L’eccellenza delle creazioni Haute Couture firmate Samanta Russo

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samanta-russo-shooting-springsummer-2016L’eccellenza delle creazioni Haute Couture firmate Samanta Russo

Una “storia” di famiglia tutta al femminile quella di Samanta Russo, giovane stilista dell’omonimo brand che, nel corso degli anni, ha visto succedersi ben 4 generazioni. La prima “High Italian Quality Ladies’ Russo Tailor/Fabric”, infatti, viene fondata nel 1932 dalle sorelle Russo, una delle quali bisnonna di Samanta, emigrate dalla natia Puglia agli Stati Uniti, a Ridgewood (New York). Artiste e creative, i loro abiti incontrano subito un elevato gradimento tra le facoltose donne Newyorkesi, fortemente conquistate dalla moda e dai costumi italiani. Importazione di tessuti esclusivamente Made in Italy e rilevanti collaborazioni con noti stilisti del fashion world Newyorkese, accrescono esperienza e qualità, completate, sempre, da studi sull’evoluzione delle tendenze italiane e da impegni artistici in famose, apprezzatissime Opere Teatrali e Cinematografiche americane. Un samanta-russo-shooting-springsummer-2016Brand caratterizzato da un percorso di stile che da New York ritorna in Italia, passando dalla parentesi parigina, con una grande abilità nella creazioni di abiti Haute Couture straordinari, realizzati secondo la più elevata tradizione sartoriale. Un savoir-faire che si è tramandato di madre in figlia: negli anni ’90, infatti, con mamma e nonna ormai defilatesi dall’Atelier, Samanta Russo decide di iniziare una vera e propria formazione stilistica, teorica e pratica in prestigiose realtà italiane e, alla fine del 2000, riesce a riaprire la storica “High Italian Quality Ladies’ Russo Tailor/Fabric” a Foggia. La sua audace e innovativa gestione della Maison Russo non rinuncia all’alta tradizione storica di famiglia, ma è anche decisa ad iniziare una nuova avventura di esclusività unita a stili rivoluzionari, spesso contrastanti. Samanta disegna abiti dal fascino particolare, con finiture e cuciture d’altri tempi, utilizzando nobili materiali “green” e rigorosamente “Cruelty-samanta-russo-shooting-springsummer-2016Free”. Le collezioni della griffe SAMANTARUSSO sono caratterizzate dalla filosofia “Italian Fashion Evocative Handmade”, cara alle 3 generazioni precedenti, e dedicate ad una clientela esigente, raffinata, che ama uno stile originale, di inconfondibile classe e di grande eleganza. Gli abiti, sebbene rivisitati e rielaborati in chiave moderna, sono indiscutibilmente Classic-Chic: seducenti ma, al tempo stesso, facilmente indossabili; un doppio esercizio di stile per realizzare look che, come sogni, sono evanescenti e senza tempo. Un ensemble di capi arricchiti dalle più preziose lavorazioni, dalla personalissima interpretazione creativa di Samanta Russo che vuol essere l’espressione di un eccelso Made in Italy, che lei stessa considera un impegno ed un privilegio, da indossare con orgoglio. Un mix di textures e di linee, dal taglio semplice e ben definito, riconducono all’âge d’or della couture francese e italiana tra gli anni ’50 e ’60 samanta-russo-shooting-springsummer-2016sapientemente mescolata ad una vocazione astratta dell’arte moderna. Uno stile preciso ma diverso che crea un’eccezionale liaison tra l’allure d’antan ed una visione decisa e serena del futuro. Gli abiti, perfetti per un diner en ville, sono romantici, aggraziati, seducenti e pratici, un passe-partout per la poliedrica giornata della moderna businesswoman che passa dal lavoro alle occasioni mondane. Mises uniche ed esclusive che la griffe SAMANTARUSSO dedica alla donna “unica” che le indosserà.

 

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Laura Pausini indossa una preziosa cintura gioiello Eles Italia nello scatto di copertina di Laura Xmas

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_MG_8570_elesitaliaLaura Pausini indossa una preziosa cintura gioiello Eles Italia nello scatto di copertina di Laura Xmas

Lo stile originale e glamour di Eles Italia, il brand fondato dalle sorelle di origine sarda Silvia e Stefania Loriga, continua a conquistare le celebrities e, tra le tante, Laura Pausini: una delle cantanti più amate al mondo. Sulla fiabesca copertina di “Laura Xmas”, in uscita in oltre 60 paesi il 4 novembre, Laura, infatti, indossa una delle preziose cinture gioiello firmate Eles Italia, così come nel video ufficiale del primo singolo “Santa Claus is Coming to Town”, un tocco che dona una “scintillante” raffinatezza ad ogni outfit. Le uniche e straordinarie Eles Belts, realizzate interamente a mano e rigorosamente Made in Italy, sono perfette per Laura Pausini: una donna dalla personalità forte, che crede in sé stessa, che ascolta il suo cuore. Le cinture in cristalli e pietre dure di Eles Italia sono un sogno da indossare per rendere ancor più chic ogni abito, così come alcuni capi della collezione sono assolutamente perfetti per essere utilizzati come costumi di scena, per shows e concerti. _MG_9003_elesitaliaLaura Pausini sia sulla cover del CD che nel video è splendida con le fasce Eles Italia nei tipici colori natalizi: rosso, verde, argento ed il sempre elegante nero. Quest’anno donate favole, emozioni e sogni con una delle tante cinture Eles Italia, mettete sotto l’albero di Natale un regalo “d’artista” capace di trasformare ogni donna in una lucente e affascinante stella!
Le moderne principesse à la page di Eles Italia
La collezione couture di Eles Italia, creata dalle sorelle Silvia e Stefania Loriga, fonde design e innovazione per dare vita a capi glamour e originali, dedicati ad una donna giovane che, sognatrice e romantica, non rinuncia alla propria femminilità, alla carezza di un tessuto prezioso sulla pelle nuda, al dettaglio che fa la differenza e le permetterà di essere ricordata più delle altre. Materiali pregiati come l’organza, lo chiffon, il jersey mixato alla seta vengono lavorati seguendo le tendenze ed i nuovi fashion concepts. Per le feste, i cocktail e le cerimonie dove essere _MG_9002_elesitaliabellissime è importante tanto quanto essere felici, i colori pastello nelle nuance più delicate tingono abiti chic e briosi completati da raffinati accessori. Le preziose cinture gioiello, realizzate a mano in cristalli e pietre dure, capaci di trasformare un abito; gli “splendenti” bracciali da abbinare alle cinture o da indossare semplicemente come bijou; le eleganti clutch anch’esse in cristalli e pietre dure. Quando arriva la notte, la moderna principessa à la page firmata Eles Italia, circondata dalla magia dell’atmosfera natalizia, si concede una lunga passeggiata, tenendo i tacchi in una mano e un bicchiere di champagne nell’altra.
Press Office: LA REVE PR & ADV – Ph. +39 347.4339021, e-mail: infolareve@libero.it

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I ricchi bagliori del rame accendono la collezione di Ghidini 1961.

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image002I ricchi bagliori del rame accendono la collezione di Ghidini 1961.

Sono stati riscoperti e sono diventati tra le più recenti tendenze del linguaggio contemporaneo del design: i metalli e le finiture metalliche (oro, rame, bronzo) popolano un universo estetico di oggetti ed arredi che oscilla per lo più tra nostalgiche citazioni di decadi passate, dove quasi tutto era satinato, ed uno stile raw che fa pensare che di tempo ne sia trascorso ben più che qualche decade.

Pochi osano i bagliori puri dell’effetto lucido: la sfida corre sul filo sottile che separa l’eleganza, frutto di cultura ed esperienza nelle pratiche di produzione, dall’ostentazione, limitata che asseconda i capricci del mercato del lusso.

Questa la nuova sfida con cui si cimenta Ghidini 1961: dopo aver letteralmente abbagliato il pubblico del Salone 2016 con la sua eclettica collezione di design, firmata Branzi, Campana, Giovannoni, Hutten, Zupanc e Studio Job e declinata in finitura ottone, è già in produzione la stessa collezione declinata con effetto rame lucido.

La nuova finitura rame impreziosisce la collezione donandogli un forte impatto decorativo, senza però perdere i caratteristici tratti sofisticati e allo stesso tempo ironici che caratterizzano Ghidini 1961.

Florida Bowl, Nika Zupanc

Questa sublime massa di ottone fuso e sagomato in un unico pezzo, crea uno stupendo portafrutta. Qualcosa di simile a un tesoro rinvenuto alla fine di una peregrinazione gratificante. Questo crogiolo fiammeggiante racchiude un tocco d’ingegno e fantasia, reminiscenza di giorni in cui l’arte del servire aveva un grande valore con enorme riconoscenza per i servitori che avrebbero dovuto essere coperti di baci. Politica a parte, questo portafrutta glam è indicato solo per contenuti strettamente V:I:P.

Descrizione: fruttiera, finitura rame

Dimensioni: 38x35x10 cm
Tip-top Trays, Richard Hutten

Se si osserva dall’alto la serie di contenitori Tip-Top, tutti i triangoli hanno le stesse dimensioni. Nella versione 3D, questi triangoli sono stati allungati per creare una struttura esagonale assolutamente sorprendente, che si presta a diverse funzioni.

Descrizione:

Portacandela, finitura ottone – Dimensioni: 8,5×9 cm

Cestini, finitura ottone – Dimensioni: 20,5×3 cm – 20×5 cm – 20×7,5 cm

Cestino gettacarta, finitura ottone – Dimensioni: 22×25 cm – 27,5×31 cm
Clara Buoncristiani PR&Communication Studio | Milano, Viale Monte Grappa 14 • Brescia, Via Zuccari 14 (Italy) | www.clarabuoncristiani.it

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Il gusto del Natale

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Il gusto del Natale

Doni e Suggestioni al Borgo medievale (TO)
Dall’8 all’11 dicembre 2016
INGRESSO LIBERO
www.ilgustodelnatale.it
www.facebook.com/gustonatale

Accendi il tuo Natale sullo sfondo del presepe scenografico di Luzzati con una kermesse di quattro giorni all’insegna del buon gusto, della solidarietà e dell’accoglienza. Tante idee originali ed esclusive per i tuoi doni, tra cooking show di ricette natalizie, cori, artisti circensi e ospiti d’eccezione, a cominciare da Luciana Littizzetto.

Il Gusto del Natale torna dall’8 all’11 dicembre 2016 nella splendida cornice del Borgo Medievale di Torino e con la sua seconda edizione si arricchisce di tante nuove proposte, appuntamenti e presenze. Sarà una kermesse festosa e colorata che anticiperà l’incanto e la magia della ricorrenza più amata dai bambini e dalle famiglie.

Il Gusto del Natale è una full immersion alla riscoperta dei valori più autentici di questa festa, delle nostre tradizioni regionali e di quelle del mondo che abbiamo in casa; un’occasione per trovare tante idee per i doni che farete ai vostri cari e a voi stessi.
Vi aspettano infatti 50 espositori accuratamente selezionati tra i Maestri del Gusto della Camera di Commercio di Torino, le eccellenze artigiane, i creativi e designer, le Cooperative Sociali.

Il Gusto del Natale non è un semplice mercatino natalizio dove poter scegliere tra tanti prodotti gourmet e oggettistica di pregio, ma un evento ricco di appuntamenti, animato dagli artisti circensi di Cirko Vertigo, dai canti dell’Associazione Cori Piemontesi, da musicisti di strada, street poetry e truccatori per grandi e piccini.
L’intero percorso si snoda intorno alle figure del presepe dell’artista Emanuele Luzzati, un ensemble di 90 sagome in legno dipinte, che abbina i classici protagonisti della tradizione natalizia cristiana con i magici personaggi delle fiabe per bambini per ricreare un’atmosfera incantata.
E’ poi possibile visitare la mostra Cuore a cura di Pompeo Vagliani: immagini e percorsi alla scoperta del libro Cuore di Edmondo De Amicis.

A Il Gusto del Natale sarà possibile gustare in loco le migliori specialità di cucina di strada proposte dall’Antica Focacceria di San Francesco di Palermo, presente con il suo street food siciliano, dal premiato Pastificio Virgilio, insieme ad altre squisitezze e alle birre artigianali del Belgio selezionate da Tripel B, del Birrificio La Piazza e della ciclofficina birraria Bici & Birra.

Particolarmente ricco il cartellone dei cooking show dedicato alle ricette di Natale, dolci e salate, organizzato in collaborazione con la scuola di cucina Il Melograno, dove al fianco di talent chef del calibro di Nicola Batavia e Riccardo Ferrero si alterneranno cake designer, le cuoche de Il Melograno e lo stesso Chef Kumalé, che presenterà il suo menù con le ricette di Natale di tutto il mondo, che potete già scaricare gratuitamente collegandovi alla pagina www.ilgustodelnatale.it/regalo

Giovedì 8 dicembre alle ore 17.00 Luciana Litizzetto inaugurerà con un suo intervento la sezione dedicata a #NatiPerSoffriggere, il progetto di food refugee ideato dal giornalista “gastronomade” Vittorio Castellani aka Chef Kumalé, sviluppato e realizzato a Torino in collaborazione le cooperative del Consorzio La Valdocco. Sarà così possibile scoprire, degustare e votare le ricette presentate da alcuni cuochi rifugiati indiani, afghani, nigeriani e ghanesi dei centri per richiedenti asilo, insieme a alcuni ospiti di valore, come Luca Morino dei Mau Mau e altri a sorpresa.

Oltre a cioccolato, miele, formaggi d’alpeggio, ceramiche da favola e confetture Bio, molte sono le novità e le curiosità di questa nuova edizione: dalle bollicine francesi aromatizzate al cioccolato belga in bottiglia di Chocolate in a Bottle ai cosmetici di Luvae Cosmetics a base d’uva di Langa, sono solo alcuni esempi per farvi venire voglia di scoprirli curiosando tra le bancarelle ed i saloni del Borgo medievale.

Il Gusto del Natale è un’esperienza da vivere in prima persona, immersi in un’atmosfera da sogno, ma assolutamente reale, con tante cose da vedere, assaggiare, toccare, annusare, regalare… per fare festa insieme! L’evento è ideato dal giornalista “gastronomade” Vittorio Castellani, meglio conosciuto come Chef Kumalé è organizzata in tandem con la Cooperativa Animazione Valdocco in collaborazione con la Fondazione Torino Musei.

PROGRAMMA
Giovedì 8 dicembre
A partire dalle 15h00 esibizioni itineranti degli artisti circensi di Cirko Vertigo
15h00 Sala Ozegna | cooking show dello chef Riccardo Ferrero del ristorante Camilla’s Kitchen
16h00 Salone S. Giorgio | esibizione del coro VociInNote, diretto da Loreta Pinna, al piano Gianfranco Montalto, alle percussioni Matteo Trevisan
16h30 Presentazione del calendario 2017 “Questa è la mia casa” della Cooperativa Animazione Valdocco
17h30 Sala Ozegna | cooking show con i cuochi di #NatiPerSoffriggere
Fried Rice: il riso saltato delle feste by Happiness Ehizokhale (Nigeria)
Special guest: Luciana Littizzetto

Venerdì 9 dicembre
12h00 Sala Ozegna | cooking show con la Scuola di cucina Il Melograno
Finger food natalizi: piccole preparazioni dai profumi e dai colori del Natale per iniziare i festeggiamenti stuzzicando. Un modo giovane e disinvolto per farsi gli auguri quando gli amici sono numerosi.
14h00-17h00 torneo di calciobalilla a cura di MCX Matti per il Calciobalilla
15h00 Sala Ozegna cooking show con la cake designer Liliam “Buffet” Altuntas
Il Naked Cake di Natale in versione brasiliana
16h00 Salone S. Giorgio | musica classica natalizia con il Trio Madir
17h00 Sala Ozegna | cooking show con i cuochi di #NatiPerSoffriggere
Biryani: riso basmati saltato al curry e frutta secca by Navjot Kaur (Punjab-India)
Special guest: Luca Morino dei Mau Mau

Sabato 10 dicembre
12h00 Sala Ozegna | cooking show con la Scuola di cucina Il Melograno
Declinazioni dolci e salate del panettone: idee sfiziose per utilizzare il panettone come ingrediente di ricette salate e dolci
15h00 Sala Ozegna | cooking show con lo chef Nicola Batavia del ristorante Birichin
16h00 Salone S. Giorgio | canti natalizi a cura dell’Associazione Cori Piemontesi
17h00 Sala Ozegna | cooking show con i cuochi di #NatiPerSoffriggere
Thiadouran: stufato in salsa di arachidi by Sulayman Cessay (Ghana)

Domenica 11 dicembre
12h00 Sala Ozegna | cooking show con la Scuola di cucina Il Melograno
Il dolce di Natale: una “cascata di stelle” per la festa più magica dell’anno: biscuit al cioccolato con crema di marroni e decorazioni di panna montata
15h00 Sala Ozegna | cooking show con Vittorio Castellani aka Chef Kumalé
Il menù di Natale con le ricette di Chef Kumalé
16h00 Salone S. Giorgio Canti natalizi a cura dell’Associazione Cori Piemontesi
17h00 Sala Ozegna | cooking show con i cuochi di #NatiPerSoffriggere
Ghabeli polo: il piatto ricco delle feste by Zahara Nabizade (Afghanistan)

Durante i quattro giorni saranno con noi…
Chiara & Alessia face painting natalizio con colori naturali, per grandi e piccini
Lorenzo Giannetti fisarmonicista: musiche e ballate dalla Francia e dal mondo
Viviana Vicario street poetry, dedica poesie al pubblico scritte sul momento
ESPOSITORI DEL XMAS MARKET
Agrimacelleria L Marghè salumificio e macelleria artigianale di pregio
Amarilla creazione handmade di borse, portafogli, zaini, cinture in materiale riciclato
Amorland salumi artigianali della Valle d’Aosta, conserve, confetture, castagne sciroppate
Antica Focacceria DI San Francesco streed food, dolci tradizionali palermitani, vini siciliani
Apicoltura La Margherita mieli e prodotti dell’alveare
Aromata spezie, erbe aromatiche, miscele, sali dal mondo
Attaccabottone bijoux in ceramica
Az. Agr. Chialva menta piperita di Pancalieri
Az. Agr. Le Masche alberi di natale da vivaio
Ballesio Cioccolato cioccolato, cioccolata calda, eccellenza artigiana
Bici & Birra ciclofficina birraria, birre artigianali italiane, panini, dolci
Cascina Bonetto varietà di mele, confetture di mele, aceto di mele
Cascina Giaccona cascina didattica, verde ornamentale e zucche
Ceramiche Bellina manufatti in ceramica per arredo da giardino e per la casa
Chocolate in a Bottle vino chardonnay francese aromatizzato al cioccolato belga
Cioccolateria Zuccarello prodotti a base cioccolato e panettoni
Coop. Piprò Perlaluna articoli in ceramica artigianale, complementi d’arredo
Coop. Soc. Articolo 4 Panacea pani a lievitazione naturale 100% pasta madre viva
CrafTo oggettistica, artigianato, composizioni natalizie
Erbe e Spezie erbe, tisane, sale rosa dell’Himalaya, frutta disidratata, risotti, sughi
Farina nel Sacco ambiente, gusto
Grapperia artigianale Alì grappe e liquori
GreenItaly prodotti ricavati dalla canapa sativa, dalla pasta, ai biscotti, al cioccolato
‘I Canestrej ‘d Flamina canestrelli di Vaie, dolci valsusini tradizionali
Il Filo d’Erba cuscini con sale rosa dell’Himalaya, cappelli artigianali in lana grezza
Il Melograno Scuola di cucina
Ingenio bottega d’arti e antichi mestieri, oggettistica da regalo handmade
La Casa Naturale giochi in legno naturale
La Camelaide formaggio toma di Lanzo
La Dispensa di Nonna Papera eccellenze piemontesi e prodotti biologici
La Piazza dei Mestieri prodotti dolciari, cioccolato, birre artigianali, amaro di birra
Le Bizzarro – Laboratorio creativo Torinda cialde farcite
Le Mollette di Lucia mollette di legno creative, segnaposto, calamite, idee regalo
Le Querce apicoltura biologica miele, prodotti a base di miele, succo di mirtillo, panettoni
Luvae Cosmetics cosmetici a base di uva di Langa
Mai Uguali artigiani sociali, ceramiche, bigiotteria, prodotti di falegnameria, decoupage
Manu Bijoux bigiotteria in ceramica, collane, sciarpe in seta e viscosa, guanti in cotone
Maria Teresa Bertolo cuori e quadretti in legno
#NatiPerSoffriggere food refugee
Nuova Cooperativa cooperativa sociale
Passion Chocolate creme spalmabili al gianduja e mille gusti
Pastificio Virgilio pasta fresca, pasta essiccata
Pier H2o erogatori e frigogasatori d’acqua
Stamperia Pascucci 1826 teleria della tradizione romagnola stampata a mano
Tappeti Volanti tappeti, arazzi con sacchi del caffé riciclato e altri materiali
The Tea te, infusioni, accessori, caffè aromatizzato, spezie
Tripel B birra belga di birrifici artigianali e familiari

Botteghe stanziali
Il Paniere prodotti tipici della Provincia di Torino
Mastro Cerrato repliche di gioielli antichi e pregiati ornamenti di fattura artigianale
Mastro Corradin spade, corrazze, elmi, scudi medievali in ferro battuto www.bottegadelferro.it
Stamperia del Borgo stampe artistiche ottenute da lastre incise con antiche tecniche

INFO
www.ilgustodelnatale.it
www.facebook.com/gustonatale

ROCCA E BORGO MEDIEVALE DI TORINO
Parco del Valentino – Viale Virgilio 107
Tel. 011 44 31 701 | www.borgomedievaletorino.it
APERTURA
Da giovedì 8 a domenica 11 dicembre, dalle ore 10.00 alle 19.00
INGRESSO
Libero e gratuito

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Viso e decolletè più tonici con la biostimolazione

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Ne parliamo con il Prof. Mario Dini, esperto in Chirurgia e Medicina Estetica.

E’ di questi giorni la notizia che l’attrice <aref=”http://www.huffingtonpost.it/2015/07/09/meg-ryan-rifatta-attrice-irriconoscibile_n_7760022.html”>Meg Ryan è diventata irriconoscibile dopo i tanti interventi di chirurgia estetica</a>: l’attrice, regina indiscussa delle commedie romantiche dei ruggenti anni ’80 e oggi 54enne, avrebbe abusato di filler e botulino a tal punto da stravolgere completamente i propri lineamenti.
“Un fenomeno – sostiene il Prof Mario Dini, chirurgo plastico e estetico a Firenze – quello di sottoporsi a invasivi e ripetuti interventi di chirurgia plastica e ottenere come solo risultato un volto sempre più irriconoscibile, privo di espressione e di personalità, che coinvolge moltissime attrici”.
Le donne sono belle,  nascono belle e poi…. i mezzi di comunicazione giocano un ruolo fondamentale – al negativo -  in questa moda femminile, in quanto tendono a svilire la donna matura, bella nella sua maturità. Purtroppo sono stampa, tv e media in generale a dare un’immagine distorta della donna. Sono infatti proprio i media, con la scelta delle immagini pubblicitarie, a mostrare solo donne giovanissime, belle, tonde, morbide, suadenti… La pubblicità è da sempre, come si suol dire, un persuasore occulto: ci sono donne in età matura che vantano una bellezza al naturale senza esasperazioni. Splendide cinquantenni che vivono il passar del tempo rifiutando di ricorrere a quelle forzature artificiose che hanno invece trasformato in maschere grottesche donne che si sono sottoposte alla chirurgia estetica pur di fermare il tempo.
“Una tecnica che consiglio spesso, anche a motivo del suo non essere invasiva, è la biostimolazione: tecnica molto utilizzata nell’ambito della medicina estetica moderna, la <a href=”http://www.mariodini.it/biostimolazione.html”>biostimolazione attiva un processo di biorivitalizzazione dei tessuti trattati</a>, in modo particolare delle guance, del mento, della zona perioculare, del collo e del decolleté e, attraverso iniezioni nel sottocute di sostanze rivitalizzanti, permette di recuperare la tonicità del volto e del decolleté attraverso piccole iniezioni indolori eseguite in ambulatorio”.
Questo metodo può essere utilizzato sia nel trattamento di pazienti giovani (20-30 anni) che vogliono prevenire l’invecchiamento cutaneo, sia nel trattamento di pazienti che hanno superato i 40 anni e la cui pelle è più segnata dall’età e dal fotoinvecchiamento.

http://www.mariodini.it/biostimolazione.html

Prof. MARIO DINI
Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – via La Marmora, 29 Firenze, FI 50121
Tel: 055 570797
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 02 21118715

 

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Bellezza è… I Consigli di Chirurgia Estetica del Prof. Mario Dini

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Nude Young Woman with Her Hands on Her Back

Bellezza è…

I Consigli di Chirurgia Estetica
del Prof. Mario Dini

E’ uscito proprio in questi giorni su un settimanale, con la foto di un seno enorme, una notizia abbastanza bizzarra, sulla chirurgia plastica estetica, che ha suscitato curiosità, diffidenza, ma anche sorpresa, trattandosi di un settore serio, dove porre la massima attenzione verso i professionisti a cui ci si rivolge.
L’ultima follia in fatto di vanità femminile arriva dagli Stati Uniti. Se un tempo per impreziosire una serata importante si sceglieva l’abito migliore, si andava dall’estetista e dal parrucchiere per mostrarsi al top dello splendore, adesso a borsa e scarpe in pendant si può aggiungere un nuovo orpello: il seno. Nel senso che un medico americano, Norman Rowe, ha brevettato una speciale inizione salina che permette di gonfiare il decolté… A tempo determinato (Panorama).
Chiediamo di avere commenti su questa notizia che è di notevole interesse, se attuabile, al prof. Mario Dini, specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Professor Dini, ci spieghi questa tecnica che ci farebbe tutte “Oggetto di desiderio per una notte”.
Ho letto anche io la notizia di un famoso chirurgo plastico di Manhattan (New York) Norman Rowe che ha brevettato, circa un anno fa, una tecnica chiamata INSTABREAST, ovvero seno immediato!
In cosa consiste questa tecnica?
La paziente va nello studio del medico il quale spiega alla paziente che potrà ottenere per 24-36 ore un aumento del volume del seno di circa una-due taglie rispetto al volume di partenza.
E in pratica che cosa succede?
Il chirurgo, aiutato da una piccola anestesia, inietterà nel seno della paziente un certo volume di H20 sterile in 15-20 minuti, in modo che la paziente esca dallo studio con il seno “nuovo” e che nelle poche ore successive si sgonfierà fino a tornare al volume di partenza.
Professore, si tratta di una “americanata” oppure di una cosa seria?
Questa “trovata Newyorchese” può dare il piacere e la sensazione alla donna di avere un certo volume al seno per poche ore.. E’ come se si usasse un filler a rapidissimo riassorbimento per il seno.
Ma lei è favorevole a questa sorta di “inganno”?
Il mio parere non è favorevole, perchè si deve fare un’anestesia per un risultato con una durata veramente troppo breve!
Misure che aumentano in maniera considerevole coinvolgono anche altre persone, come un compagno, fisso oppure occasionale…..
Infatti, è sgradevole ritrovarsi una sorta di Pin Up accanto e poi vedersela sparire, in definitiva la tradizionale mastoplastica additiva è un intervento comunque molto sicuro, rapido (40 minuti-1 ora al massimo), con risultato duraturo e definitivo, ma anche completamente reversibile, se alla donna non piacesse il risultato ottenuto!

http://www.mariodini.it

Prof. MARIO DINI Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – Via Gino Capponi, 26 Firenze, FI 50121
Tel: 055 244950
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 345 4796376

TAG: Prof Mario Dini – Chirurgia Plastica – Chirurgia Estetica

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Marina Corazziari per Lorena Baricalla

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Marina Corazziari per Lorena Baricalla

Una delle cose più intriganti per una donna sono proprio i gioielli, grandi piccoli, preziosi o meno ma è il gioiello che noi donne amiamo portare, mostrare e ricordare….infatti è proprio il gioiello che crea il ricordo, il legame, la data, prendere un gioiello in mano è come stringere un pezzo di luna, diceva Anna Magnani, gemme e materiali che hanno la vita dentro, colori che parlano, raccontano quello che le parole non riescono a dire, gocce di mare, di rugiada, di 14591772_634075516763823_7507590818866585981_nsole, e per fare gioielli ci vuole talento, ci vogliono mani artigiane, mani che sanno lavorare e quelli di Marina Corazziari sono gioielli che possiedono una vita dentro, nati dal mare sono perfetti su Lorena Baricalla, donna sofisticata e decisa, una artista a tutto tondo, una donna che ama i riflessi lunari, valorizzati dalla forza plastica del disegno, su di lei sono petali d’argento e storie bellissime, gioielli che diventano romanzi d’amore, perché un gioiello è amore.
Una storia, quella nata da Lorena Baricalla e Marina Corazziari, nata per caso, ​tra arte, sport, fashion, gioielli, talento e vip, una combinazione vincente anche in fatto di eventi, un viaggio insieme, tra sogno e favola, in cui ogni diamante, perla e pietre preziose raccontano una storia fantastica, con Montecarlo sullo sfondo, teatro di un evento insolito, riunire i miti dello sport per la prima edizione dell’Oscar dello Sport in un connubio con fashion e arte mixato con maestria da Lorena Baricalla, regista e interprete di questa bella storia.
Punti luce per illuminare il viso di Lorena, l’eleganza delle pietre che richiamano le bolle dell’acqua dell’oceano, che si mescolano a linee dal design grafico per un effetto affascinante, una manciata di stelle per una grande Etoile.
www.marinacorazziari.it

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Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti tra passato e presente

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DE MITRI Azzurra I, 2006Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti tra passato e presente

17 dicembre 2016 – 31 marzo 2017

Le nostre sensazioni, le nostre percezioni, la nostra memoria, la nostra vita non possono essere raccontate e rappresentate che rispetto a un luogo. Noi siamo il nostro luogo, i nostri luoghi: tutti i luoghi, reali o immaginari, che abbiamo vissuto, accettato, scartato, combinato, rimosso, inventato. Noi siamo anche il rapporto che abbiamo saputo e voluto stabilire con i luoghi (Vito Teti, Il senso dei luoghi, Roma 2004)

La frase del Teti, frutto di una lunga riflessione che ha attraversato i secoli, se non i DE MITRI Azzurra II, 2006millenni (dallo “spirito del luogo” di classica memoria a quello, aggiornato alla luce del celebre volume di Norberg Schulz, che lo identifica in quei particolari elementi naturali, culturali, antropologici propri di un luogo e non di un altro, che ne costituiscono l’identità più profonda) spiega come meglio non si potrebbe l’assunto di questa originale mostra promossa dalla Città Metropolitana di Bari, che sarà inaugurata il 17 dicembre 2016 presso la Pinacoteca: indagare se il genius loci così come inteso dagli autori più recenti trovi i suoi riflessi nelle opere degli artisti che in quel luogo hanno avuto la loro origine, in un percorso storico e descrittivo, articolato per grandi tematiche, che dal 1900 si spingerà sino ad oggi.

DE MITRI Azzurra III, 2006Dai pittori pugliesi del primo Novecento (Damaso Bianchi, Enrico Castellaneta, Francesco Romano) che hanno inventato un repertorio e un linguaggio pittorico adatto a rappresentare il particolare paesaggio “pugliese”, sin allora escluso, salvo rare eccezioni, dalla storia dell’arte, agli artisti attivi negli anni quaranta/settanta sino ad arrivare, senza soluzione di continuità, agli artisti contemporanei, in cui il rapporto con l’habitat, meno esplicito, non è però meno intenso e coinvolgente, sebbene rappresentato con modalità espressive totalmente differenti.

Il sottile, importante discrimine che ha guidato la scelta dei pezzi da esporre – provenienti in parte dal ricco patrimonio della Pinacoteca Metropolitana di Bari, in parte da altri musei ROMANO Campo di granoitaliani o da collezioni private e d’autore – ha tenuto presenti, per l’equilibrio e la validità comunicativa del percorso intrapreso, non soltanto fattori qualitativi ma anche il rispecchiamento delle tematiche proposte, che sono state individuate in una scelta quanto più possibile chiara e caratterizzante.

La mostra, prevista dal 17 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, sarà documentata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, con saggi della stessa, di Gaetano Cristino, di Lucio Galante, con la riproduzione a colori di tutte le opere esposte, schede delle opere e biografie degli artisti.

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 (IV piano)

70121 Bari Tel. 080/ 5412420-2-4-6

www.pinacotecabari.it

Per informazioni: Tel: 080/5412421 pinacoteca@cittametropolitana.ba.it
Ufficio Stampa: Tel. 080/5412427 pincorradogiaquinto@gmail.com;

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Ghidini1961: i bagliori dell’ottone per accompagnare i gesti del nostro quotidiano

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Ghidini1961: i bagliori dell’ottone per accompagnare i gesti del nostro quotidiano

Dalla collezione Ghidini1961, che reinterpreta in chiave design la sofisticata eleganza di un metallo d’altri tempi quale l’ottone, due oggetti speciali: il portagioie e il portanelli a forma di ciliegia firmato Nika Zupanc, dove il Knotted (il dettaglio del picciolo) trae ispirazione da una celebre scena del serial Twin Peaks, ed il set di piccoli vassoi Axonometry di Elisa Giovannoni.
Forme maliziose ed ammiccanti da un lato; regola e rigore geometrico dall’altro, femminile e maschile.
axonometry 02Due modi per custodire i nostri oggetti del quotidiano, dai più preziosi e personali a quelli da tenere sempre in vista e a portata di mano: forma e materiale nobilitano il concetto di funzionalità.

Axonometry
Lo schema compositivo di questa famiglia di piccoli vassoi è la proiezione in assonometria isometrica di due parallelepipedi che crea un effetto ottico tridimensionale implementato dai bordi
inclinati e dalle finiture a contrasto del metallo. Come in un gioco è possibile ottenere più configurazioni creando disegni sempre diversi.

Descrizione: vassoi singoli o componibili in acciaio, finitura ottone, di varie dimensioni
Dimensioni: 7,5×17,3×2,5 cm – 7,5×17,3×2,5 cm – 15×34,7×2,5 cm – 15×34,7×2,5 cm – 7,5×2,5×8,7 cm
7,5×2,5×8,7 cm – 7,5×7,5×2,5 cm – 15×17,3×2,5 cm – 15×17,3×2,5 cm – 15x15x2,5 cm

image006Knotted Cherry

Insuccesso. Senso di colpa. Paura dell’amore. Un luogo dove nascondere tutto quello che segretamente desideriamo, ma di cui ancora abbiamo troppo timore di parlare. Le cose voluttuose che
il perfetto amante conosce non vanno mai raccontate. Lei sogna e si chiede dove trovare un posto così. Prima lei pensa al Paradiso, poi alla spiaggia, e infine lo trova nella Knotted Cherry!

Descrizione: porta anello e portagioie, finitura ottone
Dimensioni: 5x4x8 cm – 11,5x10x20 cm
Clara Buoncristiani PR&Communication Studio | Milano, Viale Monte Grappa 14 • Brescia, Via Zuccari 14 (Italy) | www.clarabuoncristiani.it

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La Gioconda di Latta e altre 441 scatolette di latta

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Del Tongo - La Gioconda di Latte 03La Gioconda di Latta e altre 441 scatolette di latta
Una mostra curiosa
Da Del Tongo
Dal 1° dicembre al 14 gennaio 2017

442 scatolette di latta saranno esposte dal 1 dicembre al 14 gennaio nello spazio Del Tongo in via Solferino 22. Fanno parte della collezione di Paolo Stefanato, giornalista, che nell’arco di trent’anni le ha raccolte in tutto il mondo. Egli spiega: “Le scatolette alimentari sigillate, a differenza di quelle con il coperchio, sono fabbricate per essere distrutte. Sono un semplice imballaggio che si getta e non si conserva, simboli inconsapevoli della vita quotidiana e dei consumi minuti. Invece, osservandole, si può apprezzare quanto siano belle, curiose, sorprendenti e come rappresentino un mondo d’arte a sé, non lontano dalla Pop art e dal pensiero creativo di Andy Wharol”.

Del Tongo - La Gioconda di Latte 01Provengono da tutto il mondo, hanno protetto e custodito cibi di ogni tipo: sardine, tonno, pomodori, verdure, frutta, pesce e carni. Non portano etichetta, ma sono litografate sul metallo, e questo le rende brillanti. Hanno grafiche inusuali e bizzarre, sono colorate e decorate con le immagini più diverse: fiori, pescatori, fabbriche, barche, figure e volti. Persino il ritratto della Gioconda. Vengono, dicevamo, da tutto il mondo, dall’Europa all’Argentina, dall’Italia alla Corea, passando dall’Africa e dall’Australia. Un racconto per ridare dignità a un oggetto dalla vita breve, che nasce per una vita effimera al servizio del prodotto che contiene.

La loro storia, come ha ricostruito Paolo Stefanato, ha più di 200 anni. “Nel 1810 le scatolette furono brevettate dall’inglese Pierre Durand che seguì le sperimentazioni del francese Nicolas Appert per la conservazione dei cibi in contenitori di vetro: Durand ostituì il vetro con lattine in metallo cilindriche. Il brevetto fu poi acquistato dagli inglesi Bryan Donkin e John Hall e l’industria che si sviluppò ebbe come primo cliente l’esercito inglese. Nel tempo, la leggerezza, la duttilità, la resistenza della latta, la qualità assicurata dai processi di conservazione, lo snellimento dei processi di lavorazione, fecero sì che la scatoletta iniziasse a diffondersi sul mercato fino a diventare, ai nostri giorni, un oggetto Del Tongo - La Gioconda di Latte 02consueto nella vita quotidiana di tutti”. “Le scatole di latta – avverte Stefanato – appartengono a due grandi famiglie. Quelle con il coperchio, quindi riutilizzabili, che hanno sempre alimentato un collezionismo fiorente e molto decorativo. E quelle sigillate, che invece vengono gettate dopo aver protetto il loro contenuto. Più umili, poco considerate, pronte a diventare un semplice rifiuto. Questa collezione vuol essere un po’ il loro riscatto: se nessuno le conservasse, di esse non rimarrebbe traccia”.

Tra tutte quelle esposte nella mostra, due spiccano pin modo particolare. Una fabbricata in Francia di marchio “Le dieux” su cui è disegnato un banchetto in cui Giove, Nettuno, Marte e Mercurio mangiano sardine: l’immagine è accompagnata da un falso verso dell’Iliade. L’altra, fabbricata in Italia, è quella delle “Alici in salsa piccante vera marca Rizzoli, Parma” in cui tre gnomi con barba e cappello tricolore sono sovrastati dal motto latino “Ante Lucrum Nomen”, prima il prestigio del nome e poi il guadagno. Valori solenni che sorprende trovare impressi su una semplice scatoletta di acciughe, fabbricata per essere distrutta.

Fa da cornice alle 442 scatolette il monomarca Del Tongo di Milano, uno spazio vivo di circa 300mq apparentemente allo stato grezzo, dove le cucine trovano rappresentazione per esprime qualità, design, e tecnologia. Da sempre valori dell’azienda. Una visione espositiva aperta, un collage di emozioni racchiuse in immagini reali per ridefinire gli spazi tradizionali in zone funzionali, non sono visioni di abitazioni ma scorci reali di cucine con idee diverse.

Questo da scoprire da Del Tongo dal 1° dicembre al 14 gennaio 2017, in Via Solferino 22 a Milano.
Il lunedì dalle 15.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00
www.gruppodeltongo.com
Per ulteriori informazioni: 347 6907030

 

La storia delle scatolette di latta,fabbricate per essere distrutte

Paolo Stefanato

Le scatolette di latta, oggetti presenti nella vita di tutti noi, hanno una storia lunga più di 200 anni. Il primo a metterle a punto fu un inglese, Pierre Durand, che nel 1810 ottenne dal re Giorgio III d’Inghilterra il brevetto per la conservazione di cibi “in vetro, ceramica, alluminio e altri metalli”. Il brevetto di Durand era basato sui 15 anni di sperimentazioni del francese Nicolas Appert, che sviluppò l’idea di conservare il cibo in bottiglie. Durand prese l’idea di Appert e fece un ulteriore passo avanti, sostituendo le fragili bottiglie di vetro con lattine cilindriche in metallo. Egli intuì le potenzialità della sua scoperta ma preferì monetizzarla subito: e solo un anno dopo, nel 1811, la vendette a due industriali, Bryan Donkin e John Hall, di Bermondsey, presso Londra, che diedero vita a un’industria di conserve e nel 1813 produssero i primi cibi in scatola per l’esercito inglese.

L’idea di Durand aveva dunque paternità francese. Il governo di Parigi, durante le guerre napoleoniche, aveva bandito un premio di 12mila franchi per colui che avesse proposto un metodo efficace ed economico per conservare grandi quantità di cibo, perchè gli approvvigionamenti alimentari erano uno degli aspetti di maggior vulnerabilità degli eserciti: chi avesse escogitato un modo per nutrire le truppe regolarmente e con una qualità standardizzata, avrebbe avuto un’arma in più contro i nemici. Fu un cuoco e pasticcere di sessant’anni che nel 1809 si aggiudicò quel denaro: Nicolas Appert, appunto, nato a Chalon-en-champagne nel 1749, il quale ebbe la sua intuizione constatando che il calore eliminava o rallentava i processi di decomposizione del cibo. E mise a punto il suo metodo di conservazione, secondo il quale era necessario che un contenitore fosse sigillato ermeticamente e poi immerso nell’acqua bollente, per tempi variabili secondo il tipo di alimento (esattamente quello che tuttora si fa con le conserve di casa). Applicò il processo a dei recipienti di vetro e adottò, cinquant’anni prima di Pasteur, il metodo della sterilizzazione dei cibi. Appert pubblicò l’anno successivo un libro che è tuttora il capostipite riconosciuto della scienza della conservazione: “L’art de conserver les substances animales et vegetales”. Ebbe qualche fortuna anche con la sua piccola fabbrica, costruita con i fondi del premio, ma – quasi per una curiosa vendetta della storia: lui che aveva sfamato gli eserciti – questa fu rasa al suolo nel 1814 dall’esercito degli austro-prussiani, invasori della Francia, ed egli poi morì in miseria, a 92 anni.

Pierre Durand, che era nato nel 1766, non fece altro che sostituire i contenitori in vetro con la latta e adattare il metodo Appert alle scatole. La latta (o banda stagnata), un sandwich sottilissimo di acciaio e stagno che esisteva da secoli, presentava molti vantaggi: era un materiale più leggero, più duttile, meno fragile e più economico del vetro. Fondamentali restavano la chiusura ermetica e il passaggio delle scatole, una volta chiuse, ad alta temperatura per eliminare batteri e tossine. Inizialmente il processo di inscatolamento era laborioso perché doveva essere fatto a mano; le prime scatolette erano costose per la gente comune, con il risultato che divennero una sorta di status symbol. Ma progressivamente il successo crebbe, e con esso si allargò il mercato. Il cliente principale nel primo periodo fu la Marina di Sua Maestà e nel 1817 la Donkin&Hall in sei mesi vendette carne in scatola per 3mila sterline. , un’enormità per l’epoca. Nel 1820 l’esploratore Edward Parry, nella sua ricerca di un “passaggio a Nord Ovest” per l’India attraverso l’Artico, portò con sé scatolette di carne e di zuppa di piselli, e lo stesso fece nel 1829 l’ammiraglio John Ross in una spedizione analoga. L’unico, serio problema di quei tempi era l’avvelenamento provocato dal piombo che veniva usato per sigillare le scatole.

L’automazione dei processi di inscatolamento, il superamento dei problemi di salubrità del contenitore e l’aumento della gamma di cibi inscatolati (frutta, verdura, carni, persino ostriche, e poi tonno, sardine, pomodoro, zuppe) provocò un progresso della domanda che cominciò a essere sempre più diffusa grazie anche al contenuto “di servizio” delle scatolette, che permetteva di utilizzare il cibo nel tempo, tenendolo nella dispensa per l’occorrenza, diradando le visite al mercato; oppure di accompagnare viaggi e spedizioni. In Italia fu Francesco Cirio ad aprire la prima fabbrica di piselli in scatola nel 1856, a Torino, cui seguì, nel 1875, il primo impianto campano per la lavorazione industriale dei pomodori. Un fatto curioso: l’apriscatole fu creato trent’anni dopo le scatolette che avrebbe dovuto aprire. Fino a quel momento la gente si arrangiò come meglio poteva, con martelli, scalpelli, baionette, persino battendo la scatola sulla pietra.

Il successo dell’industria delle scatolette di latta e i progressi delle stampa litografica, che dava al metallo un’allegra brillantezza multicolore, diede origine a una variante più aristocratica: la scatola di latta contenente prodotti alimentari meno deperibili (biscotti, caramelle, cioccolato) oppure tabacco, puntine di grammofono, sigari e sigarette. Se per le scatolette ermetiche la confezione aveva un’essenziale funzione di conservazione dei cibi, le scatole non sigillate, cioè con il coperchio, assumevano una ragione più decorativa e voluttuaria, erano spesso oggetti da regalo o da ricorrenza, e rispecchiavano la certezza che, una volta terminata la loro funzione originaria, non sarebbero state gettate: avrebbero anzi continuato a servire le donne di casa o i ragazzi per contenere bottoni, utensili, cartoline e mille altre minutaglie casalinghe. Alcune fabbriche si specializzarono in scatole-giocattolo, regalo “doppio” per bambini fortunati, o in fantasiosi decori a tema o d’occasione (anni Santi, celebrazioni storiche, ecc.).

Da qui si può ben intendere come la grande famiglia delle scatole di latta, alle quali oggi è dedicato un fiorente collezionismo, sia in realtà divisa in due ampie categorie. Quelle “povere”, sigillate, che per svolgere la loro funzione devono essere aperte e distrutte, e quelle “aristocratiche” per le quali il contenuto è quasi un pretesto e che, anzi, appena vuotate acquistano una più orgogliosa vita propria. E’ facilmente intuibile che il collezionismo riguarda quest’ultimo tipo di scatole, che hanno espresso il loro massimo splendore tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, e che spesso furono addirittura firmate dalle griffe della pubblicità dell’epoca, da Dudovich a Cappiello: in Italia esistono almeno una decina di grandi collezioni, a cominciare da quella raffinatissima di Marina Durand de la Penne, visitabile a Gerano (Roma) e dedicata esclusivamente a scatole italiane; e da quella di Marco Gusmeroli, di Arona (Varese), considerato “il guru italiano nel collezionismo di materiale pubblicitario”. Le collezioni minori non si contano.

Le scatole “povere”, quelle di sardine, di tonno, di salse, di pelati, di carne, vengono normalmente gettate dopo l’uso e – tranne rarissime raccolte, presenti soprattutto in Francia – non lasciano traccia. Intendiamoci: nel 2010 il “compleanno” è stato tutto loro, non di quelle di biscotti. Anch’esse – quelle povere – , comunque, possiedono un più ingenuo ma riconoscibile intento decorativo, legato all’elementare marketing di prodotti di poco valore. A differenza delle scatole con il coperchio, che una volta vuotate mantengono intatte le proprie caratteristiche, le scatolette sigillate per essere conservate devono essere svuotate del contenuto; e questo, anche se fatto con accorgimenti esteticamente delicati, implica una violazione della loro integrità. Ovviamente non c’è alternativa.

Prendiamo le scatole di sardine, per esempio, che fanno quasi storia a sé. Vengono prevalentemente da Paesi mediterranei quali Tunisia, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia e sono a lungo “rimaste indietro” rispetto alle confezioni di altri prodotti, perpetuando anche in anni recenti sembianze ottocentesche e caratteristiche da archeologia industriale. Limitandoci alle scatolette litografate (e tralasciando quindi quelle con le etichette di carta, meno brillanti e dai colori più deperibili) va osservata la prevalenza di colori quali il rosso e il giallo (più naturali e più affini ai cibi naturali) e una netta minoranza di scatole stampate in verde, blu o nero. I disegni più frequenti si riferiscono al contenuto, e quindi pesci, pescatori, barche, velieri; ma ci si può imbattere nell’illustrazione della fabbrica, nell’intento forse di stupire il consumatore con le dimensioni e la solennità degli edifici; oppure in figure di fantasia – bambini, ragazze, principesse, ma anche antichi romani o personaggi letterari – per entrare in sintonia con qualche desiderio subliminale delle massaie, e per comunicare qualità e affidabilità.

Due esempi formidabili valgono per tutti. Una scatoletta di sardine sott’olio, fabbricata in Francia, “preparation à l’ancienne, depuis 1903” porta il marchio “Le dieux”, gli dei, illustrato con un banchetto dove tra gli altri si riconoscono Giove, con la corona, Nettuno, con il tridente, Marte, con elmo e lancia, Mercurio, con il caduceo. Davanti a ciascuno, un piatto con tre sardine. Una scritta recita, in francese: “Gli dei si nutrivano di sardine e d’ambrosia, Iliade, canto 25mo”. Una citazione di Omero? Macchè, l’Iliade si compone di 24 canti. Evidentemente quell’imprenditore decise che per conquistare le donne al mercato il metodo più efficace doveva essere un apocrifo del poeta greco. Quale incredibile macchinazione intellettuale!

L’altro esempio è italiano e tutti lo possono tuttora verificare negli scaffali dei supermercati. Si tratta delle “Alici in salsa piccante vera marca Rizzoli, Parma”, la cui scritta su fondo oro è uguale a sé stessa dal 1906, prima della Prima guerra mondiale (alcune scatolette furono trovate anni fa in una trincea); tre gnomi con la barba e i cappelli tricolori reggono un cartiglio blu con scritto: “Mangiar bene”. Piccolo, quasi invisibile, in alto, un motto latino: “Ante lucrum nomen”, prima il prestigio del nome e poi il guadagno. Tre parole che raccontano che cosa fossero un tempo l’onore, la nobiltà d’animo, il senso delle cose, il primato dei valori: con la solennità di un’iscrizione in un Pantheon. Invece è una semplice, dignitosa, modesta scatoletta di acciughe. Fabbricata per essere distrutta.

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L’Artista fiorentina Elisabetta Rogai e Pistoia Capitale della Cultura 2017

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10606284_10205373918774036_272118490554091762_n (2)L’Artista fiorentina Elisabetta Rogai e Pistoia Capitale della Cultura 2017

Emblematica a metà anno 2017 la personale con performance live dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai con la sua tecnica EnoArte, organizzata dalla CNA di Pistoia sotto la Presidenza della D.ssa Elena Calabria; l’artista, famosa in tutto il mondo per aver saputo coniugare l’arte con il vino, eclettica e mutevole nella sua tecnica unica di usare il vino al posto dei colori, raggiunge la bellezza usando il prodotto della terra, proprio come fa l’artista con la trasformazione artistica del pensiero, così allo stesso modo avviene nel processo che porta l’acino a diventare vino.
La personale dell’artista con performance live con il vino del territorio, che sarà annunciata dalla Presidente Elena Calabria all’inaugurazione della mostra Arts&Crafts il prossimo 25 pistoia_2novembre, alla presenza delle maggiori Autorità cittadine e regionali, sarà su una lastra di marmo del maestro artigiano Marco Nardini di Pescia, recentemente nominato Maestro Artigiano, effettuata con un vino del territorio.
La nuova dimensione in cui l’artista si confronta, una specifica propensione della materia a lasciarsi forgiare, pone la Rogai davanti ad una nuova sezione del suo lavoro, il marmo, e lei lo plasma di colore, gli da un anima, crea l’inedito abbinamento marmo e vino, il marmo usato come tela d’artista per dipingere con il vino, abbinamento insolito ma anche logico, quello di unire, con l’arte, due prodotti del territorio che rappresentano in maniera efficace la nostra terra e tutti le caratteristiche della cultura imagescome tradizioni, storia e la proiezione verso il futuro, stagione dopo stagione.

Pistoia Capitale italiana della cultura 2017
Lonely Planet, celebre editore mondiale di guide turistiche, inserisce Pistoia al sesto posto delle dieci città da visitare assolutamente nel 2017. Proprio l’elezione a Capitale della cultura 2017 sta mettendo la città sempre più sotto i riflettori. E adesso arriva una “investitura” anche dalla casa editrice per eccellenza di guide di viaggio.
Pistoia, che oggi è parte integrante dell’area metropolitana di Firenze-Prato–Pistoia, ha tanta storia alle spalle. Sorta ad opera dei Romani probabilmente su insediamento  etrusco,  è situata  nella piana che unisce le tre città toscane.  La sua posizione geografica al crocevia di vie commerciali, fin dall’antichità fu centro mercantile molto attivo. Tanti i mercati e banchieri di Pistoia  che commerciavano con tutto il mondo allora conosciuto.
Le porte di Pistoia si aprirono, Firenze e Lucca avevano vinto una battaglia partita molti anni prima e nata, probabilmente, dalla lite interna della famiglia Cancellieri a Pistoia e le lotte tra i Cerchi e i Donati a Firenze, la scissione tra dei Guelfi fiorentini. E il torto politico di Pistoia fu quello di ergersi a baluardo dei Bianchi. La sua storia poi segue quella della Toscana, con le riforme dei Lorena, l’annessione al Regno d’Italia. La Seconda Guerra Mondiale la vide protagonista con tutta la sua popolazione in atti che l’anno portata ad essere una delle città italiane decorate al valor militare.

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Campari Celebra l’iconico Negroni con le nuove Art Label Limited edition 2016

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Campari Celebra l’iconico Negroni con le nuove Art Label Limited edition 2016

“Non c’è Negroni senza Campari”

Campari, il celebre aperitivo italiano dal colore rosso e dal gusto bitter, presenta le nuove Art Label Limited Edition 2016.
Lanciato nel 2010 per celebrare i 150 anni di Campari, quest’anno il progetto Art Label propone tre nuove etichette in edizione limitata per rendere omaggio all’iconico Negroni, il cocktail aperitivo a cui Campari è intrinsecamente legato.
Il tema di quest’anno, Non c’è Negroni senza Campari, celebra l’orgoglio di Campari nel riconoscersi come ingrediente essenziale della ricetta originale del Negroni – il mitico mix di Campari, gin e vermouth rosso – creato a Firenze nel 1919 dal conte Camillo Negroni.
Contraddistinte da un design semplice ma accattivante, le tre nuove etichette Art Label pongono l’accento su due elementi iconici del marchio Campari – la bottiglia stessa e, naturalmente, il bicchiere, cavalcando la popolarità di uno dei più noti cocktail classici-contemporanei del mondo.
Bott_campari_Singole_1L_gialla_HRL’accesa gamma di colori delle Art Label 2016 – che spazia dal giallo all’azzurro fino all’argento – crea un contrasto deciso e affascinante con l’inconfondibile rosso Campari: un tocco di stile che tutti gli amanti dell’aperitivo italiano per eccellenza vorranno aggiungere al proprio bar.
Inoltre, per la prima volta in assoluto, le bottiglie presentano un QR code che offre ai fan del cocktail una nuova ed unica esperienza: l’accesso a una guida step-by-step che svela i trucchi del mestiere per creare il perfetto Negroni non solo sul bancone di un bar ma anche nel salotto di casa propria.
Le bottiglie Art Label 2016 limited edition saranno disponibili in tutti i punti vendita nei formati 70 cl e 1 l a partire da novembre 2016. La magnum nel formato 3 l sarà disponibile in esclusiva sul sito di e commerce www.barcampari.it.

Campari
Campari è un classico contemporaneo e carismatico. La ricetta, rimasta invariata, nasce a Novara nel 1860 ed è la base di alcuni dei cocktail più famosi in tutto il mondo. Campari è un aperitivo alcolico ottenuto dall’infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in alcool e acqua. Con il suo colore rosso acceso, l’intenso aroma e il sapore unico, Campari è sempre stato il simbolo di fascino e piacere, che apre le porte a un’esperienza affascinante. Sono questi i valori che hanno reso il marchio Campari famoso in tutto il mondo come icona di stile ed eccellenza italiana.

Gruppo Campari
Davide Campari-Milano S.p.A., con le sue controllate (‘Gruppo Campari’), è uno dei maggiori player a livello globale nel settore del beverage. E’ presente in oltre 190 paesi del mondo con posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe. Il Gruppo, fondato nel 1860, è il sesto per importanza nell’industria degli spirit di marca. Il portafoglio conta oltre 50 marchi e si estende dal core business degli spirit a wine e soft drink. I marchi riconosciuti a livello internazionale includono Aperol, Appleton Estate, Campari, Cinzano, SKYY, Grand Marnier e Wild Turkey. Con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni, Campari conta 16 impianti produttivi e 3 aziende vinicole in tutto il mondo, e una rete distributiva propria in 19 paesi. Il Gruppo impiega circa 4.000 persone. Le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI – Bloomberg CPR IM) sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana dal 2001. Per maggiori informazioni: http://www.camparigroup.com/it . Bevete responsabilmente
www.campari.it

https://www.facebook.com/CampariItalia

 

Contatti:

Gruppo Campari
Paola Paletti Tel. +39 02 62251
Paola.Paletti@campari.com
Havas PR Milan – Marianna Lovagnini – Tel. +39 05 85457040
marianna.lovagnini@havaspr.com

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Mercatino dell’Antiquariato Musicale Il Trovatore a Busseto(PR)

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Mercatino dell’Antiquariato Musicale Il Trovatore a Busseto(PR)

Da gennaio a dicembre 2016

Ogni seconda domenica del mese

Mercatino dell’antiquariato con un’ampia sezione dedicata alla musica. Mercatino che non può che chiamarsi Il Trovatore, in omaggio alla grande opera del compositore emiliano, Giuseppe Verdi

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