Chi mi ama mi segua

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Il jeans dagli anni ’70 ad oggi

Fu il primo piano del lato B della top model Donna Jordan, stretto in un paio di striminziti jeans, in una celebre foto di Oliviero Toscani a firmare la campagna pubblicitaria della Jesus Jeans, un colpo di genio della campagna pubblicitaria di Pirella Goettsche, una foto di una campagna pubblicitaria che diventò uno degli eventi più importanti della storia italiana della pubblicità.
L’accostamento alla Bibbia, una dei primi lavori dell’irriverente Toscani, commentato persino da Pasolini sul Corriere della Sera dicendo “tra l’«Jesus» del Vaticano e l’«Jesus» jeans (3)dei blue-jeans, c’è stata una lotta, il Gesù del Vaticano ha perso” e dall’Osservatore Romano, fu modificato per ragioni di comunicazione, in realtà la citazione è “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (dal Vangelo secondo Matteo). Linguaggio, blasfemia, connotazioni psicologiche, inquadrature, comunicazione dell’azienda, una girandola mediatica da cui nacque un polverone che portò al successo l’azienda.
Oggi, a distanza di quarant’anni, Oliviero Toscani torna, polemicamente, sul Lato B della modella di tanti anni fa, infatti, casualmente, ha scoperto, ad una Fiera di Idea Sposa al Lingotto, che una signora qualunque, pur bella, si è arrogata il merito delle strepitose natiche nel denim su cui campeggiava lo slogan «chi mi ama mi segua», praticamente una questione di appropriazione indebita di Lato B. E’ arrabbiato e minaccia denuncia il fotografo ma la buona fede della signora, allora Miss Savona, che spiega l’equivoco, 18280880_120332000531867225_899203401_n (1)abbassa i toni, la cosa, serissima, rientra e Toscani si placa ritornando unico creativo di un sedere perfetto che all’epoca suscitò grandi fantasie, malgrado i diritti d’autore che negli anni ’70 non esistevano.
Oggi, anno 2017, il Lato B della bella Donna Jordan non susciterebbe più scandali, infatti quasi tutte le maison d’alta moda hanno adottato il jeans, facendolo diventare persino un capo di alta moda, nelle sue infinite declinazioni, dallo short alla salopette, passando completi giacca-pantalone, jumpsuit, bluse, maxi gonne, crop top e pantaloni over. Vera tendenza della prossima stagione, dalle passerelle abbiamo individuato la tendenza di un giovane brand – Denim Couture – riassunta in uno shooting girato in Sardegna, la Regione dove è nato il marchio Eles Italia.
Eles Italia interpreta il denim, capo intramontabile, cambiando stile, facendolo diviene couture, infatti lo impreziosisce con raffinati ricami fatti a mano, facendolo diventare ideale sia per il giorno che per la sera.
Gli outfits, sofisticati e chic, perfetti per la stagione estiva, in un ensemble di eleganza, sobrietà e creatività per uno stile unico e fashion. Le creatrici del Brand, le sorelle Silvia e Stefania Loriga, interpretano la vera anima del denim couture decorando i capi con applicazioni e dettagli importanti, creando total look originali, inaspettati e decisamente trendy. La salopette con taschino ricamato è proposta con un top, le felpe hanno lo scollo decorato da cristalli e pietre dure o lo scintillante logo ELES. Casual ma con un guizzo creativo squisitamente contemporaneo, la donna di Eles Italia esprime il suo desiderio di libertà, una It-Girl che ama affascinare, sbalordire, sedurre, incantare…evitando gli eccessi e confermando il suo stile street-chic.

Info:
Press Office: LA REVE PR & ADV email: infolareve@libero.it

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La Toscana di Elena Conti

dubai (1)La Toscana di Elena Conti
2 opere della giornalista/artista in mostra a Dubai
“Italian Vanity Art Exhibition”
4-7 maggio 2017
Gallery of Light- Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates

Elena Conti, di professione giornalista, con una grande passione, l’arte e la pittura, che vive con il cuore, passando dal ticchettio del suo pc alla tela, dal pensiero ragionato all’emozione che le da il pennello che scorre rapido sul canvas, una tela che si riempie di sogni, di ricordi e di emozioni, i suoi occhi pieni di mare con la mente e il cuore verso il suo elemento, il mare, che sogna, lei lo guarda sorpresa, come per la prima volta, scruta l’orizzonte, ci si perde, in sogni e nostalgie fanciullesche, e vive la bassacanzone lenta e inesorabile del suo mare, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
E l’artista Elena Conti vive la sua passione giocandoci, fissandola sulla tela e spingendo chi osserva a sognare con lei, forse a fuggire verso voglia d’evasione, isole incontaminate, tramonti e fughe d’amore, lontano, fino a Dubai…..dove fa scoprire la sua Toscana, con due sue opere selezionate in mostra a Dubai nella prestigiosa “Italian Vanity Art Exhibition” edizione del 2017 dal 4 al 7 maggio, nell’Emirato di Dubai.
E’ una Toscana piena di luce e di colore fissata sulla tela, quella vista con gli occhi ell’eclettica giornalista/artista Elena Conti, una narrazione che nasce dai suoi ricordi della terra toscana, piena di rose, iris, pampini d’uva e pergolati, il gracidare delle cicale, dal mare incontaminato della sua Maremma, e magicamente l’artista porta il visitatore per mano in un viaggio nella sua terra, alla scoperta di spettacolari panorami, terre verdeggianti fatte di silenzio, per scoprire una regione unica, il suo verde, le colline 17265021_10210701646931755_3283938461857619031_n (1)delineate dai cipressi, il cielo azzurro, il succedersi regolare dei filari di vite, i profumi della macchia e della terra umida, il suo mare, il Tirreno mai uguale con il suo profumo di salmastro: Summer in Tuscany – con immagine della campagna maremmana in piena estate dopo il raccolto del grano – e Turquoise Landscape – dove dominano i colori delle sfumature del mare.
La mostra di arti visive “Italian Vanity Art Exhibition” presso la Gallery of Light del Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates, dal 4 al 10 maggio.

Elena Conti
giornalista free lance – cell 338 7437102

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Presenta L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”

18268670_811859062310169_3352344849416885550_n (2)Presenta L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”
“Il valore del made in Italy” valore della tradizione e potere dell’ internazionalizzazione
Roma, Domenica 7, maggio 2017
dalle ore 15:00 alle 21:00

Palazzo Ferrajoli

“Le Salon de la Mode” presenta “Ladies and Gentlemen” nel prestigioso “Palazzo Ferrajoli” domenica 7 Maggio 2017 a Roma in piazza Colonna 355.
Torna l’appuntamento più esclusivo della capitale con moda, arte, musica e cinema; un viaggio nel mondo della tradizione e dello stile: quello unico e inconfondibile del nostro “made in Italy”.

Questa edizione di primavera avrà l’onore di ospitare uno dei più importanti esponenti del fashion system internazionale Mounir Laamari insieme ad una delegazione degli Emirati Arabi e del team di “The Castle”, organizzazione volta a creare Business nel Medio 549895_137219113107504_545074722_n (1)Oriente. Una realtà che oggi rappresenta una grande opportunità di crescita economica per il nostro Paese con la quale la brillante fashion manager Gabriella Chiarappa de Le Salon de la Mode ha stretto un accordo dichiarando:
“è un momento molto importante per le Salon de la Mode ed una grande opportunità per i nostri brand interessati al Business in Medio Oriente”. Un appuntamento unico che evidenzia il valore del made in Italy e il potere dell’internazionalizzazione.
Le meravigliose stanze di palazzo Ferrajoli si apriranno alle ore 15:00 con il Seminario “Il vero business in Medio Oriente” dove verrà presentato il progetto e il team “The Castle” e si parlerà di evoluzione del business della moda, dei mercati in sviluppo, di qualità del made in Italy, di opportunità per molti brand. Ospite d’onore e Partner dell’evento la Maison Sarli New Land con Carlo Alberto Terranova uno dei designer più rappresentativi della moda del nostro paese.
Alle ore 18:30 una performance di apertura con il magico mondo dell’istant fashion con galimbertissimaAntonio Extempore, segue la presentazione dei brand espositori accuratamente selezionati e rappresentanti dell’eccellenza e dell’artigianalità italiana – Katia Tasselli, Carrara Home Design (oggetti d’arredo di lusso), l’eleganza intramontabile di Aisha e il suo sguardo al futuro, Reciti Luxury bags, mini capsule collection “Tresor”, Bags Clybo,con le sue originali borse ispirate alle coste e al mare Mediterraneo, Angelo Caroli perfume ” emozioni per l’anima” , Galimbertissima sensualità e tradizione, Bruttaspose couture .
Re Legno papillon design di qualità. Anche in questa edizione non potevano mancare i premiati per le diverse sezioni: cinema, musica, giornalismo e moda. Una giuria tecnica con presidente Roberta Ammendola, Pino Ammendola (attore regista), Carlo Alberto Terranova, Marco Eugenio Di Giandomenico (critico della moda sostenibile). Tra gli ospiti arte_katia_tasselli_0Fabio Perversi dei Matia Bazar e Gino De Stefani compositore di grande successo per Laura Pausini e tanti celebri artisti, Pino Insegno (attore, doppiatore, regista e conduttore televisivo), Bruno Bilotta, Maria Rosaria Omaggio, Maria Letizia Gorga, Antonella Salvucci, Nadia Bengala, Metis Di Meo, Adriana Pannitteri (telegiornalista italiana Rai Uno), Bruno Bilotta, Cinzia Pennesi (direttore d’orchestra). E per finire l’eccellenza musicale di Italia Vogna con le note da sogno in chiave brasilian jazz accompagnate da un elegante cocktail.

Le Salon de la Mode® di Gabriella Chiarappa
telefono 3775059974
e-mail lesalondelamode@gmail.com
Ufficio stampa & Pr. Cristina Attinà
telefono 3926133227
e-mail cristiattina@hotmail.com

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Girolamo Ciulla

ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Ariete con Civetta_ tecn. mista su carta, 100x150 cm ,Girolamo Ciulla
L’artista e altri animali

di Beppe Sebaste

Mi è venuta voglia di scrivere una poesia usando solo i titoli delle opere di Girolamo Ciulla (tutte, non solo di questa mostra) e nessun’altra parola. Una successione e ripetizione di barca, arca, tempio, sposa, spiga, lepre, coccodrillo, scimmia, civetta, asino, capra, gufo…, ma anche angelo, ariete, Demetra, Cerere, stele, San Giorgio, annunciazione, realizzazione, costruzione (di templi, N.d.R.), e di nuovo spighe, coccodrillo, lepre, angelo, Cerere, grano etc. Molte sue opere, soprattutto tempere, sono “senza titolo”, ma se ne avessero uno basato su ciò che raffigurano ricorrerebbero ancora molte di queste parole. Questa poesia le concatenerebbe tra loro in una “accumulazione” (è il termine tecnico-retorico) grazie a una parolina bellissima che è forse la più frequente nei titoli di Ciulla: la congiunzione con (latino cum), la più relazionale e accogliente delle parole, fondamento di ogni comunità: Demetra con ariete, Ariete con spiga, Sposa con civetta, e così via. Naturalmente, le combinerei tra loro in tutti i modi possibili.
Sarebbe una poesia ritmica e ricca di assonanze interne, anafore, rimandi, ritorni, specularità, con un climax o anticlimax non solo estetico e musicale, ma pieno di rivelazioni, un fraseggio jazz fatto di continue variazioni tra il nuovo e il sempre-uguale. Poi ho pensato: ma non è esattamente questo che Girolamo fa da sempre? Non funziona così la stessa storia dell’arte, per esempio quella generosamente riassunta dalle opere di Ciulla?

Ecco, dovrei e potrei fermarmi qui, perché tutto il resto non sarà che un’inutile chiosa a ALTA Girolamo Ciulla, 2017, _Asino con tempio_ tecn. mista su carta, 100x150 cm,quella poesia, che peraltro ancora non esiste. Vi invito allora a vedere e rivedere come ho fatto io le opere di Ciulla, fino alle sue ultime sculture, i bassorilievi, gli “stiacciati” – cioè i segni e i disegni eseguiti direttamente sulla pietra, o sull’amato travertino – , i disegni su carta, fino ai carboncini di questa mostra. Io l’ho fatto, ritrovando il suo dialogo ininterrotto con le sorgenti della nostra cultura non solo visiva, quella dimensione narrativa, cioè mitica, in cui natura e cultura beatamente si confondono. La dea Cerere e il grano, la fertilità e il rinascere, l’umanità e le stagioni, la terra e il sacro, gli animali e i templi, la natura e la sua rappresentazione, che diviene anch’essa natura, e così via. Sculture e disegni, senza che vi sia una gerarchia tra i generi, sono in Ciulla variazioni di una gioiosa celebrazione delle radici del suo e del nostro immaginario.
Ma Ciulla non è solo un grande artista mitografo. Non si limita a tramandare miti, ma li inventa e li ricrea. Sa che, per usare la bella formula di Gustav Mahler, “tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”. Sarebbe sbagliato ricondurlo nell’alveo nostalgico di un sempre possibile classicismo. Ciulla è piuttosto un artista e scultore barocco (parola che da secoli designa l’irrequietudine dell’avanguardia e della sperimentazione) e anche questo per fedeltà alla propria origine.
Pensate che meraviglia: nato a Caltanissetta, Cielo di cognome – “Ciulla” ne è una variante –, figlio di un padre giostraio, e residente da decenni a Pietrasanta, dove ho avuto anch’io una lunga familiarità quotidiana con la sua ironica figura impolverata di marmo. Il barocco di Ciulla non solo irradia meraviglia e si nutre di stupore, ma spinge sempre più avanti i confini della sua ricerca. Barocco è la maniera sempre nuova di introdurre inquietudini e variazioni non solo formali là dove ci si aspetta una rassicurante conferma. Il suo sovvertimento dei canoni non è che una forma più alta di fedeltà alla tradizione. E forse più profonda, perché Ciulla, oltre che al barocco, alla classicità “greca”, araba e normanna, mi è sempre parso misteriosamente collegato a una tradizione più remota e archeologica, quella che nell’ambito delle lingue è chiamata, a torto o a ragione, “indoeuropeo”, dove le parole “madre” e “materia”, come in sanscrito, risultano sorprendentemente essere sinonimi.
(E a questo proposito: sarà perché sono tornato da poco da un lungo soggiorno in India alle sorgenti di Madre Ganga, sopra e dentro l’Himalaya, ma mi sono posto la domanda buffa e fascinosa di come sarebbero le opere di Ciulla se lui fosse nato in India; quali variazioni iconiche nell’ambito dell’arte e del sacro avrebbe operato, quanta “nuova” bellezza avrebbe offerto al mondo rappresentando templi, animali, rinascite, divinità e trasmutazioni, cioè avatara. O la stessa Ganga, che più che un fiume è una divinità, e si manifesta seduta su un coccodrillo. La sua amata Cerere, in greco Demetra, sarebbe forse tornata alla matrice più arcaica di Lakshmi, Divinità dell’abbondanza e della grazia, dell’elargizione generosa e naturale?)

Ciulla, dicevo, ci sorprende sempre, pur essendo ogni volta riconoscibile. Lo fa ora con questi bellissimi disegni su carta, disegni animati e animali. Ora non posso ignorare che mai come in questi anni si dedicano opere e libri al tema degli animali, e intanto la tastiera del mio computer insiste a mutare la parola “animali” in “anomali”. Inconscio della tastiera: gli animali sono anomali e ci turbano perché sono l’alterità per eccellenza, ma nello stesso tempo la loro inermità li rende paradossalmente più umani dell’uomo. È la questione filosofica della “vita nuda”, che sfuma la frontiera artificiale che separa nel vivente “l’umano” e “l’animale”.
Forse anche per questo i disegni animali di Ciulla sono tutti autoritratti, anche se il loro modo di riflettere è anch’esso anomalo: come se fossero non davanti, ma dietro uno specchio, nel senso che il loro mondo è quello dietro lo specchio; così che, riflettendoci in essi, vediamo un altro da noi, o la nostra nudità. Un altro modo, forse, di definire il mondo parallelo del mito. Gli animali ci riguardano, sì, ma non ci guardano. Come insegnava Rilke nella sua sublime Ottava Elegia, loro, a differenza degli umani, sanno guardare in faccia l’infinito: “La creatura, qualsiano gli occhi suoi, vede / l’Aperto. / […] / Quello che c’è di fuori, lo sappiamo soltanto / dal viso animale…”
Gli animali disegnati da Ciulla sono infatti anche animali che sognano, che contemplano, cioè costruiscono templi. Non hanno problemi a farsi vedere in questa loro altolocata funzione. Ogni animale è correlato a un simbolo o un archetipo (il cum, il “con”) quasi un compito fisico o metafisico da assolvere: un ariete che contempla un gufo che cova un tempio sormontato da una spiga, un asino che scruta e annusa un tempio e le sue proiezioni geometriche, una gallina che custodisce una covata di templi, e ancora civette con foglie, lepri con spighe, e così via, in uno spazio bianco e umile in cui aleggia un non so che di divino.
Non voglio concettualizzare, non apro neppure il dizionario dei simboli. Non voglio sapere. Anche l’uomo disegnato è un animale, la razza è quella degli artisti, che confondono volentieri il fare col sognare. Ma preferisco dirlo con queste parole illuminanti di Walter Benjamin che ricordo a memoria: “Il fare è un mezzo per sognare.Il sognare è un mezzo per rimanere desti”.

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Il Backstage …questo sconosciuto

Anna Tatangelo

Anna Tatangelo

Il Backstage …questo sconosciuto
Il mondo di Gino De Stefano
“Non v’è in natura nulla di più variabile dell’acconciatura di una signora”
Cit. Joseph Addison

Ambra

Ambra

Il mondo fatato di Gino De Stefano, sfilate, belle donne, abiti suntuosi, effetti luce speciali, le sfilate sono uno spettacolo, mostrano le ultime tendenze moda, l’ultima top scoperta, accessori personalizzati, moda, bella, brutta, divertente, gioiosa…ma nessuno si pone il problema di quanto lavoro e sacrificio ci sia dietro questo mondo – apparentemente effimero – che brucia nel giro di pochissimo tempo il lavoro di sei mesi.
Un incontro con Gino De Stefano, a buon titolo conosciuto come “Il Parrucchiere delle Dive”, l’uomo che trasforma una donna in un essere unico, per un attimo, per osservare chi è dietro quello che si vede, che appare, dove ci sono tante storie, di lavoro e creatività, le tante creatività e talenti che ruotano intorno alla moda, ai servizi fotografici, agli studi televisivi, al Festival di Sanremo, tanti sogni e sacrifici, artigiani, mani sicure e pratiche, scuole frequentate, corsi, apprendistato, e sguardi rubati come carte assorbenti per carpire e capire le tecniche.
Il mondo dietro le sfilate, dietro gli eventi, un esercito di giovani, con tanta passione dentro, truccatori, fotografi, parrucchieri, visagisti, le sarte, le vestiariste, giornate senza pensare e senza respiro per non disturbare, per non distrarre, e si va avanti, il frenetico ticchettio della macchina fotografica, i pennelli del trucco, i comandi secchi, la gestualità, volti, mani, facce….il fotografo sembra quasi che voglia raccontare una emozione, la sua, attraverso la descrizione minuziosa e realistica, arrivare a possibili risultati di questa visione portando a una sottolineatura di gusto romantica delle atmosfere oppure, sul versante opposto, a una ricerca rigorosa del senso estetico che solo il fotografo sa cogliere. Ma la moda è bella, le donne sono belle, sono molto più belle di quanto appaiono, come sanno i poeti che le hanno cantate, i pittori che le hanno descritte, gli uomini che le hanno amate e immaginate e, talvolta, noi che le hanno vissute.
Tutto questo non è sfuggito a Gino De Stefano, un talento innato, parrucchiere e mago del make up, un creativo dello Style, artista, anche lui sempre dietro, nel backstage, coadiuvato dal suo staff, capace di usare la duttilità delle sue mani per costruire, su una tela bianca di un volto, un mondo diverso, ricco di fascino e di fantasia con evidenti e dichiarati richiami allo spirito che ogni donna vorrebbe essere, con un senso di leggerezza nel modo con cui si pone, lui sta di fronte alla modella in attesa, la osserva, in attesa dell’ispirazione ed è grazie a tale leggerezza che costruisce strutture articolate e complesse come pensieri, composizioni ardite come sogni, il volto che lei ha sempre sognato.
Attraverso queste visioni osserviamo un evento e quello che questi “creativi” ci spingono a vedere in una girandola di colori
……. Signori e Signore si sta per vivere la magia della Moda…….
E Gino De Stefano, il “Parrucchiere delle Dive”, sul lavoro, si muove, agile e rapido, la sua sembra una danza, e chi assiste all’evento è condotto per mano ad osservare, come un inatteso coup de théâtre l’inizio della sfilata, dove Gino è il direttore di orchestra che dirige, in mano il pettine, come la bacchetta di direttore d’orchestra nelle sue mani sicure, ecco gli abiti di sogno dai colori intensi, tagli audaci, applicazioni preziose, indossati da creature bellissime, valchirie dalle chiome mosse dal vento, come novelle amazzoni, per cogliere la scenografia naturale di una città, Firenze, la sua città, ma anche Sanremo dove Gino detta legge sullo style in tempo di Festival.
Location di eventi, scintillio di glamour, la gente guarda e assiste, ma è il backstage che lavora frenetico, la passerella e il palcoscenico che si offrono a chi li guarda, non solo nei periodi di Pitti o altri eventi, ma sempre, eternamente……. e con questa indagine fotografica, quasi narcisistica, di tutto un mondo di “operai della comunicazione” che, silenziosamente e con molta modestia creano opere d’arte, siamo consapevoli allontanandosi da dove ci sono i segni della storia del fashion che è stata ma anche le anticipazioni di quella che sarà.
Gino De Stefano Medaglia di Bronzo campionati europei di taglio Francoforte 2007. Medaglia d’oro campionati internazionale Salerno 2009. Medaglia di Bronzo al campionato mondiale a Pestum. Quarto posto a Parigi. Dal 2009 inserito sulla Top hair stylist guida Michelin per i migliori parrucchieri D’Italia. Brevetto di una parrucca nome HAIR DOUBLE FACE creata per il campionato mondiale Milano 2012. Parrucchiere Style e Make Up per il Festival di Sanremo. Nominato Presidente Style in Associazione FenImprese Firenze per la Regione Toscana.
Gino De Stefano Via Ponte Alle Mosse 178 Rosso, 50144 Firenze
Tel. 055 328 9970 Presidente Style per FenImprese Firenze
Testo: Cristina Vannuzzi

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Open your art

Open your art

Open your art

Open your art paesaggio-marino-

Open your art

Open your art pescatori

Open your art

Open your art
Open your Art invita a immergersi nel linguaggio suggestivo della pittura cruda e accesa del maestro Lorenzo Chinnici e nella natura eterea e femminile dell’artista francese Cristine Bleny.
L’universo intenso e autentico carico dell’immaginario isolano di uno dei più significativi artisti siciliani, contrapposto alla fragile e misteriosa natura femminile della pittrice Bleny. Due interpreti diversi per stili tecniche ed emozionalità, eppure uniti da sottile filo conduttore: la sofferenza. Cruda e indignata l’emozione che traspare dalle opere di Chinnici, sommersa e delicata la sofferenza celata nella pittura dell’artista francese. Alla mostra sarà presentato il dipinto Evasione, opera del maestro Chinnici, che è stato teatro dell’incontro con Cristine Bleny durante la mostra The Sinergy of Sons – Londra 2005 –
Nel dipinto è presente una macchia di vino che l’artista francese, contestando la pittura dell’artista siciliano, versò con indignazione dopo un accesa discussione tra i due. I due artisti si ritrovarono due anni più tardi all’inaugurazione della mostra Fuoco nell’acqua e dal conflitto iniziale, causato dal differente linguaggio artistico e dal forte temperamento di entrambi, nacque un dialogo che è oggi un’intensa amicizia e forte desiderio di confronto. Per suggellare l’intesa i due artisti hanno apposto le loro firme sul dipinto.
Giovanni Carfì Urso, curatore della mostra, ha ideato questo titolo proprio elaborando l’impatto che esprimono due elementi potenti, il fuoco e l’acqua, quando trovano un equilibrio e un dialogo suggestivo nel confronto.
Con Open your Art si apre a Milano una nuova stagione del progetto Fuoco nell’acqua, che ha preso vita sulle rive del Lago di Como nell’estate 2016: un ciclo di mostre che toccherà nel corso dell’anno le città di Positano, Venezia e Taormina. Le opere del maestro Chinnici saranno inoltre presenti alle prestigiose mostre internazionali in programma a New York e Monte Carlo. Open your Art è anche occasione per un confronto tra arte e design, in uno showroom vestito di un elemento d’arredo, la porta, che è archetipo dell’architettura e da sempre oggetto di design raffinato ed esclusivo.
La serata inaugurale verrà presentata dal Critico d’arte Antonio Lombardo, che introdurrà gli artisti e guiderà lo spettatore alla conoscenza delle opere esposte. Nel corso della serata verrà presentata la monografia dell’artista Lorenzo Chinnici a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lasciatevi condurre dalla vostra immaginazione……Lorenzo Chinnici, artista, ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra Chinnici lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori prepotenti e spudorati, un una vita intera la sua cadenzata dall’arte, dai suoi primi approcci fatti di tecnica e pennello con gli insegnamenti di Renato Guttuso e poi avendo per maestro Salvatore La Rosa, la frequentazione della Bottega d’Arte di Salvatore Fiume, l’importanza delle conoscenze con altri grandi artisti come Mario Rossello, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Ugo Nespolo, una vita passata a “raccontare” la sua terra, rubandone i colori, dipingendo con le mani ma soprattutto con il cuore, dal rosso appassionato del fuoco dell’Etna all’azzurro del mare, al bianco della sua neve, alla natura, i cactus, i fiori, il verde.
Artista contemporaneo di fama internazionale, le sue opere sono state ospitate nelle gallerie di tutto il mondo. Costanti della sua espressione artistica sono l’essenzialità, la memoria, nonché la testimonianza di un mondo che affonda fra le cose: una terra promessa carica di concretezze. Continua a vivere e a lavorare in Sicilia. Da tempo è testimonial per le Maculopatie

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buzzoole code

FenImprese Firenze adotta la piattaforma digitale FenPlace

Top Model anni '90

Top Model anni ’90

FenImprese Firenze adotta la piattaforma digitale FenPlace

Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo.
(Henry Ford)

FenPlace, piattaforma digitale di comunicazione diretta tra imprese, rappresenta un modo nuovo per creare reali opportunità di crescita territoriale per le aziende associate al circuito FenImprese.
Grazie a questa piattaforma di e-commerce, a cui gli associati FenImprese possono richiedere gratuitamente l’iscrizione, le aziende hanno l’opportunità di creare rapporti prosciutto di parma (1)commerciali di collaborazione diretta, creando delle vere e proprie 13335749_476782459184501_3166765191064142078_nsinergie nazionali che, a lungo andare, possono generare una rete di rapporti su larga scala.
Si tratta di una novità assoluta, nel campo associativo datoriale, in quanto, per la prima volta, non si discute di convenzioni cartacee visualizzabili da un sito internet, bensì, attraverso FenPlace, la singola azienda del circuito FenImprese avrà la possibilità di proporre agli associati di tutta Italia una interessante scontistica sui propri prodotti/servizi, infatti la tessera attiva FenImprese permetterà alla pastastessa azienda associata di beneficiare degli sconti proposti dagli altri associati, creando delle nuove relazioni imprenditoriali a costo praticamente nullo.
Infatti le aziende associate, fornendo a tutti i tesserati uno sconto sul proprio listino ufficiale, avranno la possibilità di ampliare il proprio raggio di vendita, aumentando le relazioni di fornitura e accedendo al network a prezzi realmente vantaggiosi, creando un vantaggio competitivo sia per costi aziendali, che per prezzi di vendita del prodotto finale.
Brand BalossaSi aprono così per gli associati forme commerciali più veloci, una sorta di strategia di le trecciaiole della pagliamarketing proprio per facilitare i propri settori di impresa, che ha come obiettivo quello di dare risalto ed aumentare le visite, gli accessi, le utenze e quindi le conversioni ad uno specifico sito web per la vendita di prodotti o servizi specifici, permettendo così di aumentare il numero di clienti e fidelizzare i clienti già acquisiti. Verranno ottimizzati così, attraverso la piattaforma FenPlace, i settori del fashion per diventare una fashioncommunity, settore del turismo, settore del food che si trasformerà in una foodcommunity, dell’artigianato nelle sue variabili per diventare una artisancommunity, la piattaforma FenPlace diventerà per gli associati una sorta di social network nel processo di vendita, strumento operativo di un sistema dinamico e giovane Vetreria Muranocome è FenImprese, Associazione fatta da giovani, indispensabile in un mondo diventato sempre più veloce e competitivo.
Un network importante, attivato dal marketing diretto, promosso dai tecnici del comparto duccio venturi bottierITC FenImprese, che avranno il compito di promuovere l’associato anche attraverso l’applicazione dedicata agli smartphone: il singolo associato FenImprese potrà effettuare in tempo reale transazioni commerciali su tutto il territorio nazionale.
L’iscrizione è estremamente semplice: l’associato potrà richiedere il modulo di adesione gratuito presso l’ufficio zonale più vicino di FenImprese, fornendo una breve descrizione della propria attività e sarà l’Associazione stessa, grazie al proprio Team tecnico, che curerà l’inserimento dell’azienda nel mercato digitale, dando così la maggiore visibilità possibile agli associati potenziali fruitori di prodotti offerti dal mercato.

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Elles Italia di Silvia e Stefania Loriga l’ispirazione del mare evening collecction s/s 2017

Elles Italia

Elles Italia

Elles Italia di Silvia e Stefania Loriga l’ispirazione del mare evening collecction s/s 2017

Ogni stilista ruba ispirazione e concetti da quello che lo circonda, storie e fantasie vissute da ragazzi, insegnamenti e scuole, viaggi intorno al mondo, esperienze, e tutto ritorna come flash, emozioni trasportate sulla carta, per far nascere un capolavoro, lo stilista che usa la sua intuizione creativa per firmare una linea capace di interpretare le sensazioni più vive, linee che arrivano da mondi incantati, che accolgono tutta una gamma di colori ma soprattutto  sensazioni e ispirazioni che, indossate, interpretano il complesso alfabeto della contemporaneità.
E per i giovani stilisti che nascono e vivono sul mare – quello della Sardegna – e vanno per il mondo con le loro professionalità, va evidenziato come il brand si distingua per il suo design contemporaneo, caratterizzato da forme lineari e pure, come il mare, interpretando Elles Italia e rivelando dei precisi contenuti ideali, riferiti al sentire del presente intriso di futuro, dove il tessuto è percepito come scusa per diventare oggetto, luce, per esprimere sentimenti, emozioni, carattere.
Il mare che diventa testimonial, un dettaglio iconico sempre presente nella collezione di due ragazze nate e cresciute sul mare della Sardegna, Silvia e Stefania Loriga, che hanno creato il brand Eles Italia, dai dettagli fortemente strutturali, che lasciano indovinare un mondo fatto di colore e di accenti della natura, dove insieme vivono la passione e il sogno di creare la loro linea moda guardando il mare, da dove traggono l’ispirazione, trovando colori e forme nella profondità del blu, negli stridi rauchi di gabbiani, nei colori spudorati dell’estate e il nero tenebroso dell’inverno sotto il  cielo livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Le sorelle Loriga hanno voluto esaltare la Evening Collection primavera estate 2017 del loro brand con uno shooting eseguito direttamente sul loro mare, sulle rocce e sulla spiaggia dove il lentischio e il mirto arrivano all’acqua, dove le rocce sono dolci e levigate dal tempo, e gli olivi sono nani d’argento,  il loro mondo, da dove provengono, mantiene gli elementi che hanno caratterizzato  il progetto del brand. Infatti, prima ancora di scuola e corsi, è il territorio a dare l’imprinting ad un progetto dove la creatività lascia che sia il territorio ad esprimersi, con tutto il fascino, la storia, le vicende remote e i segreti culturali che quella terra manifesta.
I loro sono abiti-tulipano, gonne-bocciolo, grandi e danzanti dalla linea a calla, giacche tagliate a petali, gonne lunghe come fiori mossi dal vento, dai colori rubati alla natura, glicine, teneri rosa, verde prato, un ricamo prezioso per la gonna di una fantastica sirena, collane fiabesche, ironiche corone per ritrovarsi immersi in ambienti da sogno, riflettessi nell’acqua come in specchi magici, fantasmi antichi che appaiono dal nulla.
Eles Italia, la loro Sardegna è nel brand, usano tessuti diversi e preziosi, sembrano onde l’organza, il sensuale chiffon, la seta, ritrovi la loro terra nel luccicare degli Swarovski, nei sorprendenti cristalli e pietre dure rubati alle notti d’estate, la seduzione che crea uno stile diverso – all day perfect.  Una collezione made in Sardegna, un’inedita e innovativa ispirazione estetica che crea un vivace e deciso lifestyle giovane fatto da due ragazze  giovani, la loro terra che diventa ispirazione delle loro passioni, il mare aperto e sconfinato per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antiche storie di mare in nuove e voluttuose emozioni.
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Credits: Photography Gianni Fresi – Model Claudia Loi
per Info: LA REVE PR & ADV – infolareve@libero.it

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Come riesco a fermare il tempo Elisabetta Rogai artista fiorentina

Elisabetta Rogai Angela e marianna

Elisabetta Rogai

Come riesco a fermare  il tempo Elisabetta Rogai artista fiorentina

Ritratti che  hanno il potere di sospendere il tempo, rendere immortale un’espressione, un modo di porsi, un soffio di vento, il battito di un respiro sospeso costruisce un volto, un corpo, una spalla, le mani, un ricciolo ribelle, tutto avvolto da un senso leggiadro mentre veli  impalpabili di seta accarezzano un corpo, che non ha timore di mostrarsi, si svela quasi a diventare una iconica statua.
I capelli, una cornice leggera, senza peso, per dare regalità ad una donna consapevole del suo fascino, della propria femminilità, il corpo svelato in ogni sua movenza, dalla più eterea alla più languida, pronta a donare la sua bellezza al tempo attraverso il ritratto dell’artista, un battito di ciglia per ogni volto che svela infinite emozioni, come infinite sono le sensazioni che ognuno è in grado di provare davanti al cavalletto dell’artista, quasi un mettersi nudo, svelarsi, confessando le proprie emozioni.
Una posa, due pose, tre, mille, ma è solo un istante rivelato, quello che serve all’artista per rubare l’anima al soggetto, lo lascia libero di scoprirsi e riscoprirsi nel proprio intimo, lasciando libera la parte definita anima, mostrandola  al mondo, le mani e gli occhi, l’attimo, il pennello corre veloce, l’abbinamento della pittura ad olio con il vino, l’uso del vino, etichette che raccontano storie come i volti della gente, un viaggio  con la proiezione nei tempi dello stupore, delle illusioni, del dolore ma anche della gioia e dell’amore, l’artista ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, le sue non sono illusioni ma suggestioni…..
Bella Katty felice di essere una mamma orgogliosa, la tenerezza della conquista della maternità di Mariangela…un traguardo, la fierezza imprenditoriale di Salvatore, l’ironia nel volto di Diana la produttrice di vino toscano, l’incanto gioioso di due gemelle, Francesca tra gli olivi rapita come in un labirinto sensuale, la sosta di Irene dopo una canzone, pensieri di Matteo con Firenze sullo sfondo, segni di vita nella sua forma umana, e l’interrogativo della corsa di due donne, ridenti, complici,  l’aquila di Tiziano  il falconiere, un amore rappresentato da due cavalli in corsa, la gioia e l’attesa di una stagione piena di fiori, la  costruzione di un mondo come realmente lo vede l’artista tra realtà, sogno e fantasia, mondi e modi del vivere quotidiano per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, costruendo una identità, dunque  producendo non solo immagini simboliche e desiderabili ma svelando principalmente la sua realtà di artista.
Elisabetta Rogai, artista fiorentina.
www.elisabettarogai.it

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Ti amo per sempre…forse

Tatuaggi

Tatuaggi

Rimozione Tatuaggi: come rimuovere i tatuaggi

Ti amo per sempre…forse

Io ti amo….e allora mi tatuo il tuo nome su un braccio, una spalla, da altre parti dove solo te lo puoi vedere. E se poi l’amore finisce?
Cominciano presto i nostri adolescenti, ragazzine romantiche, giovani fusti, presi dal sacro fuoco dell’amore, non sentono dolore e sacrificio nel sottoporsi a sedute di ore per tatuarsi draghi e fate, farfalle e nomi, le lettere “amore” e “per sempre” su bicipiti e tartarughe, su spalle e schiene, avambracci, piedi.
Per sempre????? Qui cominciano i problemi, perché, oltre a voler cancellare tutto dal cuore, da casa, dalla vita e dai ricordi rimane scomodo un ricordo perenne…il nome tatuato; che, tra l’altro, potrebbe creare un serio imbarazzo nel momento in cui nasce un nuovo amore, un nuovo fidanzamento, per cui sorge il problema della rimozione.
Facciamo il punto con il Prof. Mario Dini di parlarci di questo problema e di spiegarci come si può intervenire per la rimozione di un tatoo. Il prof. Mario Dini è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Prof. Dini ci parli dell’utilizzo medico di laser e tecnologie:
Il tatuaggio è un’iniezione di pigmenti colorati nel derma attraverso aghi che oscillano e penetrano nella cute per circa 1 millimetro, ad una frequenza variabile compresa tra 50 e 3000 volte al minuto. Esistono cinque tipi di tatuaggio: professionale, amatoriale, cosmetico, da medicamenti e post-traumatico.
Per rimuovere i tatuaggi negli anni sono state messe a punto numerose tecniche, ma la più efficace oggi è l’utilizzo del laser Q-switched.
L’impiego delle nuove tecnologie ha permesso alla medicina estetica di offrire ai propri pazienti nuovi trattamenti non invasivi che garantiscono ottimi risultati. La terapia fotodinamica per la rimozione dell’acne o la cavitazione estetica per la riduzione degli accumuli di grasso localizzato sono solo alcuni degli utilizzi delle nuove tecnologie in ambito estetico.
I Laser e le nuove tecnologie recentemente introdotte nell’ambito medico, consentono di ottenere ottimi risultati in modo non invasivo e duraturo. Tra queste metodiche rientra la depilazione definitiva tramite laser IPL (comunemente nota come luce pulsata), la riduzione degli accumuli di grasso tramite cavitazione estetica, la rimozione dell’acne con la terapia fotodinamica e la rimozione dei tatuaggi con il laser Q-switched.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – via La Marmora, 29 Firenze, FI 50121
Tel: 055 570797
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 02 21118715

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Lipofilling come rimedio per le cicatrici del volto

Woman Looking at the Side

Lipofilling

Cake” con Jennifer Aniston: un film che parla del problema delle cicatrici al volto

Lipofilling

Lipofilling

Intervista al prof Mario Dini  che indica il Lipofilling come rimedio per le cicatrici del volto
Chiediamo commenti al prof. Mario Dini, specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Professore, possono esserci rimedi per questi problemi, che, oltre alle cicatrici per incidenti, affligge i giovani per l’acne?
Le vittime di incidenti stradali, gli ustionati, le donne sfregiate, i giovani deturpati dall’acne e tutti coloro che ogni giorno, guardandosi allo specchio, desiderano nascondere quei solchi indelebili che disegnano sui loro volti geometrie innaturali e antiestetiche, possono finalmente ricorrere ad una tecnica efficace e non invasiva capace di restituire pienezza, volume e armonia alla pelle e ai contorni del volto. Io consiglio la terapia del Lipofilling autologo, ovvero il trasferimento di grasso da una parte del corpo a un’altra allo scopo di aumentare il volume di aree corporee svuotate o depresse, è diventata una procedura standard utilizzata in numerosi interventi di chirurgia plastica ed estetica.
Ma è una novità nel campo estetico?
Nella letteratura moderna molti studi hanno confermato l’efficacia di questa tecnica nel trattamento delle cicatrici, soprattutto nei pazienti ustionati in cui il tessuto cicatriziale è spesso molto esteso e compromesso. Tutti gli studi più recenti riportano un notevole miglioramento nella qualità delle cicatrici, con un elevato tasso di soddisfazione dei pazienti nella valutazione finale dei casi oggetto di studio.
E’ interessante constatare che il materiale usato è prelevato direttamente dal paziente
Sebbene ancora non si conoscano i meccanismi responsabili di questo miglioramento, si ipotizza che le cellule staminali mesenchimali e i numerosi fattori di crescita contenuti nel grasso aspirato durante il lipofilling, contribuiscono al rimodellamento e ringiovanimento della pelle e delle cicatrici.
Si ottengono risultati positivi in breve tempo?
In tutti i casi trattati si riIeva un miglioramento delle cicatrici anche in termini di minor dolore, maggiore uniformità di pigmentazione e colore, minore rigidità e irregolarità, maggiore flessibilità.
Molti casi anche da me trattati hanno dimostrato che il lipofilling autologo rappresenta una tecnica molto efficace per il trattamento delle cicatrici facciali, con grande soddisfazione da parte dei pazienti.
Che cosa prevede l’intervento?
L’intervento prevede una serie di sedute a distanza di circa …. mesi l’una dall’altra, durante le quali il grasso prelevato dal paziente viene re-iniettato nel tessuto cicatriziale al fine di colmare il solco della cicatrice e rivitalizzare il derma. Nel periodo che intercorre tra una seduta e l’altra, una parte del grasso verrà riassorbita, ma in misura notevolmente inferiore a quanto accade con l’uso dei filler di laboratorio. Dopo che tale riassorbimento si sarà stabilizzato, sarà possibile eseguire un secondo trattamento al fine di riempire le aree più depresse e ricreare un profilo più armonico ed uniforme.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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La biostimolazione

La biostimolazione

La biostimolazione

La biostimolazione

Intervista al Prof Mario Dini sulla rivitalizzazione dei tessuti
Intervistiamo il Prof. Mario Dini, chirurgo plastico estetico sulla BIOSTIMOLAZIONE.
Professor Mario Dini vediamo tanti uomini e donne che dimostrano almeno 10 anni meno della loro eta’ e, alcuni, confessano di essersi sottoposti al metodo della biostimolazione. ce ne vuole parlare?
La biostimolazione è una tecnica molto utilizzata nell’ambito della medicina estetica moderna in quanto consente di attivare un processo di biorivitalizzazione dei tessuti trattati, in modo particolare delle guance, del mento, della zona perioculare, del collo e del decolleté, attraverso iniezioni nel sottocute di sostanze rivitalizzanti come:
acido ialuronico a bassa densità
aminoacidi precursori del collagene, dell’elastina e dei glicosaminoglicani
vitamine
rimedi omeopatici
PDRN (polidesossiribonucleotide)
gel piastrinico. Il gel piastrinico di ricava dal plasma autologo ed è quindi un elemento assolutamente naturale. Come dice il nome stesso, questo gel è ricco di piastrine e, una volta iniettato nel derma, stimola la produzione di collagene. E’ il collagene, poi, a conferire al nostro viso un aspetto più giovane e fresco.
Ma in sintesi QUALI TRATTAMENTI SI POSSONO ESEGUIRE CON LA BIOSTIMOLAZIONE?
La biostimolazione permette di recuperare la tonicità del volto e del decolleté attraverso piccole iniezioni indolori eseguite in ambulatorio.
Il Professor Dini si avvale di questo metodo sia nel trattamento di pazienti giovani (20-30 anni) che vogliono prevenire l’invecchiamento cutaneo, sia nel trattamento di pazienti che hanno superato i 40 anni e la cui pelle è più segnata dall’età e dal fotoinvecchiamento.

 La biostimolazioneQUALI RISULTATI SI OTTENGONO?
La biostimolazione conferisce alla pelle una maggiore luminosità, compattezza e turgidità fin dal giorno successivo al trattamento. Raramente compaiono ecchimosi e gonfiore nelle aree trattate ma, qualora questo succedesse, si tratta solo di una piccola complicanza destinata a scomparire in pochissimi giorni.
Il trattamento non ha un effetto permanente e può essere ripetuto una volta ogni 3 mesi per 3-6 volte al massimo. Nella fase successiva “di mantenimento” si potrà effettuare una seduta ogni 6 mesi.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Addominoplastica tecnica per aumentare il volume del gluteo utilizzando il tessuto di “scarto”

Addominoplastica

Addominoplastica

Addominoplastica tecnica per aumentare il volume del gluteo utilizzando il tessuto di “scarto”

Il Lato B, dal Brasile: anatomia di un fenomeno inarrestabile, in Brasile la chirurgia plastica è costume, cultura, routine, infatti si tratta della miscigenacão, la grande mistura di popoli che nei secoli ha formato il popolo brasiliano e che il sociologo Darcy Ribeiro ha spiegato nel saggio “O povo brasileiro”.
C’è molto ricordo dell’Africa nel Brasile, ci sono forme solide, sode e generose, qui  le fortunate portatrici di bundas abbondanti sono felicemente soddisfatte, e non sono sfiorate lontanamente dalle diete; ma anche in Italia la chirurgia estetica del seno ha lasciato il posto a quella del gluteo….per cui…..il Lato B è di moda!!!!!
Per questo intervistiamo il Prof. Mario Dini che ci spiega di avere adottato una sua tecnica decisamente innovativa.
Professore ci spieghi questa tecnica innovativa
Ho messo a punto una tecnica innovativa che consente di fare una gluteoplastica (intervento chirurgico che permette l’aumento del volume e della forma del gluteo), mediante il tessuto che viene eliminato durante l’intervento di rimodellamento dell’addome.

Per cui si ottengono 2 vantaggi
E’ vero, questa tecnica permette di avere un doppio vantaggio: da un lato durante un intervento di addominoplastica viene rimodellato l’addome, dall’altro il tessuto di “scarto” viene reinserito nella regione glutea, con ottimi risultati estetici e funzionali nella zona ricevente.

Professore ha molte richieste di gluteoplastica?
La gluteoplastica non è un intervento ancora molto richiesto in Italia e in Europa, molto più frequentemente è richiesto in Sud America e in Asia, ma negli ultimi anni le visite e gli interventi per questa procedura chirurgica sono in aumento anche da noi.

Quali sono le tecniche maggiormente usate?
Ad oggi le tecniche maggiormente utilizzate per l’aumento del volume dei glutei sono essenzialemente:

1) il lipofilling, cioè il prelievo di grasso proprio indesiderato da una parte del corpo 2f21d0bc53797e5dab98824bea4e5794mediante una cannula da liposuzione o da liposcultura, e la reiniezione dello stesso nella regione glutea;
2) le protesi glutee, intervento chirurgico che prevede l’inserimento nella regione glutea di protesi mammaria in gel di silicone come per la mastoplastica additiva;
3) l’utilizzo di acido ialuronico tipo Macrolane, ovvero iniezione in anestesia locale di un filler riassorbibile che ha una durata di uno o due anni.
Per cui un intervento decisamente innovativo
Oggi è possibile utilizzare questa nuova tecnica già descritta nel 2006 da alcuni autori americani e modificata da altri chirurghi americani  e dal sottoscritto solo recentemente, che consente di unire due interventi, l’addominoplastica e la gluteoplastica, in uno stesso tempo operatorio.

Indicazioni circa l’intervento, tempistica, degenza?
L’intervento viene eseguito in anestesia generale o spinale, ha una durata di circa 3 ore, e prevede una notte di degenza in clinica.
I risultati sono molto buoni e permanenti nel tempo.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Gluteoplastica ora la bellezza ti guarda alle spalle

lato BGluteoplastica ora la bellezza ti guarda alle spalle

Ora la bellezza ti guarda alle spalle
Il nuovo concetto di bellezza che guarda al Lato B

Iniziamo una serie di incontri con il Prof. Mario Dini  per formulargli delle domande su temi che affascinano uomini e donne, la chirurgia plastica estetica e sui trattamenti che migliorano difetti e che riescono a dare maggior autostima e serenità.
Il Professor Mario Dini, Studi a Firenze e Milano, è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.

Professor Mario Dini, la chirurgia plastica estetica, dalla “classica” rinoplastica si sta estendendo anche in altre parti del corpo. E’ causa dei popoli in movimento, la multirazzialità?

Nei paesi sud-americani esistono dei canoni estetici diversi rispetto ai paesi europei e nord-americani: per queste popolazioni il corpo ideale deve essere molto formoso. In questi paesi c’è un forte desiderio di migliorare il proprio corpo rivolgendosi al chirurgo plastico: tra gli interventi più richiesti in Brasile, Argentina e nel resto del Sud-America ci sono la mastoplastica additiva, l’aumento di volume del gluteo (gluteoplastica) e del polpaccio. Proprio in questi paesi è nata la chirurgia estetica del gluteo: le donne, ma anche degli uomini, desiderano avere glutei formosi e pronunciati.

Diciamo, una nuova moda di concepire la bellezza?

Grazie ai mezzi di informazione sempre più globalizzati, la nostra cultura del corpo ideale è stata influenzata anche dai canoni estetici sud-americani. Oggi sempre un maggior numero di pazienti desiderano avere un corpo formoso e sensuale, e sempre più donne richiedono di aumentare il volume dei glutei.
L’intervento di chirurgia plastica idoneo ad aumentare le dimensioni dei glutei è la gluteoplastica. Questo intervento prevede l’inserimento di protesi in silicone, simili alle protesi utilizzate nella mastoplastica additiva, nel gluteo.

Che differenze ci sono fra gli interventi al gluteo e al seno?

Le protesi hanno una superficie liscia e sono costituite da silicone di ultima generazione conforme all’utilizzo medico, specifiche per essere impiantate nella regione glutea e per questo più resistenti rispetto alle protesi mammarie.
A seconda della tecnica utilizzata, la protesi può essere posizionata all’interno del muscolo grande gluteo, secondo la tecnica di Gonzales, oppure più superficialmente, seguendo la tecnica di De La Peña, al di sotto della fascia che ricopre il muscolo.

La cosa che preoccupa di più a chi considera l’intervento, la cicatrice?

Questa scompare completamente in quanto l’incisione effettuata per inserire le protesi viene collocata nella piega interglutea in modo che la cicatrice rimanga completamente nascosta.

Si tratta di un intervento doloroso?

L’intervento viene svolto in anestesia generale con ricovero di due notti oppure in anestesia loco-regionale in regime di day-hospital.

Come riprende la vita della paziente nel post operatorio?

Nel post-operatorio è necessario stare a completo riposo per almeno due giorni. Dopo una settimana è possibile, lentamente, a riprendere le attività che non richiedono un eccessivo sforzo fisico.

Professore, ci dica la cosa più importante, i risultati.

I risultati che si possono ottenere con la chirurgia estetica dei glutei sono solitamente molto buoni. E’importante però non sottovalutare l’intervento di gluteoplastica, che, anche se relativamente semplice, è sempre un intervento chirurgico con i relativi rischi di complicanze; è opportuno quindi rivolgersi sempre ad un chirurgo plastico esperto in aumento di volume dei glutei mediante protesi (gluteoplastica) che operi in strutture sanitarie certificate e sicure.

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Bellezza è… I Consigli di Chirurgia Estetica del Prof. Mario Dini

Nude Young Woman with Her Hands on Her Back

Bellezza è…

I Consigli di chirurgia estetica del Prof.Mario Dini

E’ uscito proprio in questi giorni su un settimanale, con la foto di un seno enorme, una notizia abbastanza bizzarra, sulla chirurgia plastica estetica, che ha suscitato curiosità, diffidenza, ma anche sorpresa, trattandosi di un settore serio, dove porre la massima attenzione verso i professionisti a cui ci si rivolge.
L’ultima follia in fatto di vanità femminile arriva dagli Stati Uniti. Se un tempo per impreziosire una serata importante si sceglieva l’abito migliore, si andava dall’estetista e dal parrucchiere per mostrarsi al top dello splendore, adesso a borsa e scarpe in pendant si può aggiungere un nuovo orpello: il seno. Nel senso che un medico americano, Norman Rowe, ha brevettato una speciale inizione salina che permette di gonfiare il decolté… A tempo determinato (Panorama).
Chiediamo di avere commenti su questa notizia che è di notevole interesse, se attuabile, al prof. Mario Dini, specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Professor Dini, ci spieghi questa tecnica che ci farebbe tutte “Oggetto di desiderio per una notte”.
Ho letto anche io la notizia di un famoso chirurgo plastico di Manhattan (New York) Norman Rowe che ha brevettato, circa un anno fa, una tecnica chiamata INSTABREAST, ovvero seno immediato!
In cosa consiste questa tecnica?
La paziente va nello studio del medico il quale spiega alla paziente che potrà ottenere per 24-36 ore un aumento del volume del seno di circa una-due taglie rispetto al volume di partenza.
E in pratica che cosa succede?
Il chirurgo, aiutato da una piccola anestesia, inietterà nel seno della paziente un certo volume di H20 sterile in 15-20 minuti, in modo che la paziente esca dallo studio con il seno “nuovo” e che nelle poche ore successive si sgonfierà fino a tornare al volume di partenza.
Professore, si tratta di una “americanata” oppure di una cosa seria?
Questa “trovata Newyorchese” può dare il piacere e la sensazione alla donna di avere un certo volume al seno per poche ore.. E’ come se si usasse un filler a rapidissimo riassorbimento per il seno.
Ma lei è favorevole a questa sorta di “inganno”?
Il mio parere non è favorevole, perchè si deve fare un’anestesia per un risultato con una durata veramente troppo breve!
Misure che aumentano in maniera considerevole coinvolgono anche altre persone, come un compagno, fisso oppure occasionale…..
Infatti, è sgradevole ritrovarsi una sorta di Pin Up accanto e poi vedersela sparire, in definitiva la tradizionale mastoplastica additiva è un intervento comunque molto sicuro, rapido (40 minuti-1 ora al massimo), con risultato duraturo e definitivo, ma anche completamente reversibile, se alla donna non piacesse il risultato ottenuto!

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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