles Italia esprime il suo desiderio di libertà, una It-Girl che ama affascinare, sbalordire, sedurre, incantare…evitando gli eccessi e confermando il suo stile street-chic.

Info:
Press Office: LA REVE PR & ADV email: infolareve@libero.it

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La Toscana di Elena Conti

dubai (1)La Toscana di Elena Conti
2 opere della giornalista/artista in mostra a Dubai
“Italian Vanity Art Exhibition”
4-7 maggio 2017
Gallery of Light- Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates

Elena Conti, di professione giornalista, con una grande passione, l’arte e la pittura, che vive con il cuore, passando dal ticchettio del suo pc alla tela, dal pensiero ragionato all’emozione che le da il pennello che scorre rapido sul canvas, una tela che si riempie di sogni, di ricordi e di emozioni, i suoi occhi pieni di mare con la mente e il cuore verso il suo elemento, il mare, che sogna, lei lo guarda sorpresa, come per la prima volta, scruta l’orizzonte, ci si perde, in sogni e nostalgie fanciullesche, e vive la bassacanzone lenta e inesorabile del suo mare, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
E l’artista Elena Conti vive la sua passione giocandoci, fissandola sulla tela e spingendo chi osserva a sognare con lei, forse a fuggire verso voglia d’evasione, isole incontaminate, tramonti e fughe d’amore, lontano, fino a Dubai…..dove fa scoprire la sua Toscana, con due sue opere selezionate in mostra a Dubai nella prestigiosa “Italian Vanity Art Exhibition” edizione del 2017 dal 4 al 7 maggio, nell’Emirato di Dubai.
E’ una Toscana piena di luce e di colore fissata sulla tela, quella vista con gli occhi ell’eclettica giornalista/artista Elena Conti, una narrazione che nasce dai suoi ricordi della terra toscana, piena di rose, iris, pampini d’uva e pergolati, il gracidare delle cicale, dal mare incontaminato della sua Maremma, e magicamente l’artista porta il visitatore per mano in un viaggio nella sua terra, alla scoperta di spettacolari panorami, terre verdeggianti fatte di silenzio, per scoprire una regione unica, il suo verde, le colline 17265021_10210701646931755_3283938461857619031_n (1)delineate dai cipressi, il cielo azzurro, il succedersi regolare dei filari di vite, i profumi della macchia e della terra umida, il suo mare, il Tirreno mai uguale con il suo profumo di salmastro: Summer in Tuscany – con immagine della campagna maremmana in piena estate dopo il raccolto del grano – e Turquoise Landscape – dove dominano i colori delle sfumature del mare.
La mostra di arti visive “Italian Vanity Art Exhibition” presso la Gallery of Light del Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates, dal 4 al 10 maggio.

Elena Conti
giornalista free lance – cell 338 7437102

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Presenta L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”

18268670_811859062310169_3352344849416885550_n (2)Presenta L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”
“Il valore del made in Italy” valore della tradizione e potere dell’ internazionalizzazione
Roma, Domenica 7, maggio 2017
dalle ore 15:00 alle 21:00

Palazzo Ferrajoli

“Le Salon de la Mode” presenta “Ladies and Gentlemen” nel prestigioso “Palazzo Ferrajoli” domenica 7 Maggio 2017 a Roma in piazza Colonna 355.
Torna l’appuntamento più esclusivo della capitale con moda, arte, musica e cinema; un viaggio nel mondo della tradizione e dello stile: quello unico e inconfondibile del nostro “made in Italy”.

Questa edizione di primavera avrà l’onore di ospitare uno dei più importanti esponenti del fashion system internazionale Mounir Laamari insieme ad una delegazione degli Emirati Arabi e del team di “The Castle”, organizzazione volta a creare Business nel Medio 549895_137219113107504_545074722_n (1)Oriente. Una realtà che oggi rappresenta una grande opportunità di crescita economica per il nostro Paese con la quale la brillante fashion manager Gabriella Chiarappa de Le Salon de la Mode ha stretto un accordo dichiarando:
“è un momento molto importante per le Salon de la Mode ed una grande opportunità per i nostri brand interessati al Business in Medio Oriente”. Un appuntamento unico che evidenzia il valore del made in Italy e il potere dell’internazionalizzazione.
Le meravigliose stanze di palazzo Ferrajoli si apriranno alle ore 15:00 con il Seminario “Il vero business in Medio Oriente” dove verrà presentato il progetto e il team “The Castle” e si parlerà di evoluzione del business della moda, dei mercati in sviluppo, di qualità del made in Italy, di opportunità per molti brand. Ospite d’onore e Partner dell’evento la Maison Sarli New Land con Carlo Alberto Terranova uno dei designer più rappresentativi della moda del nostro paese.
Alle ore 18:30 una performance di apertura con il magico mondo dell’istant fashion con galimbertissimaAntonio Extempore, segue la presentazione dei brand espositori accuratamente selezionati e rappresentanti dell’eccellenza e dell’artigianalità italiana – Katia Tasselli, Carrara Home Design (oggetti d’arredo di lusso), l’eleganza intramontabile di Aisha e il suo sguardo al futuro, Reciti Luxury bags, mini capsule collection “Tresor”, Bags Clybo,con le sue originali borse ispirate alle coste e al mare Mediterraneo, Angelo Caroli perfume ” emozioni per l’anima” , Galimbertissima sensualità e tradizione, Bruttaspose couture .
Re Legno papillon design di qualità. Anche in questa edizione non potevano mancare i premiati per le diverse sezioni: cinema, musica, giornalismo e moda. Una giuria tecnica con presidente Roberta Ammendola, Pino Ammendola (attore regista), Carlo Alberto Terranova, Marco Eugenio Di Giandomenico (critico della moda sostenibile). Tra gli ospiti arte_katia_tasselli_0Fabio Perversi dei Matia Bazar e Gino De Stefani compositore di grande successo per Laura Pausini e tanti celebri artisti, Pino Insegno (attore, doppiatore, regista e conduttore televisivo), Bruno Bilotta, Maria Rosaria Omaggio, Maria Letizia Gorga, Antonella Salvucci, Nadia Bengala, Metis Di Meo, Adriana Pannitteri (telegiornalista italiana Rai Uno), Bruno Bilotta, Cinzia Pennesi (direttore d’orchestra). E per finire l’eccellenza musicale di Italia Vogna con le note da sogno in chiave brasilian jazz accompagnate da un elegante cocktail.

Le Salon de la Mode® di Gabriella Chiarappa
telefono 3775059974
e-mail lesalondelamode@gmail.com
Ufficio stampa & Pr. Cristina Attinà
telefono 3926133227
e-mail cristiattina@hotmail.com

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Girolamo Ciulla

ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Ariete con Civetta_ tecn. mista su carta, 100x150 cm ,Girolamo Ciulla
L’artista e altri animali

di Beppe Sebaste

Mi è venuta voglia di scrivere una poesia usando solo i titoli delle opere di Girolamo Ciulla (tutte, non solo di questa mostra) e nessun’altra parola. Una successione e ripetizione di barca, arca, tempio, sposa, spiga, lepre, coccodrillo, scimmia, civetta, asino, capra, gufo…, ma anche angelo, ariete, Demetra, Cerere, stele, San Giorgio, annunciazione, realizzazione, costruzione (di templi, N.d.R.), e di nuovo spighe, coccodrillo, lepre, angelo, Cerere, grano etc. Molte sue opere, soprattutto tempere, sono “senza titolo”, ma se ne avessero uno basato su ciò che raffigurano ricorrerebbero ancora molte di queste parole. Questa poesia le concatenerebbe tra loro in una “accumulazione” (è il termine tecnico-retorico) grazie a una parolina bellissima che è forse la più frequente nei titoli di Ciulla: la congiunzione con (latino cum), la più relazionale e accogliente delle parole, fondamento di ogni comunità: Demetra con ariete, Ariete con spiga, Sposa con civetta, e così via. Naturalmente, le combinerei tra loro in tutti i modi possibili.
Sarebbe una poesia ritmica e ricca di assonanze interne, anafore, rimandi, ritorni, specularità, con un climax o anticlimax non solo estetico e musicale, ma pieno di rivelazioni, un fraseggio jazz fatto di continue variazioni tra il nuovo e il sempre-uguale. Poi ho pensato: ma non è esattamente questo che Girolamo fa da sempre? Non funziona così la stessa storia dell’arte, per esempio quella generosamente riassunta dalle opere di Ciulla?

Ecco, dovrei e potrei fermarmi qui, perché tutto il resto non sarà che un’inutile chiosa a ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Asino con tempio_ tecn. mista su carta, 100x150 cm,quella poesia, che peraltro ancora non esiste. Vi invito allora a vedere e rivedere come ho fatto io le opere di Ciulla, fino alle sue ultime sculture, i bassorilievi, gli “stiacciati” – cioè i segni e i disegni eseguiti direttamente sulla pietra, o sull’amato travertino – , i disegni su carta, fino ai carboncini di questa mostra. Io l’ho fatto, ritrovando il suo dialogo ininterrotto con le sorgenti della nostra cultura non solo visiva, quella dimensione narrativa, cioè mitica, in cui natura e cultura beatamente si confondono. La dea Cerere e il grano, la fertilità e il rinascere, l’umanità e le stagioni, la terra e il sacro, gli animali e i templi, la natura e la sua rappresentazione, che diviene anch’essa natura, e così via. Sculture e disegni, senza che vi sia una gerarchia tra i generi, sono in Ciulla variazioni di una gioiosa celebrazione delle radici del suo e del nostro immaginario.
Ma Ciulla non è solo un grande artista mitografo. Non si limita a tramandare miti, ma li inventa e li ricrea. Sa che, per usare la bella formula di Gustav Mahler, “tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”. Sarebbe sbagliato ricondurlo nell’alveo nostalgico di un sempre possibile classicismo. Ciulla è piuttosto un artista e scultore barocco (parola che da secoli designa l’irrequietudine dell’avanguardia e della sperimentazione) e anche questo per fedeltà alla propria origine.
Pensate che meraviglia: nato a Caltanissetta, Cielo di cognome – “Ciulla” ne è una variante –, figlio di un padre giostraio, e residente da decenni a Pietrasanta, dove ho avuto anch’io una lunga familiarità quotidiana con la sua ironica figura impolverata di marmo. Il barocco di Ciulla non solo irradia meraviglia e si nutre di stupore, ma spinge sempre più avanti i confini della sua ricerca. Barocco è la maniera sempre nuova di introdurre inquietudini e variazioni non solo formali là dove ci si aspetta una rassicurante conferma. Il suo sovvertimento dei canoni non è che una forma più alta di fedeltà alla tradizione. E forse più profonda, perché Ciulla, oltre che al barocco, alla classicità “greca”, araba e normanna, mi è sempre parso misteriosamente collegato a una tradizione più remota e archeologica, quella che nell’ambito delle lingue è chiamata, a torto o a ragione, “indoeuropeo”, dove le parole “madre” e “materia”, come in sanscrito, risultano sorprendentemente essere sinonimi.
(E a questo proposito: sarà perché sono tornato da poco da un lungo soggiorno in India alle sorgenti di Madre Ganga, sopra e dentro l’Himalaya, ma mi sono posto la domanda buffa e fascinosa di come sarebbero le opere di Ciulla se lui fosse nato in India; quali variazioni iconiche nell’ambito dell’arte e del sacro avrebbe operato, quanta “nuova” bellezza avrebbe offerto al mondo rappresentando templi, animali, rinascite, divinità e trasmutazioni, cioè avatara. O la stessa Ganga, che più che un fiume è una divinità, e si manifesta seduta su un coccodrillo. La sua amata Cerere, in greco Demetra, sarebbe forse tornata alla matrice più arcaica di Lakshmi, Divinità dell’abbondanza e della grazia, dell’elargizione generosa e naturale?)

Ciulla, dicevo, ci sorprende sempre, pur essendo ogni volta riconoscibile. Lo fa ora con questi bellissimi disegni su carta, disegni animati e animali. Ora non posso ignorare che mai come in questi anni si dedicano opere e libri al tema degli animali, e intanto la tastiera del mio computer insiste a mutare la parola “animali” in “anomali”. Inconscio della tastiera: gli animali sono anomali e ci turbano perché sono l’alterità per eccellenza, ma nello stesso tempo la loro inermità li rende paradossalmente più umani dell’uomo. È la questione filosofica della “vita nuda”, che sfuma la frontiera artificiale che separa nel vivente “l’umano” e “l’animale”.
Forse anche per questo i disegni animali di Ciulla sono tutti autoritratti, anche se il loro modo di riflettere è anch’esso anomalo: come se fossero non davanti, ma dietro uno specchio, nel senso che il loro mondo è quello dietro lo specchio; così che, riflettendoci in essi, vediamo un altro da noi, o la nostra nudità. Un altro modo, forse, di definire il mondo parallelo del mito. Gli animali ci riguardano, sì, ma non ci guardano. Come insegnava Rilke nella sua sublime Ottava Elegia, loro, a differenza degli umani, sanno guardare in faccia l’infinito: “La creatura, qualsiano gli occhi suoi, vede / l’Aperto. / […] / Quello che c’è di fuori, lo sappiamo soltanto / dal viso animale…”
Gli animali disegnati da Ciulla sono infatti anche animali che sognano, che contemplano, cioè costruiscono templi. Non hanno problemi a farsi vedere in questa loro altolocata funzione. Ogni animale è correlato a un simbolo o un archetipo (il cum, il “con”) quasi un compito fisico o metafisico da assolvere: un ariete che contempla un gufo che cova un tempio sormontato da una spiga, un asino che scruta e annusa un tempio e le sue proiezioni geometriche, una gallina che custodisce una covata di templi, e ancora civette con foglie, lepri con spighe, e così via, in uno spazio bianco e umile in cui aleggia un non so che di divino.
Non voglio concettualizzare, non apro neppure il dizionario dei simboli. Non voglio sapere. Anche l’uomo disegnato è un animale, la razza è quella degli artisti, che confondono volentieri il fare col sognare. Ma preferisco dirlo con queste parole illuminanti di Walter Benjamin che ricordo a memoria: “Il fare è un mezzo per sognare.Il sognare è un mezzo per rimanere desti”.

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Il Backstage …questo sconosciuto

Anna Tatangelo

Anna Tatangelo

Il Backstage …questo sconosciuto
Il mondo di Gino De Stefano
“Non v’è in natura nulla di più variabile dell’acconciatura di una signora”
Cit. Joseph Addison

Ambra

Ambra

Il mondo fatato di Gino De Stefano, sfilate, belle donne, abiti suntuosi, effetti luce speciali, le sfilate sono uno spettacolo, mostrano le ultime tendenze moda, l’ultima top scoperta, accessori personalizzati, moda, bella, brutta, divertente, gioiosa…ma nessuno si pone il problema di quanto lavoro e sacrificio ci sia dietro questo mondo – apparentemente effimero – che brucia nel giro di pochissimo tempo il lavoro di sei mesi.
Un incontro con Gino De Stefano, a buon titolo conosciuto come “Il Parrucchiere delle Dive”, l’uomo che trasforma una donna in un essere unico, per un attimo, per osservare chi è dietro quello che si vede, che appare, dove ci sono tante storie, di lavoro e creatività, le tante creatività e talenti che ruotano intorno alla moda, ai servizi fotografici, agli studi televisivi, al Festival di Sanremo, tanti sogni e sacrifici, artigiani, mani sicure e pratiche, scuole frequentate, corsi, apprendistato, e sguardi rubati come carte assorbenti per carpire e capire le tecniche.
Il mondo dietro le sfilate, dietro gli eventi, un esercito di giovani, con tanta passione dentro, truccatori, fotografi, parrucchieri, visagisti, le sarte, le vestiariste, giornate senza pensare e senza respiro per non disturbare, per non distrarre, e si va avanti, il frenetico ticchettio della macchina fotografica, i pennelli del trucco, i comandi secchi, la gestualità, volti, mani, facce….il fotografo sembra quasi che voglia raccontare una emozione, la sua, attraverso la descrizione minuziosa e realistica, arrivare a possibili risultati di questa visione portando a una sottolineatura di gusto romantica delle atmosfere oppure, sul versante opposto, a una ricerca rigorosa del senso estetico che solo il fotografo sa cogliere. Ma la moda è bella, le donne sono belle, sono molto più belle di quanto appaiono, come sanno i poeti che le hanno cantate, i pittori che le hanno descritte, gli uomini che le hanno amate e immaginate e, talvolta, noi che le hanno vissute.
Tutto questo non è sfuggito a Gino De Stefano, un talento innato, parrucchiere e mago del make up, un creativo dello Style, artista, anche lui sempre dietro, nel backstage, coadiuvato dal suo staff, capace di usare la duttilità delle sue mani per costruire, su una tela bianca di un volto, un mondo diverso, ricco di fascino e di fantasia con evidenti e dichiarati richiami allo spirito che ogni donna vorrebbe essere, con un senso di leggerezza nel modo con cui si pone, lui sta di fronte alla modella in attesa, la osserva, in attesa dell’ispirazione ed è grazie a tale leggerezza che costruisce strutture articolate e complesse come pensieri, composizioni ardite come sogni, il volto che lei ha sempre sognato.
Attraverso queste visioni osserviamo un evento e quello che questi “creativi” ci spingono a vedere in una girandola di colori
……. Signori e Signore si sta per vivere la magia della Moda…….
E Gino De Stefano, il “Parrucchiere delle Dive”, sul lavoro, si muove, agile e rapido, la sua sembra una danza, e chi assiste all’evento è condotto per mano ad osservare, come un inatteso coup de théâtre l’inizio della sfilata, dove Gino è il direttore di orchestra che dirige, in mano il pettine, come la bacchetta di direttore d’orchestra nelle sue mani sicure, ecco gli abiti di sogno dai colori intensi, tagli audaci, applicazioni preziose, indossati da creature bellissime, valchirie dalle chiome mosse dal vento, come novelle amazzoni, per cogliere la scenografia naturale di una città, Firenze, la sua città, ma anche Sanremo dove Gino detta legge sullo style in tempo di Festival.
Location di eventi, scintillio di glamour, la gente guarda e assiste, ma è il backstage che lavora frenetico, la passerella e il palcoscenico che si offrono a chi li guarda, non solo nei periodi di Pitti o altri eventi, ma sempre, eternamente……. e con questa indagine fotografica, quasi narcisistica, di tutto un mondo di “operai della comunicazione” che, silenziosamente e con molta modestia creano opere d’arte, siamo consapevoli allontanandosi da dove ci sono i segni della storia del fashion che è stata ma anche le anticipazioni di quella che sarà.
Gino De Stefano Medaglia di Bronzo campionati europei di taglio Francoforte 2007. Medaglia d’oro campionati internazionale Salerno 2009. Medaglia di Bronzo al campionato mondiale a Pestum. Quarto posto a Parigi. Dal 2009 inserito sulla Top hair stylist guida Michelin per i migliori parrucchieri D’Italia. Brevetto di una parrucca nome HAIR DOUBLE FACE creata per il campionato mondiale Milano 2012. Parrucchiere Style e Make Up per il Festival di Sanremo. Nominato Presidente Style in Associazione FenImprese Firenze per la Regione Toscana.
Gino De Stefano Via Ponte Alle Mosse 178 Rosso, 50144 Firenze
Tel. 055 328 9970 Presidente Style per FenImprese Firenze
Testo: Cristina Vannuzzi

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Open your art

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Open your art paesaggio-marino-

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Open your art pescatori

Open your art

Open your art
Open your Art invita a immergersi nel linguaggio suggestivo della pittura cruda e accesa del maestro Lorenzo Chinnici e nella natura eterea e femminile dell’artista francese Cristine Bleny.
L’universo intenso e autentico carico dell’immaginario isolano di uno dei più significativi artisti siciliani, contrapposto alla fragile e misteriosa natura femminile della pittrice Bleny. Due interpreti diversi per stili tecniche ed emozionalità, eppure uniti da sottile filo conduttore: la sofferenza. Cruda e indignata l’emozione che traspare dalle opere di Chinnici, sommersa e delicata la sofferenza celata nella pittura dell’artista francese. Alla mostra sarà presentato il dipinto Evasione, opera del maestro Chinnici, che è stato teatro dell’incontro con Cristine Bleny durante la mostra The Sinergy of Sons – Londra 2005 –
Nel dipinto è presente una macchia di vino che l’artista francese, contestando la pittura dell’artista siciliano, versò con indignazione dopo un accesa discussione tra i due. I due artisti si ritrovarono due anni più tardi all’inaugurazione della mostra Fuoco nell’acqua e dal conflitto iniziale, causato dal differente linguaggio artistico e dal forte temperamento di entrambi, nacque un dialogo che è oggi un’intensa amicizia e forte desiderio di confronto. Per suggellare l’intesa i due artisti hanno apposto le loro firme sul dipinto.
Giovanni Carfì Urso, curatore della mostra, ha ideato questo titolo proprio elaborando l’impatto che esprimono due elementi potenti, il fuoco e l’acqua, quando trovano un equilibrio e un dialogo suggestivo nel confronto.
Con Open your Art si apre a Milano una nuova stagione del progetto Fuoco nell’acqua, che ha preso vita sulle rive del Lago di Como nell’estate 2016: un ciclo di mostre che toccherà nel corso dell’anno le città di Positano, Venezia e Taormina. Le opere del maestro Chinnici saranno inoltre presenti alle prestigiose mostre internazionali in programma a New York e Monte Carlo. Open your Art è anche occasione per un confronto tra arte e design, in uno showroom vestito di un elemento d’arredo, la porta, che è archetipo dell’architettura e da sempre oggetto di design raffinato ed esclusivo.
La serata inaugurale verrà presentata dal Critico d’arte Antonio Lombardo, che introdurrà gli artisti e guiderà lo spettatore alla conoscenza delle opere esposte. Nel corso della serata verrà presentata la monografia dell’artista Lorenzo Chinnici a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lasciatevi condurre dalla vostra immaginazione……Lorenzo Chinnici, artista, ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra Chinnici lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori prepotenti e spudorati, un una vita intera la sua cadenzata dall’arte, dai suoi primi approcci fatti di tecnica e pennello con gli insegnamenti di Renato Guttuso e poi avendo per maestro Salvatore La Rosa, la frequentazione della Bottega d’Arte di Salvatore Fiume, l’importanza delle conoscenze con altri grandi artisti come Mario Rossello, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Ugo Nespolo, una vita passata a “raccontare” la sua terra, rubandone i colori, dipingendo con le mani ma soprattutto con il cuore, dal rosso appassionato del fuoco dell’Etna all’azzurro del mare, al bianco della sua neve, alla natura, i cactus, i fiori, il verde.
Artista contemporaneo di fama internazionale, le sue opere sono state ospitate nelle gallerie di tutto il mondo. Costanti della sua espressione artistica sono l’essenzialità, la memoria, nonché la testimonianza di un mondo che affonda fra le cose: una terra promessa carica di concretezze. Continua a vivere e a lavorare in Sicilia. Da tempo è testimonial per le Maculopatie

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