Seno con grande volume, rischio di tumore mammario aumentato!!!

Young Nude Woman Covering Her Breasts with Her ArmsSeno con grande volume, rischio di tumore mammario aumentato!!!
E’ stato reso noto proprio in questi giorni lo studio di emeriti ricercatori Canadesi, pubblicato sulla rivista più prestigiosa di chirurgia plastica nel numero di dicembre, che ha finalmente trovato una correlazione fra dimensioni del seno e maggior incidenza di tumore mammario.
Fino ad oggi molti fattori di rischio di cancro al seno sono stati identificati, ma ancora nella lista non compariva “le dimensioni del seno”. Lo scopo di questo studio è stato quello di rianalizzare la letteratura sulla dimensione del seno come fattore di rischio per il carcinoma mammario.
Una revisione sistematica della letteratura è stata eseguita dal 1950 al mese di febbraio 2014.
Intervistiamo il Prof. Mario Dini Prof. studi a Firenze e Milano, Chirurgo Plastico Estetico, che commenta la notizia diffusa e ci spiega le relazioni di come influisca l’aumento del seno con la malattia del tumore.
Professore ci spieghi le relazioni sulla malattia al seno che tanto preoccupa le donne
Nella letteratura si è cercato di valutare la relazione con il cancro al seno nelle varie patologie e tecniche chirurgiche:
Woman Measuring Her Bust1) Gigantomastie; 2) Nella mastoplastica riduttiva; 3) Nella mastoplastica additiva; e 4) Nella mastectomia sottocutanea profilattica.
Professor Dini è’ sotto esame la mastoplastica addittiva?
Assolutamente no, innanzi tutto emerge, come già evidenziato in altri lavori scientifici precedenti, che la mastoplastica additiva (aumento del seno) con protesi NON aumenta l’incidenza del tumore del seno! Anzi sembra, da una attenta analisi di questi dati, che chi ha messo le protesi ha una piccola MINORE incidenza di tumore mammario.
Allora il pericolo è soprattutto nel seno grande naturale, quello di donne che hanno una grande ghiandola mammaria?
E’ ben evidente da questi studi che con l’aumentare delle dimensioni del seno, e quindi della ghiandola mammaria, aumenti proporzionalmente l’ incidenza del tumore mammario!
Per cui, Professor Dini, come medici estetici siete in prima linea per osservare questo problema?
Ci sono prove dirette e indirette che le dimensioni del seno siano un fattore importante nel rischio di sviluppare il cancro al seno.
Infatti, i chirurghi plastici sono in una posizione unica per osservare questo fenomeno, e la mastoplastica riduttiva, intervento che permette di ridurre le dimensioni del seno, oltre ad avere molti effetti benefici sulla paziente, puo’ avere anche quindi uno scopo terapeutico profilattico del tumore al seno.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – via La Marmora, 29 Firenze, FI 50121
Tel: 055 570797
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 02 21118715

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Ti amo per sempre…forse

Tatuaggi

Tatuaggi

Rimozione Tatuaggi: come rimuovere i tatuaggi

Ti amo per sempre…forse

Io ti amo….e allora mi tatuo il tuo nome su un braccio, una spalla, da altre parti dove solo te lo puoi vedere. E se poi l’amore finisce?
Cominciano presto i nostri adolescenti, ragazzine romantiche, giovani fusti, presi dal sacro fuoco dell’amore, non sentono dolore e sacrificio nel sottoporsi a sedute di ore per tatuarsi draghi e fate, farfalle e nomi, le lettere “amore” e “per sempre” su bicipiti e tartarughe, su spalle e schiene, avambracci, piedi.
Per sempre????? Qui cominciano i problemi, perché, oltre a voler cancellare tutto dal cuore, da casa, dalla vita e dai ricordi rimane scomodo un ricordo perenne…il nome tatuato; che, tra l’altro, potrebbe creare un serio imbarazzo nel momento in cui nasce un nuovo amore, un nuovo fidanzamento, per cui sorge il problema della rimozione.
Facciamo il punto con il Prof. Mario Dini di parlarci di questo problema e di spiegarci come si può intervenire per la rimozione di un tatoo. Il prof. Mario Dini è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Prof. Dini ci parli dell’utilizzo medico di laser e tecnologie:
Il tatuaggio è un’iniezione di pigmenti colorati nel derma attraverso aghi che oscillano e penetrano nella cute per circa 1 millimetro, ad una frequenza variabile compresa tra 50 e 3000 volte al minuto. Esistono cinque tipi di tatuaggio: professionale, amatoriale, cosmetico, da medicamenti e post-traumatico.
Per rimuovere i tatuaggi negli anni sono state messe a punto numerose tecniche, ma la più efficace oggi è l’utilizzo del laser Q-switched.
L’impiego delle nuove tecnologie ha permesso alla medicina estetica di offrire ai propri pazienti nuovi trattamenti non invasivi che garantiscono ottimi risultati. La terapia fotodinamica per la rimozione dell’acne o la cavitazione estetica per la riduzione degli accumuli di grasso localizzato sono solo alcuni degli utilizzi delle nuove tecnologie in ambito estetico.
I Laser e le nuove tecnologie recentemente introdotte nell’ambito medico, consentono di ottenere ottimi risultati in modo non invasivo e duraturo. Tra queste metodiche rientra la depilazione definitiva tramite laser IPL (comunemente nota come luce pulsata), la riduzione degli accumuli di grasso tramite cavitazione estetica, la rimozione dell’acne con la terapia fotodinamica e la rimozione dei tatuaggi con il laser Q-switched.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Lipofilling come rimedio per le cicatrici del volto

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Lipofilling

Cake” con Jennifer Aniston: un film che parla del problema delle cicatrici al volto

Lipofilling

Lipofilling

Intervista al prof Mario Dini  che indica il Lipofilling come rimedio per le cicatrici del volto
Chiediamo commenti al prof. Mario Dini, specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Professore, possono esserci rimedi per questi problemi, che, oltre alle cicatrici per incidenti, affligge i giovani per l’acne?
Le vittime di incidenti stradali, gli ustionati, le donne sfregiate, i giovani deturpati dall’acne e tutti coloro che ogni giorno, guardandosi allo specchio, desiderano nascondere quei solchi indelebili che disegnano sui loro volti geometrie innaturali e antiestetiche, possono finalmente ricorrere ad una tecnica efficace e non invasiva capace di restituire pienezza, volume e armonia alla pelle e ai contorni del volto. Io consiglio la terapia del Lipofilling autologo, ovvero il trasferimento di grasso da una parte del corpo a un’altra allo scopo di aumentare il volume di aree corporee svuotate o depresse, è diventata una procedura standard utilizzata in numerosi interventi di chirurgia plastica ed estetica.
Ma è una novità nel campo estetico?
Nella letteratura moderna molti studi hanno confermato l’efficacia di questa tecnica nel trattamento delle cicatrici, soprattutto nei pazienti ustionati in cui il tessuto cicatriziale è spesso molto esteso e compromesso. Tutti gli studi più recenti riportano un notevole miglioramento nella qualità delle cicatrici, con un elevato tasso di soddisfazione dei pazienti nella valutazione finale dei casi oggetto di studio.
E’ interessante constatare che il materiale usato è prelevato direttamente dal paziente
Sebbene ancora non si conoscano i meccanismi responsabili di questo miglioramento, si ipotizza che le cellule staminali mesenchimali e i numerosi fattori di crescita contenuti nel grasso aspirato durante il lipofilling, contribuiscono al rimodellamento e ringiovanimento della pelle e delle cicatrici.
Si ottengono risultati positivi in breve tempo?
In tutti i casi trattati si riIeva un miglioramento delle cicatrici anche in termini di minor dolore, maggiore uniformità di pigmentazione e colore, minore rigidità e irregolarità, maggiore flessibilità.
Molti casi anche da me trattati hanno dimostrato che il lipofilling autologo rappresenta una tecnica molto efficace per il trattamento delle cicatrici facciali, con grande soddisfazione da parte dei pazienti.
Che cosa prevede l’intervento?
L’intervento prevede una serie di sedute a distanza di circa …. mesi l’una dall’altra, durante le quali il grasso prelevato dal paziente viene re-iniettato nel tessuto cicatriziale al fine di colmare il solco della cicatrice e rivitalizzare il derma. Nel periodo che intercorre tra una seduta e l’altra, una parte del grasso verrà riassorbita, ma in misura notevolmente inferiore a quanto accade con l’uso dei filler di laboratorio. Dopo che tale riassorbimento si sarà stabilizzato, sarà possibile eseguire un secondo trattamento al fine di riempire le aree più depresse e ricreare un profilo più armonico ed uniforme.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Addominoplastica tecnica per aumentare il volume del gluteo utilizzando il tessuto di “scarto”

Addominoplastica

Addominoplastica

Addominoplastica tecnica per aumentare il volume del gluteo utilizzando il tessuto di “scarto”

Il Lato B, dal Brasile: anatomia di un fenomeno inarrestabile, in Brasile la chirurgia plastica è costume, cultura, routine, infatti si tratta della miscigenacão, la grande mistura di popoli che nei secoli ha formato il popolo brasiliano e che il sociologo Darcy Ribeiro ha spiegato nel saggio “O povo brasileiro”.
C’è molto ricordo dell’Africa nel Brasile, ci sono forme solide, sode e generose, qui  le fortunate portatrici di bundas abbondanti sono felicemente soddisfatte, e non sono sfiorate lontanamente dalle diete; ma anche in Italia la chirurgia estetica del seno ha lasciato il posto a quella del gluteo….per cui…..il Lato B è di moda!!!!!
Per questo intervistiamo il Prof. Mario Dini che ci spiega di avere adottato una sua tecnica decisamente innovativa.
Professore ci spieghi questa tecnica innovativa
Ho messo a punto una tecnica innovativa che consente di fare una gluteoplastica (intervento chirurgico che permette l’aumento del volume e della forma del gluteo), mediante il tessuto che viene eliminato durante l’intervento di rimodellamento dell’addome.

Per cui si ottengono 2 vantaggi
E’ vero, questa tecnica permette di avere un doppio vantaggio: da un lato durante un intervento di addominoplastica viene rimodellato l’addome, dall’altro il tessuto di “scarto” viene reinserito nella regione glutea, con ottimi risultati estetici e funzionali nella zona ricevente.

Professore ha molte richieste di gluteoplastica?
La gluteoplastica non è un intervento ancora molto richiesto in Italia e in Europa, molto più frequentemente è richiesto in Sud America e in Asia, ma negli ultimi anni le visite e gli interventi per questa procedura chirurgica sono in aumento anche da noi.

Quali sono le tecniche maggiormente usate?
Ad oggi le tecniche maggiormente utilizzate per l’aumento del volume dei glutei sono essenzialemente:

1) il lipofilling, cioè il prelievo di grasso proprio indesiderato da una parte del corpo 2f21d0bc53797e5dab98824bea4e5794mediante una cannula da liposuzione o da liposcultura, e la reiniezione dello stesso nella regione glutea;
2) le protesi glutee, intervento chirurgico che prevede l’inserimento nella regione glutea di protesi mammaria in gel di silicone come per la mastoplastica additiva;
3) l’utilizzo di acido ialuronico tipo Macrolane, ovvero iniezione in anestesia locale di un filler riassorbibile che ha una durata di uno o due anni.
Per cui un intervento decisamente innovativo
Oggi è possibile utilizzare questa nuova tecnica già descritta nel 2006 da alcuni autori americani e modificata da altri chirurghi americani  e dal sottoscritto solo recentemente, che consente di unire due interventi, l’addominoplastica e la gluteoplastica, in uno stesso tempo operatorio.

Indicazioni circa l’intervento, tempistica, degenza?
L’intervento viene eseguito in anestesia generale o spinale, ha una durata di circa 3 ore, e prevede una notte di degenza in clinica.
I risultati sono molto buoni e permanenti nel tempo.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Gluteoplastica ora la bellezza ti guarda alle spalle

lato BGluteoplastica ora la bellezza ti guarda alle spalle

Ora la bellezza ti guarda alle spalle
Il nuovo concetto di bellezza che guarda al Lato B

Iniziamo una serie di incontri con il Prof. Mario Dini  per formulargli delle domande su temi che affascinano uomini e donne, la chirurgia plastica estetica e sui trattamenti che migliorano difetti e che riescono a dare maggior autostima e serenità.
Il Professor Mario Dini, Studi a Firenze e Milano, è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.

Professor Mario Dini, la chirurgia plastica estetica, dalla “classica” rinoplastica si sta estendendo anche in altre parti del corpo. E’ causa dei popoli in movimento, la multirazzialità?

Nei paesi sud-americani esistono dei canoni estetici diversi rispetto ai paesi europei e nord-americani: per queste popolazioni il corpo ideale deve essere molto formoso. In questi paesi c’è un forte desiderio di migliorare il proprio corpo rivolgendosi al chirurgo plastico: tra gli interventi più richiesti in Brasile, Argentina e nel resto del Sud-America ci sono la mastoplastica additiva, l’aumento di volume del gluteo (gluteoplastica) e del polpaccio. Proprio in questi paesi è nata la chirurgia estetica del gluteo: le donne, ma anche degli uomini, desiderano avere glutei formosi e pronunciati.

Diciamo, una nuova moda di concepire la bellezza?

Grazie ai mezzi di informazione sempre più globalizzati, la nostra cultura del corpo ideale è stata influenzata anche dai canoni estetici sud-americani. Oggi sempre un maggior numero di pazienti desiderano avere un corpo formoso e sensuale, e sempre più donne richiedono di aumentare il volume dei glutei.
L’intervento di chirurgia plastica idoneo ad aumentare le dimensioni dei glutei è la gluteoplastica. Questo intervento prevede l’inserimento di protesi in silicone, simili alle protesi utilizzate nella mastoplastica additiva, nel gluteo.

Che differenze ci sono fra gli interventi al gluteo e al seno?

Le protesi hanno una superficie liscia e sono costituite da silicone di ultima generazione conforme all’utilizzo medico, specifiche per essere impiantate nella regione glutea e per questo più resistenti rispetto alle protesi mammarie.
A seconda della tecnica utilizzata, la protesi può essere posizionata all’interno del muscolo grande gluteo, secondo la tecnica di Gonzales, oppure più superficialmente, seguendo la tecnica di De La Peña, al di sotto della fascia che ricopre il muscolo.

La cosa che preoccupa di più a chi considera l’intervento, la cicatrice?

Questa scompare completamente in quanto l’incisione effettuata per inserire le protesi viene collocata nella piega interglutea in modo che la cicatrice rimanga completamente nascosta.

Si tratta di un intervento doloroso?

L’intervento viene svolto in anestesia generale con ricovero di due notti oppure in anestesia loco-regionale in regime di day-hospital.

Come riprende la vita della paziente nel post operatorio?

Nel post-operatorio è necessario stare a completo riposo per almeno due giorni. Dopo una settimana è possibile, lentamente, a riprendere le attività che non richiedono un eccessivo sforzo fisico.

Professore, ci dica la cosa più importante, i risultati.

I risultati che si possono ottenere con la chirurgia estetica dei glutei sono solitamente molto buoni. E’importante però non sottovalutare l’intervento di gluteoplastica, che, anche se relativamente semplice, è sempre un intervento chirurgico con i relativi rischi di complicanze; è opportuno quindi rivolgersi sempre ad un chirurgo plastico esperto in aumento di volume dei glutei mediante protesi (gluteoplastica) che operi in strutture sanitarie certificate e sicure.

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Bellezza è… I Consigli di Chirurgia Estetica del Prof. Mario Dini

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Bellezza è…

I Consigli di chirurgia estetica del Prof.Mario Dini

E’ uscito proprio in questi giorni su un settimanale, con la foto di un seno enorme, una notizia abbastanza bizzarra, sulla chirurgia plastica estetica, che ha suscitato curiosità, diffidenza, ma anche sorpresa, trattandosi di un settore serio, dove porre la massima attenzione verso i professionisti a cui ci si rivolge.
L’ultima follia in fatto di vanità femminile arriva dagli Stati Uniti. Se un tempo per impreziosire una serata importante si sceglieva l’abito migliore, si andava dall’estetista e dal parrucchiere per mostrarsi al top dello splendore, adesso a borsa e scarpe in pendant si può aggiungere un nuovo orpello: il seno. Nel senso che un medico americano, Norman Rowe, ha brevettato una speciale inizione salina che permette di gonfiare il decolté… A tempo determinato (Panorama).
Chiediamo di avere commenti su questa notizia che è di notevole interesse, se attuabile, al prof. Mario Dini, specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.
Professor Dini, ci spieghi questa tecnica che ci farebbe tutte “Oggetto di desiderio per una notte”.
Ho letto anche io la notizia di un famoso chirurgo plastico di Manhattan (New York) Norman Rowe che ha brevettato, circa un anno fa, una tecnica chiamata INSTABREAST, ovvero seno immediato!
In cosa consiste questa tecnica?
La paziente va nello studio del medico il quale spiega alla paziente che potrà ottenere per 24-36 ore un aumento del volume del seno di circa una-due taglie rispetto al volume di partenza.
E in pratica che cosa succede?
Il chirurgo, aiutato da una piccola anestesia, inietterà nel seno della paziente un certo volume di H20 sterile in 15-20 minuti, in modo che la paziente esca dallo studio con il seno “nuovo” e che nelle poche ore successive si sgonfierà fino a tornare al volume di partenza.
Professore, si tratta di una “americanata” oppure di una cosa seria?
Questa “trovata Newyorchese” può dare il piacere e la sensazione alla donna di avere un certo volume al seno per poche ore.. E’ come se si usasse un filler a rapidissimo riassorbimento per il seno.
Ma lei è favorevole a questa sorta di “inganno”?
Il mio parere non è favorevole, perchè si deve fare un’anestesia per un risultato con una durata veramente troppo breve!
Misure che aumentano in maniera considerevole coinvolgono anche altre persone, come un compagno, fisso oppure occasionale…..
Infatti, è sgradevole ritrovarsi una sorta di Pin Up accanto e poi vedersela sparire, in definitiva la tradizionale mastoplastica additiva è un intervento comunque molto sicuro, rapido (40 minuti-1 ora al massimo), con risultato duraturo e definitivo, ma anche completamente reversibile, se alla donna non piacesse il risultato ottenuto!

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In punta di …naso

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Una nuova semplice tecnica per migliorare la punta del naso

Gli interventi più gettonati del 2015, secondo le previsioni della Società italiana chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre), che raggruppa l’80% dei chirurghi plastici italiani, sono il ritocco al naso, la chirurgia delle palpebre e l’aumento del seno.
Incontriamo il  Prof.Mario Din Chirurgo Plastico Estetico con Studi a Firenze e Milano, che ci illustra una semplice tecnica utilizzata per correggere forme del naso non armoniose.
Professore ci spieghi l’intervento del ritocco al naso, secondo quello che Lei suggerisce
La rinoplastica, l’intervento che permette di migliorare esteticamente la forma del naso, è uno degli interventi più difficili di chirurgia estetica, in quanto durante questa intervento chirurgico vengono utilizzati strumenti molto piccoli e particolari: la forma e le dimensioni del naso vengono modificate con piccole incisioni che sono eseguite all’interno delle narici.

E’ un intervento impegnativo?
Non è un intervento impegnativo o pericoloso per il paziente, ma mette a dura prova l’abilità del chirurgo nel rimodellamento della forma, delle dimensioni ed anche dell’ estetica.
Esistono forme di dorso del naso (cosiddetta “gobba”) e forme di punta del naso che sono molto difficili da correggere.
Una delle forme della punta maggiormente difficili e impegnative è la cosiddetta punta “Bulbosa o Globosa”. Questa forma della punta del naso conferisce alla piramide nasale un aspetto rotondeggiante, molto grossolano, poco elegante e soprattutto in una donna, un aspetto estetico veramente poco raffinato.

Che tecnica è stata ideata negli ultimi anni?
Negli ultimi anni sono state sviluppate delle tecniche chirurgiche per correggere questa punta globosa fra cui: la rimozione delle parte cefalica della cartilagine alare, oppure l’apposizione di innesti cartilaginei ed altre ancora. Una delle più efficaci, veloci e moderne tecniche è quella ideata da un chirurgo americano, che con dei punti di sutura a “materassaio”, è riuscito a migliorare in maniera semplice una deformità altrimenti poco correggibile.

Professore ci spieghi le modalità dell’intervento
Questa tecnica viene da me oggi utilizzata spesso con grande successo anche con interventi in anestesia locale e con 15-20 minuti di intervento riesco a conferire alla punta del naso un aspetto raffinato ed elegante.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Bellezza è armonia

mammaMedicina e chirurgia estetica, a volte sinonimi di perfezione, a volte di esagerazione. Il primo a parlare di un vero e proprio canone di bellezza lo ritroviamo negli scritti di Leonardo da Vinci, che individuò le proporzioni ideali del viso, secondo cui la distanza tra gli occhi e la larghezza della base nasale doveva essere la stessa. Oggi si parla soprattutto di bellezza coerente con la propria personalità, di armonia, tenendo conto dei lineamenti e dalle peculiarità di ciascuna persona.

Intervistiamo il Prof. Mario Dini  sugli interventi più richiesti e sui dati della chirurgia estetica nell’ultimo anno.
«Quello che arriva dal mercato americano è un segnale positivo e importante, afferma il prof. Dini, è un indicatore importante dell’economia del Paese e tra i motivi c’è senza dubbio la ripresa economica che spinge le persone ad investire su se stesse e sul benessere. Mai così bene dal 2008 a oggi. Negli Stati Uniti sono stati effettuati oltre 11 milioni di interventi di chirurgia e medicina estetica, per una spesa che supera i 12 miliardi di dollari, la cifra più rilevante dalla Grande Recessione del 2008. Ad aumentare è soprattutto la medicina estetica, che ha costi più accessibili: la gente non rinuncia a curarsi e, pur di farlo, si orienta verso trattamenti meno costosi. Il settore però è maturo e, non appena la situazione economica generale sarà migliorata, crediamo che quello della chirurgia plastica sarà uno dei settori in più forte crescita».
Il ventaglio di proposte in campo estetico si va sempre più allargando, nelle prime posizioni ci sono interventi che riguardano il corpo: come la liposuzione, l’aumento del seno, gli interventi di blefaroplastica, rinoplastica, trapianto di grasso autologo, e  la mastoplastica e la mastoplessi si confermano gli intervento più richiesti dalle donne.
COS’E’ LA MASTOPESSI?
La mastopessi è un intervento di chirurgia plastica che ha la scopo di risollevare il seno cadente eliminando il tessuto cutaneo in eccesso e riportando la mammella nella sua posizione originaria. Comunemente noto anche come lifting del seno, questo tipo di operazione chirurgica corregge gli inestetismi causati da una o più gravidanze, da un dimagrimento eccessivamente rapido o dal naturale invecchiamento, consentendo al seno di tornare ad essere più compatto e sollevato.
Il Prof. Dini consiglia spesso di associare a questa metodica l’impianto di protesi mammarie che permettono di ridare pienezza e volume al seno, conferendogli un aspetto più tonico e giovanile.
CHI PUO’ OPERARSI?
Non vi sono limiti di età per sottoporsi alla mastopessi, ma è consigliato rimandare l’intervento se si ha in programma di avere un figlio. La gravidanza e l’allattamento, infatti, potrebbero compromettere i risultati di questo intervento chirurgico e riportare il seno ad una “caduta” verso il basso. Inoltre, è preferibile sempre attendere il completo sviluppo del seno, che avviene al termine della fase adolescenziale, onde evitare il rischio, seppure raro, di mastopessi “precoci”.
La mastopessi è particolarmente indicata per le donne che hanno un seno piccolo e, quindi, non particolarmente soggetto alla forza di gravità. Coloro che hanno un seno abbondante rischierebbero di vedere vanificati gli effetti dell’operazione a causa della gravità di cui un seno grande risente. In tali casi, infatti, è più indicato un intervento di mastoplastica riduttiva associato a mastopessi.
IN CHE COSA CONSISTE LA VISITA PRE-OPERATORIA?
La visita pre-operatoria permette al Professore di valutare la vostra conformazione fisica, i vostri desideri e le vostre aspettative, al fine di concordare con lui il risultato da raggiungere e definire la procedura chirurgica più adatta al vostro caso. Qualora, infatti, il seno abbia perso totalmente il suo volume, la mastopessi potrebbe non essere sufficiente e si renderebbe quindi necessario l’utilizzo di una protesi mammaria di sostegno o, eventualmente, di un pò di lipofilling.
Durante la visita, il Prof. Dini avrà cura, inoltre, di valutare le vostre condizioni di salute e di prescrivervi gli opportuni esami (ad esempio la mammografia) al fine di avere un quadro clinico completo.
IN CHE COSA CONSISTE L’INTERVENTO DI MASTOPESSI?
La mastopessi è un intervento molto personalizzato e quindi, come tale, può avere una durata variabile, da un minimo di un’ora e mezzo fino ad un massimo di 3 ore. L’operazione viene normalmente eseguita in anestesia generale con una notte di ricovero. Nel caso di piccole mastopessi, l’anestesista e il chirurgo potrebbero concordare di eseguire l’intervento chirurgico in anestesia locale con sedazione e in regime di day-hospital.
Le cicatrici conseguenti all’intervento saranno permanenti, ma rimarranno comunque sempre nascoste all’interno del reggiseno o del costume da bagno.
QUAL E’ IL DECORSO POST-OPERATORIO?
Il Professor Dini consiglia alle proprie pazienti un assoluto riposo nelle 48 ore successive all’intervento di mastopessi.
Il gonfiore e le ecchimosi che potranno comparire sono del tutto normali e andranno attenuandosi con il passare dei giorni.
Dopo il terzo giorno la paziente potrà tornare a svolgere le proprie attività quotidiane evitando, però, qualsiasi tipo di sforzo. Dopo 7-10 giorni dall’operazione sarà possibile riprendere il proprio lavoro, purché non eccessivamente faticoso, mentre per l’attività sportiva sarà opportuno attendere almeno 3-4 settimane.
Il risultato della mastopessi è di norma molto soddisfacente, ma è bene sottolineare che la sua durata è condizionata dallo stile di vita della paziente, dal naturale invecchiamento dei tessuti e dagli effetti della gravità.

Prof Mario Dini chirurgia esteticaSpecialista in chirurgia plastica e
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La blefaroplastica nel paziente asiatico

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La blefaroplastica

La blefaroplastica nel paziente asiatico

Specialmente nella nostra regione, la Toscana, viviamo il fenomeno delle comunità cinesi, che ormai da decenni si sono stabiliti in zone industriali, come Prato, Campi, Empoli e vivono, convivono, con la popolazione locale, e, anche se le abitudini dei cinesi rimangono decisamente chiuse, si osserva che nei giovani, nella seconda e anche terza generazione, vengono attivati contatti per migliorare la qualità dei rapporti, vediamo molta curiosità; infatti i giovani sono perfettamente bilingue, vestono griffato, studiano nelle nostre scuole, danno lavoro ai nostri operatori italiani, partecipano ai nostri eventi e, qualche volta, invitano ai loro, specialmente durante le ultime festività del capodanno cinese.
Negli ultimi tempi si è verificata una cosa singolare: da parte dei cinesi più evoluti si registra una richiesta di interventi di chirurgia plastica estetica.
Per questo chiediamo al Prof. Mario Dini  informazioni su questo interessante tema.
Professore ci spieghi questo fenomeno insospettabile da parte dei cinesi
La blefaroplastica, la cosiddetta chirurgia delle palpebre, è l’intervento di chirurgia estetica più richiesto dai pazienti di origine asiatica, come cinesi, coreani e filippini, e rappresenta il 70% degli interventi di chirurgia estetica in quelle popolazioni.
Naturalmente per occidentalizzarsi partono dall’occhio
Certo, la blefaroplastica è così diffusa nella razza asiatica poiché i pazienti vogliono migliorare l’aspetto della palpebra superiore nel senso di volerla rendere più “occidentale”.
E di cosa si tratta?
L’occidentalizzazione dell’occhio orientale significa creare chirurgicamente nella palpebra superiore una piega palpebrale che normalmente nell’occhio orientale non esiste, la cosiddetta piega palpebrale superiore, e migliorare la cute nel canto interno dell’occhio (piega cutanea nella prossimità del naso) mediante un intervento chirurgico detto epicantoplastica. Nella razza asiatica esistono delle diversità anatomiche nella regione perioculare, rispetto alla razza caucasica occidentale, che si esprimono soprattutto nelle caratteristiche estetiche della palpebra superiore e nel canto interno dell’occhio.
E’ singolare, perché gli occidentali si allungano gli occhi
Il paradosso estetico della blefaroplastica è che gli asiatici vogliono somigliare spessissimo, nelle regione perioculare, agli occidentali, mentre i caucasici, a volte, vogliono, di contro, somigliare agli asiatici.I pazienti asiatici hanno inoltre nelle varie etnie delle caratteristiche anatomiche diverse fra loro. Inoltre i pazienti cinesi hanno delle richieste diverse rispetto a quelli filippini, quindi il chirurgo deve adattare le tecniche operatorie alle varie situazioni.
Il medico deve obbligatoriamente studiare bene le diversità anatomiche
Certamente, il chirurgo plastico che esegue gli interventi di blefaroplastica nel paziente asiatico deve conoscere bene le diversità anatomiche che esistono fra le razze e le tecniche chirurgiche specifiche per la chirurgia delle palpebre nel paziente asiatico. Questo intervento viene eseguito in day hospital, in anestesia locale, è assolutamente indolore e in pochi giorni il paziente ritorna alle sue normali attività lavorative.
Per qui lei trova riscontro nelle comunità Cinesi toscane
Vede, come in tutti i campi dobbiamo renderci conto che si vive in un mondo multirazziale, grandi masse di persone che si muovono in grande velocità, da un continente all’altro, per cui eseguo questa chirurgia molto spesso, sono molto conosciuto soprattutto nella più grande comunità Cinese italiana che è presente nell’area Fiorentina, ed intervengo con grande successo e soddisfazione per il paziente.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
Le Sedi: Prof. Mario Dini – via La Marmora, 29 Firenze, FI 50121
Tel: 055 570797
Milano: Prof. Mario Dini – Viale Luigi Majno, 3 Milano, MI 20122
Tel: 02 21118715

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Chirurgia plastica estetica

Chirurgia plastica estetica

Chirurgia plastica estetica

Chirurgia plastica estetica
Il Prof Mario Dini  ci spiega
interventi e aspetto psicologico della chirurgia plastica e estetica

La chirurgia plastica del corpo include tutte quelle tecniche chirurgiche rivolte a migliorare o a rimodellare quelle parti corporee che non sono in armonia con il resto del fisico o per mezzo delle quali possiamo correggere anche difetti e malformazioni congenite.
Fanno parte di questo aspetto della chirurgia plastica interventi come la liposcultura/liposuzione che elimina il tessuto adiposo localizzato in eccesso; l’addominoplastica che riduce l’eccesso di  cute dell’addome  che si verifica dopo una perdita di peso, una gravidanza o l’avanzare dell’età; il lifting  delle cosce e delle braccia per eliminare la cute in eccesso all’interno delle cosce o la pelle che “pende” quando si sollevano le braccia; la mastoplastica additiva per aumentare un seno piccolo o quella riduttiva per diminuire il volume di un seno troppo ingombrante; la mastopessi per risollevare un seno caduto e svuotato dopo un dimagrimento o una gravidanza.
Sono interventi “estetici” che aiutano i pazienti a tornare in forma, sia fisica che psichica, in breve tempo ma pur tuttavia si tratta di interventi chirurgici con le loro implicazioni in termini di tecnica chirurgica, di anestesia, di complicanze precoci e tardive, di tempi di recupero, di sfaccettature psicologiche spesso sottovalutate.
Quando si decide di ricorrere ad un intervento di chirurgia plastica estetica è fondamentale che tra paziente e chirurgo si stabilisca un rapporto empatico e di fiducia. Indispensabile e preliminare è il colloquio durante il quale si procede ad un’accurata raccolta della storia clinica (precedenti interventi, eventuali allergie a farmaci, presenza di malattie) per poi passare ad una visita generale con particolare attenzione al difetto da correggere o migliorare.
E’ importante, una volta posta l’indicazione all’intervento, una pianificazione dello stesso: spiegare i benefici ma anche gli svantaggi, la localizzazione delle cicatrici e la loro possibile evoluzione. Ricordare sempre alle pazienti che noi siamo chirurghi plastici dotati di bisturi, non “maghi Merlini con bacchetta magica”.
E non dimenticare la sfera psicologica: il cambiamento è radicale e per sempre. Non si può tornare indietro. Non si può togliere e mettere a piacimento! In qualche caso quindi, una chiacchierata con lo psicologo aiuta a comprendere e ponderare meglio la scelta che si vuole intraprendere.
Inutile recarsi dal chirurgo con le foto di soubrette e attrici famose pretendendo lo stesso risultato. Non si fanno “miracoli”: per quelli bisogna invocare altre persone in altre sedi. Ognuno di noi ha un fisico diverso da quello di un’altra persona, con una miriade di reazione biochimiche e biofisiche a qualsiasi tipo di “insulto” differenti dagli altri e l’andamento di un intervento ed il risultato estetico finale dipendono anche da questo oltre che dalla tecnica e dalla bravura del chirurgo.
Un altro aspetto importante è la “compliance” delle pazienti. Termine inglese che letteralmente significa acquiescenza, adesione che in questo caso assume una sfaccettatura particolare: che la paziente abbia compreso bene tutte le informazioni ricevute e sia consapevolmente informata e pronta ad affrontare l’intervento e tutto quello che ne conseguirà, ad attenersi ai consigli del chirurgo nel post operatorio ed alle regole pattuite al fine di non interferire con la guarigione ed il buon esito dell’intervento.
Un risultato esteticamente gradevole dipende anche dalle pazienti: dallo stile di vita, dalle abitudini alimentari, dall’attività fisica e da quegli accorgimenti necessari, nell’immediato post operatorio, che aiutano e raggiungere il risultato desiderato e a mantenerlo duraturo nel tempo (reggiseni contenitivi, guaine elastiche, calze riposanti, attività fisica moderata a seconda dell’intervento eseguito, abolizione del fumo di sigaretta e di bevande alcooliche).

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Viso e decolletè più tonici con la biostimolazione

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Ne parliamo con il Prof Mario Dini , esperto in Chirurgia e Medicina Estetica.

L’attrice Meg Ryan è diventata irriconoscibile dopo i tanti interventi di chirurgia estetica l’attrice, regina indiscussa delle commedie romantiche dei ruggenti anni ’80 e avrebbe abusato di filler e botulino a tal punto da stravolgere completamente i propri lineamenti.
“Un fenomeno – sostiene il Prof Mario Dini chirurgo plastico e estetico a Firenze – quello di sottoporsi a invasivi e ripetuti interventi di chirurgia plastica e ottenere come solo risultato un volto sempre più irriconoscibile, privo di espressione e di personalità, che coinvolge moltissime attrici”.
Le donne sono belle,  nascono belle e poi…. i mezzi di comunicazione giocano un ruolo fondamentale – al negativo –  in questa moda femminile, in quanto tendono a svilire la donna matura, bella nella sua maturità. Purtroppo sono stampa, tv e media in generale a dare un’immagine distorta della donna. Sono infatti proprio i media, con la scelta delle immagini pubblicitarie, a mostrare solo donne giovanissime, belle, tonde, morbide, suadenti… La pubblicità è da sempre, come si suol dire, un persuasore occulto: ci sono donne in età matura che vantano una bellezza al naturale senza esasperazioni. Splendide cinquantenni che vivono il passar del tempo rifiutando di ricorrere a quelle forzature artificiose che hanno invece trasformato in maschere grottesche donne che si sono sottoposte alla chirurgia estetica pur di fermare il tempo.
“Una tecnica che consiglio spesso, anche a motivo del suo non essere invasiva, è la biostimolazione: tecnica molto utilizzata nell’ambito della medicina estetica moderna, la biostimolazione attiva un processo di biorivitalizzazione dei tessuti trattati , in modo particolare delle guance, del mento, della zona perioculare, del collo e del decolleté e, attraverso iniezioni nel sottocute di sostanze rivitalizzanti, permette di recuperare la tonicità del volto e del decolleté attraverso piccole iniezioni indolori eseguite in ambulatorio”.
Questo metodo può essere utilizzato sia nel trattamento di pazienti giovani (20-30 anni) che vogliono prevenire l’invecchiamento cutaneo, sia nel trattamento di pazienti che hanno superato i 40 anni e la cui pelle è più segnata dall’età e dal fotoinvecchiamento.

Prof Mario Dini Specialista in chirurgia plastica e chirurgia estetica
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Straordinarie capacità rigenerative del tessuto adiposo nella tecnica del lipofilling in un caso di alopecia areata cicatriziale

lipofilling

lipofilling

Straordinarie capacità rigenerative del tessuto adiposo nella tecnica del lipofilling in un caso di alopecia areata cicatriziale
Intervista al prof. Mario Dini  su una sua recente pubblicazione su Dermatologic Surgery

Nel corso del tempo, i capelli hanno sempre avuto un significato ben preciso nell’immagine, rappresentando forza, immortalità, seduzione e bellezza: abbiamo notizie  dell’importanza della capigliatura dai papiri risalenti a duemila anni fa, e poi la leggenda di Sansone, i riccioli scomposti del Davide di Michelangelo, le parrucche nel ‘700, le creste dei punk, quindi chi affronta la calvizia vive una perdità d’identità e depressione con un benessere psicologico altamente ridotto per cui l’importanza di una bella chioma, che vuol dire piacere e seduzione, emerge per tutti con la stessa importanza, sia fisica che psicologica.
Su una delle riviste dermatologiche più prestigiose al mondo – Dermatologic Surgery – è uscita una pubblicazione che è ritenuta importantissima e basilare nei casi di alopecia areata cicatriziale: la pubblicazione è del Prof. Mario Dini , chirurgo plastico estetico a Firenze e Milano .
Incontriamo il prof Mario Dini per farci spiegare questo intervento che può rappresentare una speranza per tanti pazienti afflitti da questa malattia
E’ da pochi giorni uscita una mia pubblicazione, su una delle riviste dermatologiche più prestigiose al mondo – Dermatologic Surgery –  che descrive il caso di una giovane donna di 26 anni che aveva una atrofia cicatriziale del sopracciglio sinistro che ho trattato e guarito con grande successo con la tecnica del lipofilling, grazie alle cellule staminali e alle capacità rigenerative del grasso.
Professore ci spieghi di cosa si tratta
La storia clinica di questa giovane paziente è questa: la signora si è presentata alla mia attenzione con una atrofia e alopecia della regione del sopracciglio sinistro che era stata provocata da alcune infiltrazioni di cortisone eseguire da un dermatologo al fine di trattare una alopecia areata (malattia che determina mancanza di peli). Il trattamento con il cortisone non solo non aveva migliorato la patologia, ma aveva anche peggiorato la situazione e determinato una atrofia cicatriziale di tutta la zona trattata.
E il suo intervento come si è svolto?
Ho deciso che il trattamento migliore sarebbe stato una seduta di lipofilling con prelievo di grasso autologo dalla coscia omolaterale e con solo un intervento dove ho trasferito circa 0,5 cc di grasso ho risolto in maniera straordinaria il problema.
Il risultato? E la tempistica?
Infatti nel giro di pochi giorni il grasso attecchisce e mette in moto la sua grande capacità rigenerativa tissutale e a distanza di circa 3 mesi all’intervento si è verificata la ricrescita dei bulbi piliferi e la scomparsa della cicatrice che si era verificata a seguito delle infiltrazioni di cortisone.
Quindi ci spieghi meglio che cosa vorrebbe significare la tecnica del  lipofilling?
Questo risultato è l’ulteriore continua conferma delle straordinarie capacità del grasso nella tecnica di lipofilling sia come filler nella medicina estetica, sia come  tessuto “rigenerante e ricostruttore” nella chirurgia plastica ricostruttiva.

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Donna Baffuta sempre piaciuta …recita il proverbio

Donna Baffuta

Donna Baffuta

Donna Baffuta sempre piaciuta …recita il proverbio

Nonostante il famoso detto “donna barbuta, sempre piaciuta”, da sempre la visione comune della bella donna la vede curata in tutti i suoi dettagli: su tutti la mancanza di peluria, a maggior ragione all’arrivo della primavera e dell’estate dove mostriamo gambe e braccia nude, e allora creme, rasoio, ceretta e depilazione definitiva…. Ci torturiamo in tutti i modi possibili pur di avere la pelle liscia e senza peli.
Ma il mondo è bello perché è vario, c’è chi ha voluto dire basta a tutti questi soprusi e stereotipi che vuole la donna senza peli!
Alcune ragazze che attraverso il blog “Hairy legs club” (letteralmente Il club delle gambe pelose), condividono foto che mettono in mostra le loro gambe non proprio lisce e vellutate.
Ma ci sono anche trattamenti A LUCE PULSATA che hanno dei vantaggi rispetto ad altri trattamenti per la depilazione permanente.
Facciamo il punto sul problema pilifero con il Prof. Mario Dini , chirurgo plastico estetico con Studi a Firenze e Milano.

I peli hanno un loro “ciclo di vita” infatti, anche se non ce ne accorgiamo, i peli nascono, crescono e poi muoiono. Questi 3 periodi della vita del pelo vengono rispettivamente denominate fase ANAGEN, fase CATAGEN e fase TELOGEN.
Nella fase Anagen all’interno del bulbo pilifero si formano nuove cellule, i melanociti, che costituiranno il pelo ad una velocità di circa 1 cm al mese.
Nella fase Catagen, che segue la fase Anagen, il follicolo pilifero si restringe e il bulbo pilifero si separa dalla papilla dermica che lo nutre. Il pelo può rimanere ancorato al follicolo ma cade facilmente con leggeri sfregamenti causati per esempio dal lavarsi e dall’asciugarsi.

Nell’ultima fase, la Telogen, il pelo termina definitivamente la sua crescita ma rimane attaccato al follicolo pilifero. Quest’ultimo continua a restringersi, il bulbo pilifero si distanzia ulteriormente dalla papilla dermica e il pelo può cadere. Conclusasi questa fase, il follicolo pilifero rientra nella fase Anagen. Si forma quindi un nuovo pelo che, crescendo, porta all’espulsione del vecchio pelo in fase Telogen, qualora quest’ultimo non fosse già caduto spontaneamente.
QUANDO LA LUCE PULSATA E’ EFFICACE
Il trattamento con IPL è efficace purché colpisca il bulbo pilifero nella fase di crescita del pelo, la fase Anagen. Questo perché l’efficacia del trattamento dipende dalla quantità di energia luminosa assorbita dalla melanina, che è la sostanza che conferisce il colore scuro al pelo. Nella fase Anagen è presente molta melanina all’interno del bulbo pilifero, quindi più energia sarà assorbita, e il bulbo sarà distrutto.
Un ulteriore motivo dell’efficacia del trattamento in fase Anagen è rappresentato dal fatto che il fusto del pelo è connesso al bulbo pilifero solo in questo momento del ciclo del pelo mentre ne è sconnesso nelle altre fasi.
VANTAGGI DELLA LUCE PULSATA RISPETTO AD ALTRI TRATTAMENTI PER LA DEPILAZIONE PERMANENTE
La lunghezza d’onda si adatta al contenuto di melanina del bersaglio, il pelo, e dei tessuti circostanti. La luce pulsata è selettivamente distribuita al follicolo pilifero senza danneggiare l’epidermide.
Aumentando la temperatura e inducendo calore nel follicolo pilifero parte dell’energia della IPL è assorbita dal pigmento melaninico del pelo e un’altra parte, penetrando nel derma, è direttamente assorbita dalla papilla dermica. Questa sinergia, specifica e peculiare della luce pulsata intensa riesce a danneggiare la maggior parte delle cellule responsabili della crescita del pelo. Una volta distrutti, il pelo e il suo follicolo pilifero vengono eliminati attraverso un processo fisiologico con il risultato di una depilazione a lungo termine.
NUMERO E FREQUENZA DELLE SEDUTE
Il numero delle sedute varia da 5 a 8, con intervalli di tempo di un mese per le prime 2 sedute e di circa 2 mesi per le successive. Con questo protocollo generalmente si ottiene una depilazione permanente del 99% dell’area trattata. Consigliabili sono una, due sedute di richiamo ogni anno.
PRESCRIZIONI PRE-TRATTAMENTO
Non esporsi prolungatamente a radiazioni solari o a lampade UV in modo che la pelle al momento del trattamento non risulti abbronzata. Non assumere vitamine A e K o antibiotici.
PRESCRIZIONI POST-TRATTAMENTO
Non esporsi al sole o a lampade UV nel caso in cui si sia verificato anche solo un lieve eritema, fino alla sua scomparsa. Applicare, se necessario, creme o gel lenitivi. Non presentarsi alla sessione di epilazione con i peli appena rimossi con ceretta. Se necessario rimuoverli usando il rasoio.
EFFETTI COLLATERALI
Si possono verificare lievi effetti collaterali quale un moderato eritema della parte trattata, accompagnato o meno da una leggera sensazione di bruciore. Più raramente si manifesta un edema persistente con o senza la comparsa di piccole vescicole. Ancora meno frequentemente compaiono aree di iper o ipopigmentazione, che generalmente vanno incontro a risoluzione spontanea nel giro di qualche mese. Possibile, anche se rarissima è la comparsa, nei soggetti predisposti, di una eruzione vescicolare da herpes simplex o una infezione fungina da candida albicans.
CONTROINDICAZIONI
Il trattamento con luce pulsata si può eseguire solo su cute integra, non affetta cioè da patologie della pelle e non presentante escoriazioni o piccole ferite. E’opportuno che la pelle non sia abbronzata perché si potrebbero verificare ipopigmentazioni transitorie; inoltre il trattamento risulterebbe meno efficace, essendo ridotta la selettività tra la melanina contenuta nel bulbo e quella cutanea. E’ sconsigliabile inoltre trattare pazienti sottoposti a terapie con vitamine A, K o terapie antibiotiche.
RISULTATI
I risultati sono sempre soddisfacenti sia per il medico che per il paziente. Dopo ogni seduta generalmente viene eliminato il 10-20% dei peli presenti. I peli che rimangono avranno però una ricrescita più lenta e appariranno progressivamente sempre più sottili. L’entità dei risultati dipende comunque da numerosi fattori quali il colore dei peli stessi e della pelle nonché il numero dei peli e la loro consistenza. Determinante è la natura del pelo. Il trattamento di una peluria fisiologica darà infatti risultati sicuramente più eclatanti rispetto al trattamento di qualsiasi forma di ipertricosi.
FAQ DEPILAZIONE PERMANENTE CON IPL
D. Ci si può sottoporre al trattamento in qualsiasi periodo dell’anno?

R. Sì, purché la pelle non sia abbronzata
D. I peli scompaiono per tutta la vita?

R. No, per depilazione “permanente” si intende infatti che dopo circa tre anni dal completamento del ciclo di trattamento, si può verificare una ricrescita del 20-30% dei peli trattati anche se tale ricrescita sarà molto lenta e i peli saranno molto sottili. Saranno comunque sufficienti 2-3 sedute per risolvere nuovamente il problema dei peli superflui.
D. Posso radermi fra una seduta e l’altra?

R. Sì, purché al momento della nuova seduta i peli siano visibili e abbiano una lunghezza almeno di circa 2 millimetri.
D. Posso farmi la ceretta fra una seduta e l’altra?

R. No, o almeno è sconsigliabile per la buona riuscita del trattamento successivo, perché lo scopo à quello di avere tanti più bulbi possibile da poter colpire.
D. Posso prendere il sole dopo il trattamento?

R. Sì, purché sulla pelle non siano presenti aree arrossate, cioè eritematose che, con l’esposizione ai raggi UVB della luce solare o delle lampade abbronzanti, potrebbero iperpigmentarsi, cioè determinare delle macchie scure sulla pelle.
D. E’ un trattamento doloroso?

R. No, può essere al massimo fastidioso.
D. Quanto dura ogni seduta?

R. Dipende dall’estensione dell’area da trattare. Ad esempio 10 minuti occorrono in media per trattare 2 ascelle e fino ad un’ora può essere necessaria per trattare l’intero dorso di un uomo molto peloso. Comunque il trattamento con IPL è il più rapido tra tutti i trattamenti medici utilizzati per l’epilazione permanente, ad esempio il laser.
D. Viene utilizzato un anestetico?

R. No, perché non è necessario, dato solo il lieve fastidio cha procura il calore della luce pulsata.

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Immagina Cenerentola ..come sarebbe cambiata la novella se Cenerentola avesse avuto i polpacci brutti

gambe 2Siamo cresciuti tutti con un sogno, quello di essere Cenerentola , di fuggire, perdendo una scarpa, al fatidico scoccare della mezzanotte e di trovare un principe che ci faccia la prova della scarpetta di cristallo; ma, anche se nei giorni d’oggi la favola si è trasformata in una moderna Pretty Woman e la scarpetta è quella di Jimmy Choo, è rigorosamente obbligatorio che la “Cenerentola” in questione sfoggi una caviglia da etoile supportata da un polpaccio tonico e abituato all’aerobica. In caso contrario la favola avrebbe potuto avere un altro esito in quanto, a quei tempi e nelle favole, non esisteva la chirurgia plastica.
Chiediamo al Prof. Mario Dini COS’E’ LA CHIRUGIA PLASTICA DEI POLPACCI.

Per chirurgia plastica dei polpacci si intende tutta quella serie di interventi chirurgici volti ad aumentare il volume e la proiezione dei polpacci.
Tale operazione è molto richiesta dagli appassionati di culturismo e dalle donne che hanno dei polpacci esili e privi di forma.
Come per la gluteoplastica, l’aumento di volume degli arti inferiori può essere ottenuto con il lipofilling o con l’inserimento di protesi.
Nel primo caso utilizzerò come filler di riempimento lo stesso grasso prelevato dal gambepaziente, mentre nel secondo caso inserirò sotto il muscolo del polpaccio una protesi di silicone solido proporzionata alla conformazione fisica del paziente. Le incisioni vengono effettuate nella piega poplitea e sono praticamente invisibili.
Il tipo di anestesia praticata, il decorso post operatorio e i risultati conseguibili sono analoghi a quelli che ho descritto nelle mie interviste per l’intervento di gluteoplastica.

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Kim Phuc, la bimba del Vietnam:si sottoporrà ad una operazione di chirurgia estetica

Ph Nick UP

Kim Phuc

Kim Phuc, la bimba del Vietnam:si sottoporrà ad una operazione di chirurgia estetica

Una delle foto più famose al mondo che mostra una bimba, nuda, che corre spaventata verso l’obiettivo urlando, brucio…muoio, segnò anche la fine della guerra in Vietnam, 8 giugno 1972. Kim Phuc oggi è una donna di 52 anni, ed è ambasciatrice Unicef e vive in Canada: si sottoporrà negli Usa a una terapia per ridurre cicatrici. «Dio ha voluto che testimoniassi il dolore». Ha ancora i segni della bomba al napalm che l’ha devastata, cicatrici che dovrebbero sparire nel giro di un anno, attraverso una operazione di plastica estetica.

L’intervento specialistico per ridurre le cicatrici del napalm

Per questo chiediamo al Mario Dini  di parlarci di questo problema e di spiegarci come si può intervenire. Il prof. Mario Dini è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.

Professor Mario Dini , la notizia dell’intervento di chirurgia plastica a cui sarà sottoposta Kim Phuc, la bimba colpita da una bomba al nepalm nel ’72, ci porta a considerare il problema delle cicatrici al volto, un problema comune a tanti, oltre all’acne che penalizza particolarmente i giovani.
Le vittime di incidenti stradali, gli ustionati, le donne sfregiate, i giovani deturpati dall’acne e tutti coloro che ogni giorno, guardandosi allo specchio, desiderano nascondere quei solchi indelebili che disegnano sui loro volti geometrie innaturali e antiestetiche, possono finalmente ricorrere ad una tecnica efficace e non invasiva capace di restituire pienezza, volume e armonia alla pelle e ai contorni del volto.
Di cosa si tratta??
Il Lipofilling autologo, ovvero il trasferimento di grasso da una parte del corpo a un’altra allo scopo di aumentare il volume di aree corporee svuotate o depresse, è diventata una procedura standard utilizzata in numerosi interventi di chirurgia plastica ed estetica.
Ma si tratta di una metodologia nuova?
Nella letteratura moderna molti studi hanno confermato l’efficacia di questa tecnica nel trattamento delle cicatrici, soprattutto nei pazienti ustionati in cui il tessuto cicatriziale è spesso molto esteso e compromesso.
Tutti gli studi più recenti riportano un notevole miglioramento nella qualità delle cicatrici, con un elevato tasso di soddisfazione dei pazienti nella valutazione finale dei casi oggetto di studio.

E’ importante, in sintesi il metodo dei vasi comunicanti
Sebbene ancora non si conoscano i meccanismi responsabili di questo miglioramento, si ipotizza che le cellule staminali mesenchimali e i numerosi fattori di crescita contenuti nel grasso aspirato durante il lipofilling, contribuiscono al rimodellamento e ringiovanimento della pelle e delle cicatrici.
In tutti i casi trattati si riIeva un miglioramento delle cicatrici anche in termini di minor dolore, maggiore uniformità di pigmentazione e colore, minore rigidità e irregolarità, maggiore flessibilità.
Molti casi anche da me trattati hanno dimostrato che il lipofilling autologo rappresenta una tecnica molto efficace per il trattamento delle cicatrici facciali, con grande soddisfazione da parte dei pazienti.
Che cosa prevede l’intervento?
L’intervento prevede una serie di sedute a distanza di circa 3/6 mesi l’una dall’altra, durante le quali il grasso prelevato dal paziente viene re-iniettato nel tessuto cicatriziale al fine di colmare il solco della cicatrice e rivitalizzare il derma. Nel periodo che intercorre tra una seduta e l’altra, una parte del grasso verrà riassorbita, ma in misura notevolmente inferiore a quanto accade con l’uso dei filler di laboratorio. Dopo che tale riassorbimento si sarà stabilizzato, sarà possibile eseguire un secondo trattamento al fine di riempire le aree più depresse

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